SVILUPPO INFINITO? No grazie, più inclusione

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Harvey Cox (Malvern, 19 marzo 1929) è un teologo statunitense. Cox è uno dei più noti teologi cristiani contemporanei, ministro della chiesa battista e il maggior rappresentante delle teologie della secolarizzazione. La sua opera più rilevante in questo campo è La città secolare. Tra gli altri suoi scritti rilevanti: Il cristiano come ribelle. (Wikipedia)

SVILUPPO INFINITO? No grazie, più inclusione

 

Harvey Cox è già Autore di un bestseller del 1969, La Città Secolare (Vallecchi), in cui egli affrontava il tema dello svuotamento, all’interno della Società Civile, di ogni istanza o principio che attenesse al religioso.

Oggi Harvey Cox ci regala un Pamphlet di facile e veloce lettura, lo si divora in un paio d’ore, e non si viene tediati da alcun linguaggio accademico: Il mercato Divino (EDB), nel quale Cox riprende, con  ampio respiro, il tema della secolarizzazione. Passati circa 50 anni dal suo primo successo, Cox estende questo concetto all’Economia attuale che, secondo il suo pensiero (mediato anche – per sua dichiarazione esplicita – dal Nostro Papa Francesco) avrebbe eletto il Mercato a Nuova Divinità.

Il Mercato, divenuto pervasivo di ogni decisione e ogni orientamento, sia culturale che politico, avrebbe sostituito Dio – e quindi la Trascendenza, la Spiritualità – con il culto del continuo accumulo, del continuo Sviluppo che, oltre a generare masse enormi di nuovi poveri, e numeri sempre più esigui di nuovi ricchi, sta mettendo a rischio anche la salute del Nostro pianeta.

Lo Sviluppo, secondo il Capitalismo, deve essere qualcosa di inarrestabile, pena, la cessazione del Mercato, la morte del Capitalismo. Ci volevano anche i recenti cataclismi climatici, perché l’Essere Umano si ponesse un iniziale punto di domanda. Si può andare avanti così?

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Harvey Cox non offre ricette o cure, ma fa sorgere solo altri punti interrogativi. Noi pensiamo che, se i punti interrogativi sono molti, alla fine, la legittimità di quella certa cosa viene fortemente messa in dubbio.

E’ legittimo continuare a pensare a uno Sviluppo senza fine?

Stiamo creando, con questa fede cieca nel Mercato, un nuovo Essere Umano, sempre più solo, massificato, interconnesso e al tempo stesso spaesato e innervosito: a chi serve, tutto ciò?

Ai soliti pochi potenti che fanno quattrini sulle vite di milioni di persone.

E poi ci sono loro, gli ultimi, i soggetti residuali dell’intero processo, quelli che vengono estromessi dal ciclo produttivo e messi ai margini, perché non più competitivi (tra di essi, ci sono molti ex manager licenziati e caduti in miseria che, ora, vivono stesi su un cartone, lungo un qualsiasi marciapiede di una qualsiasi megalopoli occidentale). Sono proprio questi soggetti, i punti interrogativi di questo libro.

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Una Società in continuo incessante Sviluppo è destinata alla catastrofe. Sociale, Economica, Interpersonale. E’ quanto si sta già profilando all’orizzonte, con l’Implosione dell’Uomo nel Virtuale.

No Ricette, ma tanti punti di domanda. Molti punti di domanda, uno dietro l’altro, sono già una risposta, e noi tutti sappiamo che, tutto ciò, non ha alcuna legittimità, ragion d’essere, se non all’interno di una visione dell’Uomo competitiva ed escludente.

Più inclusione, più ascolto, più empatia, forse ci renderanno più lenti, meno produttivi, meno SMART, ma più umani.

 

©, 2018

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