LA METAPSICOLOGIA DI FREUD – Dalle rappresentanti pulsionali alle istanze psichiche

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LA METAPSICOLOGIA DI FREUD

Dalle rappresentanti pulsionali alle istanze psichiche

 

La metapsicologia designa la psicanalisi fondata da Freud, e la descrizione dell’apparato psichico secondo tre punti di vista coordinati: dinamico, topico ed economico.

La prospettiva dinamica considera i processi psichici come prodotti del conflitto di pulsioni inconscie. La prospettiva topica mostra metaforicamente i luoghi psichici come la prima e la seconda topica. La prospettiva economica considera i processi psichici circolari nella distribuzione di energia pulsionale quantificabile.

La pulsione è una spinta che tende verso una meta, e si pone tra l’organico e lo psichico. Le rappresentanti pulsionali sono elementi psichici pulsionali, con un investimento energetico affettivo, nell’ambito dell’inconscio che è energia libera, dove gli investimenti energetici affettivi passano da un rappresentante all’altro. Il funzionamento inconscio transita per il processo primario come libero movimento dell’investimento energetico affettivo, dato dal principio di piacere. Lo scopo dell’attività psichica inconscia è il principio di piacere, il piacere e la felicità, per cui la pulsione genera eccitazione ed energia libera, che tendono a reinvestire le rappresentazioni legate ad esperienze soddisfacenti precoci. Il preconscio e il conscio costituiscono un’energia legata ad ogni investimento energetico affettivo, collegato a un dato rappresentante pulsionale. Il processo secondario è il funzionamento del sistema preconscio conscio. Il principio di piacere è sostituito dal principio di realtà, per cui la psiche tende a ridurre lo stato di eccitazione per tornare ad un equilibrio e ad una tensione del bisogno di appagamento. La sublimazione spiega le attività considerate in rapporto alla sessualità, perché hanno una spinta nella pulsione, che è sublimata e deviata verso una meta tendente verso oggetti socialmente valorizzati. La sublimazione è la prova che gli istinti soppressi e convertiti in scopi socialmente accettabili costituiscano la deviazione di impulsi verso aree controllate dall’intelletto, per esempio l’amore umano, l’arte, il lavoro.

 

Prima topica

 

La descrittiva topologica è il modello tratto dalle scienze della psiche, per cui la concezione dell’apparato psichico è espresso in modo psicologico. Freud, nel progetto di una psicologia del 1895, tenta di rendere comprensibile il funzionamento dell’apparato psicologico decomponendolo in tre parti con funzioni diverse:

·       Inconscio, i cui contenuti sono rappresentanti pulsionali investiti da energia libera. Il funzionamento si basa sul processo primario di piacere. La caratteristica è la atemporalità delle rappresentanti pulsionali, che cercano di accedere al sistema preconscio conscio per il soddisfacimento dell’istinto.

·       Preconscio, i cui contenuti sono rappresentanti pulsionali investiti stabilmente da un investimento energetico affettivo. Il funzionamento si delinea in base al processo secondario di realtà, ed è separato dall’inconscio dalla censura.

·        Conscio, i cui contenuti hanno carattere di consapevolezza, con un investimento energetico affettivo, e sono organizzati in base ad un processo secondario di realtà. Il conscio è alla periferia dell’apparato psichico, riceve informazioni dall’interno e dall’esterno, e percepisce sensazioni e ricordi in base al piacere e al non piacere.

 

Seconda topica

 

La seconda topica è un modello a carattere antropomorfico esplicativo, sistematico, e tenta di rendere comprensibile il funzionamento dell’apparato psichico operando una personalizzazione delle tre componenti, ossia istanze psichiche che formano un sistema unitario: la personalità.

·       Es: pulsioni costituite da contenuti psichici rimossi con influssi storici e culturali ereditari, dove il polo pulsionale è l’elemento originario della vita psichica, le cui caratteristiche sono il serbatoio dell’energia psichica, dove le pulsioni sono attive ed esigono una scarica nel conflitto con l’Io e il Super Io.

·        Io: (l’Io e l’Es, 1922) è all’inizio della vita psichica, con l’Es separato dall’esterno dal sistema percettivo. Gradualmente l’Io si separa dall’Es nel funzionamento radicato nel corpo, che fa da mediatore tra le richieste dell’Es e gli imperativi del Super Io, unificando ciò che è frammentario, armonizza e seleziona le richieste dell’Es, rimovendo le altre perché pericolose, con la possibilità di riattivazione dei traumi della psiche. L’istanza complementare volge funzioni di difesa e di rimozione.

·        Super Io: deriva dal complesso edipico e si forma per interiorizzare il sistema di valori e divieti paterni, e l’energia pulsionale si svuota di contenuti fantastici perché diventa un complesso di norme, in cui le funzioni costituiscono il giudice censore dell’Io che critica tramite la coscienza morale, l’autoconservazione e la formazione degli ideali.

©, 2006

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