GIOCO D’INFANZIA

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Gioco D'Infanzia - con un'appendice e testi inediti a cura di Nico Naldini - Scheiwiller, 1987 Giovanni Comisso (Treviso, 3 ottobre 1895 – Treviso, 21 gennaio 1969) è stato uno scrittore italiano. Giovane dal carattere eccentrico, volitivo e sognatore, dopo aver completato gli studi classici a Treviso partecipò volontario alla prima guerra mondiale in quanto interventista convinto. Esperienza che racconta nel libro Giorni di guerra, iniziando dalla sua partenza da Onigo di Piave, e il suo arruolamento in un reggimento del Genio a Firenze. L'opera è suddivisa in cinque parti, i cui titoli originari sono stati sostituiti nella edizione definitiva con l'indicazione dei cinque anni di guerra dal 1914 al 1918. Concluso il conflitto, in cui raggiunse il grado di tenente, a partire dal gennaio 1919 fu presente a Fiume con il proprio reparto integrato nelle truppe interalleate[1], ritenendo come la maggior parte dei volontari che i nuovi assetti geopolitici fossero stati formulati con accordi di vertice, senza consenso popolare, prese parte il 12 settembre 1919 all'impresa di Fiume al seguito di Gabriele D'Annunzio e dei suoi legionari. (Wikipedia)

Giovanni Comisso

GIOCO D’INFANZIA

C’è una musica in tutte le cose. Anche un pezzo di ferro arrugginito, emana una particolare vibrazione. Un pezzo di ferro arrugginito, può essere un bellissimo soggetto da fotografare; un primo piano, può farcelo sembrare un’astronave. I bambini, queste cose le sanno. I bambini si spaventano delle ombre, di notte. In esse, vedono figure vive, reali. E, che non lo siano? Lo psichiatra Arthur Guirdham, ne “L’ossessione diabolica” (un libro istruttivo, e davvero spaventoso), sostiene che, queste ombre notturne che solo i bambini colgono, provengano dal cosmo, da eoni di tempo, siano figure demoniache reali, che l’animo ancora permeabile all’inconscio, dei fanciulli, riesce a cogliere.

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Arthur Guirdham – L’Ossessione Diabolica

Essere bambini è difficile. Diventare grandi, è drammatico, se si perde la radice dell’infanzia.

< Verrà un giorno >, si disse ancora, < che qualcuno mi porterà giù per le scale della mia casa, chiuso in una bara, ma io avrò eseguito interamente il mio gioco d’infanzia. >

Giovanni Comisso

Gioco d’Infanzia – Giovanni Comisso

Questa è una frase moto importante. Prima di morire, sino a quell’ultimo istante, forse, proprio in quell’ultimo istante, non dobbiamo smettere di giocare.

Il gioco regola lo stesso armonioso funzionamento dell’universo. Vedere un bambino giocare, è come assistere alla Creazione da parte di Dio. Per questo i bambini sono divinità, che vanno rispettate. Osservate nel loro mistero. Mai le potremo comprendere appieno. Diventare grandi, è il dramma del perdere il Gioco d’Infanzia, il suo mistero.

©, 2012

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