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Tommaso Marasma il Muro della Gentilezza finisce a processo

Tommaso Marasma il Muro della Gentilezza finisce a processo
Tommaso Marasma è il creatore del Muro della Gentilezza, di recente finito a processo: “A Berlino mi apprezzano, a Milano finisco in tribunale”.
“Sono tornato in Italia qualche giorno per affrontare il processo per la creazione del Tempio del Futuro Perduto; se dal lato berlinese vengo apprezzato e visto come una risorsa, in quello milanese vado in tribunale”.
A processo per occupazione abusiva degli spazi ex Fabbrica del Vapore, si esprime così l’ideatore del Tempio del Futuro Perduto (centro culturale), e del Muro della Gentilezza, concludendo: “Non sono un criminale (…) E’ giusto che io sia processato, sono consapevole dell’ordinamento giuridico basato sulla nostra Costituzione, che rispetto profondamente, e non ho problemi ad assumermi la responsabilità delle mie azioni: i ganci per i vestiti del Muro della Gentilezza non sono autorizzati, la ristrutturazione dell’edificio abbandonato non è autorizzata, l’organizzazione delle manifestazioni che hanno permesso la ristrutturazione dell’edificio non erano autorizzate, le opere raffiguranti Giulio Regeni, Valeria Solesin, Willy Monteiro, Maria Paola e Ciro sono graffiti abusivi”.
Nato nel 2017 per iniziativa del collettivo under 35 Nuovo rinascimento, il Tempio del Futuro Perduto aveva fatto sì che gli spazi di via Luigi Nono acquisissero nuova vita con iniziative più che lodevoli: offrendo un un centro culturale, il Muro della Gentilezza, che fa ottenere un boom di donazioni, una biblioteca per la consultazione gratuita di libri, e la distribuzione gratuita di colazioni e aperitivi agli automobilisti imbottigliati nel traffico.
“Sono fiero di aver dato vita a tutto questo seppure un po’ fuorilegge” – ha continuato Marasma, “e non mi sento un criminale. So che alcune azioni potrebbero essere giudicate illegali ma, in coscienza, sono certo di non aver fatto nulla di illegittimo. Il fatto che giovani cittadini si prendano cura di uno spazio abbandonato e lo facciano rinascere per restituire valore alla città, non è criminale”.
La neutra faccia della burocrazia evidentemente non si intenerisce per la gentilezza di un giovane di buona volontà a Milano. Eppure Milano dovrebbe avere Il Cuore in Mano…
A Torino invece c’è clamore per la “Gentilezza d’asporto” offerta da un barista. E tanti già ne parlano. A far parlare di sé, a Torino, è un barista che offre gentilezza da asporto, con gesti di quotidiana cordialità, che in tempi di Covid sembrano essere andati perduti nel ricordo di un passato ancora umano, civile, ma che dovrebbero essere invece la norma, e che oggi fanno parlare come di un grande avvenimento, come il grazie per una cosa da niente, come il sentirsi benvoluti, la cortesia fine a se stessa, cose che da sempre ci aprono il cuore, e di cui ci eravamo dimenticati… siamo troppo spesso presi dalla fretta e dalle nostre incombenze per accorgerci degli altri, siamo preoccupati, e questa pandemia ci sta forse anche un po’ disumanizzando…
©, 2020

 

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