Andrea Busto IL VELO nella religione e nel misticismo

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Andrea Busto IL VELO nella religione e nel misticismo

Andrea Busto IL VELO nella religione e nel misticismo

Associato alla cultura islamica, nel coprire le fattezze femminili, il velo ha in realtà origini e usi anche in altre culture, come in quella greca e, più di recente, anglosassone (anche se, in quest’ultima, limitata al periodo Tudor) (Wikipedia). Il termine origina dal latino velum (nascondere) e vehlum (trasportare). Oltre a nascondere, il velo ri-vela l’immagine sottostante, come ad esempio nei sudari. Cara al Cristianesimo, è l’immagine del velo che conserva l’impronta delle fattezze di Gesù Cristo. Supporto, quindi, di una antica e ormai mitica deposizione, che può giungere ai Nostri giorni grazie alle proprietà fisico-chimiche del tessuto. Impronte e miracolose immagini sono associate al velo nella cultura delle religioni. Dio vorrebbe quindi, tramite questo “messaggero” fisico, inviarci il segno della sua grandezza. Scienza-mito e religione, oltre all’arte che tanto uso ne ha sempre fatto, sono associate al Velo, immagine diafana di un ornamento o addirittura segno di status sociale. Il velo si presta al trasporto di immagini acheropite, ovvero, immagini fatte non da mano umana, e quindi dall’origine misteriosa. Sinonimo quindi di velo è anche il mistero. Fattezze velate, assumono valore e profondità prospettica, come in certi paesaggi nelle giornate lievemente fosche. La trasparenza crea piani di lettura molteplici, strati e sovrapposizioni che danno maggiore profondità alla visione.

L’immagine medievale della Veronica ci propone generalmente una donna inturbantata e leggermente sofferente, che ci mostra un velo sul quale vi è impresso il volto di Cristo. Il fazzoletto, teso fra le mani, cade verso terra in rilassata morbidezza. Vi è pietà e volontà di manifestazione di un prodigio, quale il velo si presta a mostrare.

Sin dall’antichità, però, il velo è anche legato alla pudicizia e all’amore. Preservare le forme e nasconderle al pubblico sguardo, è da sempre un dettame che anche i più illustri poeti e artisti hanno saputo raffigurare e celebrare. Quasi a voler preservare il dono più bello dal degradarsi in spettacolo che svilirebbe l’elevata bellezza di un dono, il corpo, dal valore divino.

Attraverso la testimonianza di recenti artisti, come Mimmo Paladino, Alessandro Bulgini, Katsuhito Nishikawa, il catalogo qui presentato affronta anche il tema del velo e delle velature nell’arte contemporanea. La successione di immagini riprodotte corre sul filo della storia dell’arte degli ultimi vent’anni, citando anche Opere concettuali e astratte di Robert Rauschenberg, Jenny Watson, Paolo Gonzato, per poi correre indietro di diversi secoli, e proporci il “Cristo Morto” di Andrea Mantenga e il “Lamento di Maria Maddalena” di Arnold Böcklin.  Volume affascinante e profondo per lo sguardo attraverso i secoli e le culture, una carrellata quasi cinematografica, in cui il “montaggio” a volte sorprende con inaspettati colpi di scena.

Andrea Busto IL VELO nella religione e nel misticismo

tra mistero, seduzione, misticismo, sensualità, potere e religione.

Silvana Editoriale, 2007

  

Arnold Böcklin – Maria Maddalena che si lamenta su Cristo morto, 1868, olio

©, 2008

 

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