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CROSSDRESSER. STEFANO E STEFANIA, LE DUE PARTI DI ME

dalla clandestinità all’ammissione CROSSDRESSER di Stefano Ferri

dalla clandestinità all’ammissione CROSSDRESSER di Stefano Ferri
Stefano e Stefania, le due parti di me
«Così come le donne sono libere di scegliere fra tacchi e mocassini, anch’io pretendo la stessa libertà.»
Stefano Ferri (Milano 1966) vive a Milano dove è giornalista e consulente in comunicazione. Nel 2004 ha ricevuto il Premio Hilton per il giornalismo specializzato in turismo d’affari e nel 2006 il Premio Italia for Events per la stampa di settore. Da molti anni è attivo a sostegno dei diritti civili, dando testimonianza, su giornali, tv e social media, della sua condizione di crossdresser.
California, 1° giugno 2011. Stefano Ferri, pr di successo, conduce una selezione di imprenditori italiani alla stipula di importanti accordi. Dettaglio non di poco conto, è crossdresser, e si presenta vestito da donna: tubino, tacchi, trucco leggero. Nel tempo si è costruito una reputazione facendo leva proprio su questa caratteristica così insolita e potenzialmente penalizzante. Ma quel giorno le cose non vanno. Due fanatici religiosi s’impuntano affinché venga escluso dall’evento. La situazione precipita, l’esito dell’incontro viene compromesso, i partecipanti danno la colpa a lui. Da lì in poi, a valanga, Stefano viene travolto sia nel lavoro sia nel privato, ritrovandosi da solo dinanzi alla domanda più difficile: perché non riesce a indossare gli abiti del suo sesso?
Dal 30 marzo del 2009 non ha più indossato un abito maschile. “Quel giorno c’era il battesimo di mia figlia e il prete mi chiese vestirmi in modo consono. Quella è stata anche l’ultima volta che sono entrato in una chiesa”.
La prosa si fa ricca di aneddoti di questo tipo, che tracciano una vicenda umana e professionale al limite dell’incredibile. Più che un libro di denuncia, crossdresser è un viaggio in una realtà parallela che molti non immaginano possa esistere e toccare le vite di persone in tutto simili a noi, nostri vicini di casa e amici che nella segretezza più assoluta, e con vergogna, vestono i panni del diverso. Farlo allo scoperto, invece, può risultare catartico e liberatorio, come nel caso di Stefano Ferri, coraggioso individuo che mette la propria faccia addirittura sulla copertina di un libro autobiografico.
Nulla di strano, se pensiamo che il travestimento è una delle tendenze più precoci dell’essere umano, che si manifesta nell’infanzia e può però resistere tutta la vita. C’è chi non può più liberarsi di questo comportamento, e lo vive secondo due modalità: la clandestinità, più diffusa, o l’ammissione pubblica. Stiamo vivendo in un momento storico particolare e controverso, in cui molte cosiddette devianze vengono derubricate dai manuali diagnostici. E’ una seconda rivoluzione che per certi aspetti rispecchia quella sessuale degli anni’60, un’onda lunga che sta travolgendo il pensiero più consolidato delle persone, costringendole a fare i conti con la non omogeneità e non assimilazione di tutti gli individui in un unico modello o schema.
La sofferenza psichica e sociale di molti può essere attenuata anche grazie a testimonianze come crossdresser di Stefano Ferri, un libro in cui altri soggetti come lui possono identificarsi e sentirsi meno isolati. Stanno finendo veramente i tempi della stigmate sociale? Staremo a vedere, un primo passo verso una maggiore accettazione delle diversità lo stanno compiendo soprattutto le giovani generazioni, che dimostrano maggiore elasticità mentale e assenza di giudizio. Oggi ho incontrato due vecchi miei pazienti, abbiamo bevuto un caffè al bar, dopo tanto tempo trascorso la rigida schematicità dei colloqui che facevo un tempo con loro ha ceduto il passo a un parlare informale e affettivo: mi hanno detto che questo faceva loro bene, perché solitamente si sentono già molto isolati, in un mondo che puntualizza sempre con precisione la loro diversità. Mi sono sentito bene, mi sono riconciliato con la città, nel vedere i loro sorrisi. Conoscere, significa accorciare le distanze e avere meno paura. Conosci te stesso, il vecchio adagio socratico, può essere applicato anche alla lettura di crossdresser, di Stefano Ferri, un libro che ci parla con umanità.
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