Alfonso Sastre La taverna fantastica

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Alfonso Sastre La taverna fantastica
Il tema dei bassifondi, la condizione sociale delle loro genti (l’emarginazione) e il loro linguaggio ci vengono presentati attraverso una trama enormemente comica e profondamente tragica. È una grande tragicommedia? È, nelle intenzioni dell’autore, un nuovo tipo di tragedia?
Alfonso Sastre è uno dei grandi pilastri del teatro spagnolo della seconda metà del’900.
L’opera, scritta nel 1966, fu pubblicata solo nel 1983 da Mariano de Paco, grande conoscitore dell’opera di Sastre, nei Cuadernos de la Cátedra de Teatro de la Universidad de Murcia. Due anni dopo, il 23 settembre 1985, La taberna fantástica, una complessa tragedia di Alfonso Sastre, viene presentata in anteprima al Círculo de Bellas Artes di Madrid, con la regia di Gerardo Malla.

Il concetto di tragedia complessa, è un termine coniato dallo stesso Sastre negli anni Sessanta. L’origine della tragedia complessa è, secondo Sastre, nella precisa consapevolezza del degrado sociale, in contrapposizione alla non consapevolezza (che porta all’illusione della tragedia pura) e alla consapevolezza ipertrofizzata di tale degrado.
Ne La taverna fantastica la miseria dell’essere umano ne fa scaturire il lato comico che fa da contrappunto alla tragedia. Si ride, ma con tanta tristezza. Il linguaggio è vivo, popolare, semplice. La lingua della strada viene usato da Sastre in un crescendo rossiniano, in maniera esasperata sino alla sincope. L’acool scorre a fiumi e accende e ottenebra gli animi. I personaggi danno prova di una esasperazione linguistica che dilata gli orizzonti della lingua, una lingua sporca, piena di errori, sguaiata e disperata. Le alterazioni linguistiche sembrano essere alterazioni della coscienza.

Questa tragedia, sa esprimere in maniera paradigmatica situazioni esistenziali concrete e episodi carichi di realismo e dolore.
Alfonso Sastre è nato a Madrid nel 1926, perseguitato dal regime franchista, è stato più volte imprigionato, e spesso è stata impedita la rappresentazione dei suoi drammi.

©, 2022

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