Dino Buzzati storie disegnate e dipinte alla Rotonda Besana

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Dino Buzzati storie disegnate e dipinte alla Rotonda Besana
Dino Buzzati, all'anagrafe Dino Buzzati Traverso (San Pellegrino di Belluno, 16 ottobre 1906 – Milano, 28 gennaio 1972), è stato uno scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano. Fin da quando era uno studente collaborò al Corriere della Sera come cronista, redattore e inviato speciale. Egli è, insieme a Italo Calvino e Tommaso Landolfi, uno dei più grandi scrittori fantastici del Novecento italiano, con all'attivo un grande numero di romanzi e racconti surreali e realistico-magici (tanto da esser stato a più riprese definito il "Kafka italiano"). Il suo capolavoro, Il deserto dei Tartari (1940), è considerato dalla critica il vertice della narrativa esistenzialista italiana, insieme alle opere di Alberto Moravia (che tuttavia estrinsecano il genere in tutt'altra direzione). (Wikipedia)

Dino Buzzati storie disegnate e dipinte alla Rotonda Besana

Un omaggio a Milano, coi suoi alti palazzi, da parte di un artista nato tra le alte Dolomiti di Belluno. La verticalità sembra essere la cifra della pittura di Buzzati, tesa a esprimere slancio ideale anche nel tratteggiare le forme di un volto o di un corpo. Slancio verso quel lato misterioso delle cose che è sia gotico – romantico, che più modernamente “metropolitano”, dove la metropoli propone bui, misteriosi slanci verso il basso – anche – verso i suoi “Sotterranei” e il suo “Sottosuolo”, facendo di quel Dark Side cittadino – che il Buzzati giornalista del Corriere della Sera praticava – lo stesso Dark Side dell’immaginazione di Buzzati, che poi si riversava nella sua produzione ufficiale di Opere d’Arte, sia di quelle scritte che di quelle dipinte.

L’angoscia di Buzzati è qualcosa di labirintico e giocoso al tempo stesso, mai del tutto schiacciante l’individuo che, per strani giochi del destino, riesce sempre a sfuggire dalle mura in cui era imprigionato. In questo Buzzati è molto diverso da Kafka, per i cui personaggi non c’è mai salvezza. Buzzati, al contrario, sapeva giocare  e anche divertire, e forse non è un caso che, ancora oggi, lo si legga nelle scuole. Anche le situazioni più drammatiche da lui descritte sfociano spesso in una soluzione che ne stempera l’iniziale drammaticità, e apre al futuro, dove il “futuro” è una dimensione che si apre oltre la porta di una sorta di quinta teatrale, in un gioco infinito di rimandi, di scena in scena, di soluzione in soluzione.

Metafisica della metropoli, trasfigurazione surreale della realtà, sono – a mio avviso – gli elementi principali che connotano i dipinti di Buzzati esposti in questa importante Mostra, dedicata a un grande Maestro del Nostro ‘900.

Dino Buzzati storie disegnate e dipinte alla Rotonda Besana (Milano) 15 novembre 2006 – 28 gennaio 2007

catalogo: electa

©, 2007

 

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