ADOLESCENZA E VECCHIAIA: DUE ETA’ DIFFICILI

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ADOLESCENZA E VECCHIAIA: DUE ETA’ DIFFICILI

L’uomo, da sempre, cerca di allontanare lo spettro della morte,  basti pensare al mito dell’eterna giovinezza o all’elisir di lunga vita.

Nel ‘700 si rinuncia all’idea di immortalità e si studia la gerontologia.[1]

Nel’ 800 Charcot analizzava e ricercava le cause e le conseguenze dell’invecchiamento, in seguito a cui si sviluppa la geriatria.

Nel’900 si intensificano gli studi e le ricerche relative alle malattie senili, in quanto la popolazione invecchia sempre più. Nel 1942 è istituita la prima società geriatrica. Nasce anche la psicogerontologia, che valuta il cambiamento e l’evoluzione-involuzione del soggetto durante tutto l’arco della vita.

Si stabiliscono i parametri dell’invecchiamento:

– scomparsa della capacità riproduttiva;

– performance intellettuale offuscata;

– perdita progressiva della riserva omeostatica. Gli organi hanno una entropia metabolica (omeostenosi) che determina la longevità.

 

La citogerontologia consiste nello studio dell’invecchiamento cellulare, per cui la longevità di un individuo è iscritta nel DNA, ovvero nei cromosomi all’interno del nucleo della cellula. Le cellule nervose e muscolari non si rinnovano. I circuiti nervosi sono composti da neuroni, formati da un nucleo (fibra afferente), da dendriti e assoni (fibra efferente). Tra questi elementi costituzionali delle cellule nervose avvengono degli interscambi chimici, le sinapsi, ossia processi di passaggio di informazioni tra neuroni (assone-dendriti); attraverso segnali elettrochimici l’assone si trasforma all’interno dello spazio intersinaptico in una sostanza chimica (neurotrasmettitore): dopamina, serotonina, che trasportano il segnale alle cellule riceventi. Con il processo di invecchiamento si determina progressivamente un depauperamento neuronale (Alzheimer).

Il cervello può subire deterioramento per fattori funzionali e organici quali.

– malattie circolatorie;

– demenze senili;

– malattie organiche circolatorie;

– sindromi funzionali, come ansia, depressione dovute dalla solitudine per l’emarginazione,

– disadattamenti sociopatici, conseguenti, per esempio, allo sradicamento dalla famiglia.

L’invecchiamento del sistema nervoso è dovuto a diverse cause di matrice culturale, economica, psicologica, ambientale, ed è legato fortemente allo stato di salute del soggetto, al contesto famigliare, alle esperienze di vita più o meno gravose e frustranti.

Risulta possibile allontanare il momento della vecchiaia, perlomeno, psichica, soggetta all’abbandono, tramite una terapia di educazione all’invecchiamento. All’interno delle strutture sanitarie e degli istituti di cura e prevenzione, si attuano azioni terapeutiche che aiutano il soggetto a porre le condizioni per la realizzazione di sé in tutto l’arco della vita, attraverso la sperimentazione di diversi metodi di prevenzione al disagio senile:

– teoria dell’attività;

– teoria del disimpegno;

– teoria della conservazione.

Il tutto per rallentare il decadimento delle funzioni percettive ed intellettive, anche tramite un programma di riabilitazione cognitiva:

– rinforzo delle funzioni logico-espressive e creative,

– ergoterapia;

– incentivare i rapporti con la famiglia e la comunità.

Tali metodologie terapeutiche sono orientate al recupero psicologico del soggetto anziano, attraverso l’impegno occupazionale, la psicologia attivante verso la creatività, metodologie terapeutiche socioattivanti.

 

Analisi psicologica dell’invecchiamento

 

[2] La senescenza è un complesso di modificazioni di strutture e funzioni dell’individuo, con il procedere dell’età avanzata.

Esistono due modalità dei processi di sviluppo: l’accrescimento e anche la regressione, per cui, nella senescenza, prevale l’involuzione.

Secondo le teorie scientifico-biologiche sulla senescenza, in età senile vi è un’accentuata necessità e volontà di sopravvivenza, una progressiva alterazione dei meccanismi omeostatici cellulari, disfunzioni progressive causate da fattori patologici. Per superare il sentimento di sconforto tipico della senescenza, occorre attribuire un valore positivo alla morte, con il miglioramento della qualità di vita della persona e rivalutando il suo ruolo sociale.

 

Fasi di sviluppo in adolescenza

 

[3] L’adolescenza presenta stadi e fasi di crescita, evoluzione e sviluppo verso la ricerca e la costruzione di una identità orientata, con un ruolo sociale specifico.

In adolescenza si presentano cambiamenti fisici, come lo sviluppo in altezza e – nelle ragazze – la comparsa del menarca, che comportano ripercussioni psicologiche. Le reazioni del soggetto, a livello psicologico, riguardano diversi fattori:

– FATTORE INTRAPERSONALE: cambiamento, disarmonie, paure che portano alla dismorfofobia, ovvero la proiezione sul corpo di immagini distorte del sé;

– DIFFERENZE INTERINDIVIDUALI: la collocazione temporale della maturazione fisica incide a livello di autostima in modi diversi, a seconda del genere di appartenenza, maschile o femminile;

– FATTORE CULTURALE: la corporeità in adolescenza è vissuta in modalità diverse, quali l’anoressia, che comporta disagi psichici, attraverso l’ipermentalizzazione, ossia l’esagerata dedizione al corpo per controllare il mondo di cui si ha paura, e la bulimia, ovvero, l’ossessione per il cibo ed il proprio peso corporeo, per un bisogno di condiscendenza e compiacenza.

Le bizzarrie estetiche quali il tatuaggio e il piercing hanno diverse funzioni affettive ed emotive di natura esorcizzante, terapeutica, comunicativa, estetica, socializzante, che rivelano intenti narcisistici e la necessità sociale di rispecchiarsi negli altri.

In adolescenza, secondo Piaget, si sviluppa il pensiero di tipo operatorio-formale, che consiste nella capacità di formulare idee e ragionare per ipotesi.

Le fasi del pensiero sono:

– ipotetico-deduttivo:la categoria del possibile rientra in ipotesi da smentire o confermare;

– proposizionale: esprime in forma logica la connessione tra dati stabiliti;

– combinatoria: si cambiano variabili e fattori in gioco.

 


[1] Cfr. M. Cesa-Bianchi, Giovani per sempre? L’arte di invecchiare, Laterza – Bari, 1998

[2] Cfr. M. Cesa-Bianchi, Psicologia dell’invecchiamento, NIS – Roma, 1992

[3] Cfr E. Confalonieri, I. Grazzani-Gavazzi, Adolescenza e compiti di sviluppo, Unicopli – Milano, 2002 

©, 2003

 

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