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Il Club dei mangiatori d’hashish

Il Club dei mangiatori d’hashish
Il Club dei mangiatori d’hashish fu fondato a Parigi nel 1844 dal Dottor Jacques-Joseph Moreau di Tours. Questo club è conosciuto in tutto il mondo, ed è legato alla storia della letteratura anche attraverso la testimonianza di Théophile Gautier e Charles Baudelaire, che lo frequentarono assumendo questa sostanza alla ricerca di sensazioni voluttuose e esperienze extrasensoriali molto potenti, che confluirono nei loro scritti. Il club era collocato in una villa privata sull’isola di Saint-Louis, chiamata Hôtel de Pimodan (o Hôtel Lauzun), e ha ospitato ogni mese le personalità del tempo, scrittori, artisti e scienziati per ingerire una preparazione con hashish, il dawamesk.

Moreau di Tours scoprì le potenzialità dell’hashish ai fini di una sua personale ed originale ricerca sulle cause della malattia mentale, che nel 1800 andava sotto il nome di alienazione, e comprendeva – sotto un nome ancora del tutto generico – tutto lo spettro della psicopatologia mentale, che nel ‘900 venne suddiviso principalmente nelle forme schizofreniche e nelle psicosi, tenendone fuori le nevrosi che, di lì a poco, vennero ampiamente studiate da Freud e separate dalla grande famiglia delle demenze (schizofrenie) in quanto aventi cause e decorsi del tutto differenti.
Restando nel campo dei deliri più gravi, Moreau di Tours poté arrivare a conclusioni nettamente differenti da quelle dei positivisti suoi contemporanei, grazie alla auto osservazione clinica durante lo stato di intossicazione con l’hashish.
L’HACHISCH – J. Moreau de Tours – sensibili alle foglie, 1996
Grazie alla dissociazione, egli poté auto osservarsi, ovvero, mantenendo una parte del proprio Io ancora vigile e cosciente, poté osservare l’effetto della droga capace di produrre stati mentali alterati, entrando così in prima persona nel mondo del delirio e potendolo studiare. Nessuno, prima di lui, aveva mai descritto la follia avendola provata direttamente: era questo il limite che egli imputava ai positivisti. Grazie all’assunzione di hashish egli entrò nel delirio e lo osservò con una parte cosciente, studiando su se stesso l’effetto della droga, che produceva manifestazioni sovrapponibili a quelle del delirio acuto negli alienati.  
Ci troviamo su di un terreno molto lontano dall’uso che ne fanno i giovani oggi, un uso del tutto deteriore al fine di sballarsi e abbrutirsi, privo di autocontrollo e con molti rischi.
Moreau di Tours dovette ammettere la pericolosità di questa droga che, se assunta a lungo, porta a gravi danni cerebrali e turbe del comportamento irrimediabili.
Un breve assaggio, come fu quello di questo medico, fu sufficiente a fargli capire il mondo dei folli, ad entrare nel delirio per poi curarlo, e a dargli la misura del potere dell’hashish di scompaginare completamente e pericolosamente la mente umana, tanto da non consigliarne l’uso a nessuno.

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