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ALEX BARCLAY IL SORRISO DELL’OSPITE nasconde un omicidio

ALEX BARCLAY IL SORRISO DELL’OSPITE nasconde un omicidio
Il sorriso – ambigua espressione – e l’ospite – imprevedibile nei suoi atti – uniti in questo romanzo a darne il titolo, comunicano immediatamente qualcosa di diabolico. L’”Ospite” di Alex Barclay entra in casa delle sue prescelte vittime. Egli le punta come fosse uno squalo, e le uccide premeditatamente, con furia fisica e freddezza mentale. Sono persone per lo più arrivate, professionisti che vivono una vita tranquilla e laboriosa. Cosa ha contro di loro, l’Ospite?
Sa tutto delle sue vittime. Forse è proprio lui a mandare deliranti lettere anonime al reparto investigativo newyorkese che sta indagando sugli omicidi. Joe Lucchesi è l’ispettore a capo delle indagini, con una moglie traumatizzata anch’ella, in passato, da un serial killer, e sembra esserne stata la causa il marito, pervaso dal continuo senso di colpa che gli avrebbe procurato una infiammazione cronica alla mascella. Una vita famigliare a pezzi, un figlio adolescente ostile e scontroso. Ma Joe Lucchesi non demorde. Vuole acciuffare l’Ospite, il suo non è senso di giustizia, ma segreta vendetta, brama di farsi giustizia da sé. Joe Lucchesi è un poliziotto ossessionato dal proprio lavoro, una persona dall’animo risentito e arido, un cocciuto cacciatore di criminali che sacrifica tutti i suoi affetti in nome di una sorta di necrofilia spinta agli eccessi. Preferisce visionare fotografie di cadaveri notte e giorno, piuttosto che dare una guida al figlio, del tutto sbandato, e avviato verso una vita sconquassata. Romanzo dalla trama squallida, in cui anche lo squallore del linguaggio della Barclay ci dà di suo a conferire alla storia – non so se intenzionalmente – un tono uniforme, incolore, monotono, proprio come monotone sono le vite dei due nemici: del serial killer e del poliziotto
©, 2008

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