Théophile Gautier – La morta innamorata

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Pierre Jules Théophile Gautier (Tarbes, 30 agosto 1811 – Neuilly, 23 ottobre 1872) è stato uno scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese. La sua vita si sviluppa per quasi tutto il XIX secolo, un periodo politico e sociale molto tumultuoso in Francia che diede come frutto molti capolavori e molta creatività artistica. Fu un ardente difensore del Romanticismo, anche se il suo lavoro è di difficile classificazione e rimane un punto di riferimento per molti movimenti letterari successivi come il Parnassianesimo, il Simbolismo, il Decadentismo e il Modernismo. Fu stimato tantissimo da scrittori i più diversi quali Charles Baudelaire, i fratelli Edmond e Jules de Goncourt, e Oscar Wilde. Il suo maggior successo in prosa fu Il Capitan Fracassa, dove la maschera del soldato millantatore viene ingentilita in una operazione classica di metateatro con la figura di un nobile decaduto che, per amore, si unisce ad una compagnia di attori girovaghi. (Wikipedia)

Théophile Gautier – La morta innamorata

 

Grande novella fantastica dell’epoca romantica, dove Gautier sembra anticipare tematiche che sarebbero divenute di dominio comune con la psicoanalisi grazie a Sigmund Freud, ma già con Robert Louis Stevenson

Robert Louis Stevenson

affrontate in “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, dove si affrontava la freudiana dicotomia tra conscio e inconscio. Dicotomia che, nell’antichità, era tra regno della luce e regno delle tenebre, e poi, in epoca moderna, fra ragione e follia. Come in certe novelle gotiche di ottocentesca memoria (di Vernon Lee o di Henry James) era qui un essere umano di sesso femminile la vera causa di tale conflitto, avendo un demone donna attentato alla fede e alla purezza di un giovane prete: la cortigiana Clarimonda. Il tema del conflitto fra Bene e Male (Io e Inconscio) è però trattato facendo confluire nel racconto un’altra tematica importante per il romanticismo: il vampirismo, di derivazione germanica, che Gauteir avrebbe mediato da E.T.A. Hoffmann, trovando poi in Charles Baudelaire un suo grande lettore ed estimatore. Clarimonda è l’essere debole che dipende da colui al quale succhia la vita. Psicologia e religiosità si intrecciano. Ma la scienza psicologica era solo agli albori quando Gauteir (1836) scrisse questa novella. Frutto di un animo turbato, la novella sa darci respiro e tensione, trance veloce e rapimento come in un eccesso orgiastico di lettere e paragrafi. Non pensiamo possa essere il frutto di una lucida decisione, di una decisione presa a freddo, ma piuttosto l’esito di una ispirazione notturna, o di un terribile incubo.

 

Portrait Of Vernon Lee by John Singer Sargent

E.T.A. Hoffmann

 

 

 

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