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Eventi contemporanei Apocalisse del brand

Eventi contemporanei Apocalisse del brand
Leggere gli avvenimenti contemporanei come monito per l’imminente futuro. Questo è il merito di Andrea Fontana con Ballando con l’Apocalisse, la ricerca di nuovi brand e nuovi scenari di vita. In questo agile saggio sui tempi presenti e futuri l’autore condivide un interrogativo fondamentale sulla sopravvivenza dell’umanità: alla luce dei molteplici cambiamenti, sapremo noi mettere in campo le risorse necessarie e abbracciare nuovi mondi, nuove dimensioni, nuove realtà? Saremo in grado di cambiare noi stessi, per cambiare in corsa un mondo che sta già mutando?
Due concetti si muovono all’unisono in “Ballando con l’Apocalisse” seguendo un fil rouge che si dispiega coerentemente dalla prima all’ultima pagina: la speranza nel prevalere dell’umana resilienza e i nuovi inizi, che seguono geneticamente le immanenti conclusioni.
Alla luce dei molteplici input che ci arrivano da pensatori contemporanei (su tutte l’allarme della giovane Greta Thunberg, ma potremmo citarne molti altri…) sulle trasformazioni epocali a cui stiamo assistendo, possiamo e dobbiamo decidere se rispondere alla “chiamata che non attende”: “è un rintocco remoto ma potente, è la pulsazione dal cuore dell’Apocalisse che, con le sue poderose sistole e diastole, sta spostando gli equilibri costituiti e creando scompiglio in tutto il mondo, con le sue particelle, i nuovi cittadini, che portano nuova linfa al corso delle cose. Sei tu il nuovo cittadino? Sei tu la nuova abitante del mondo?”
Seguiamo allora gli step del sottotitolo, che individua lucidamente il nocciolo della catastrofe e dell’apocalisse. Ben inteso, se lette nella loro accezione etimologica, le due parole non devono necessariamente spaventare: “apocalisse”, dal greco ἀποκάλυψις cioè “rivelazione, svelamento, manifestazione” e “catastrofe”, dal greco καταστροϕή, “rivolgimento”, dal verbo καταστρέϕω, “capovolgere”.
Dunque la chiamata al cambiamento è rivolta a tutte le parti in causa, nella loro tensione reciproca verso la sopravvivenza:
i nuovi cittadini: “sono in un perenne stato di flow emotivo, un’estasi agonistica emozionale, iper-attivati e iper-tesi. E cercano profonda consapevolezza e connessione umana. Parafrasando Seneca: cercano venti favorevoli per capire dove andare”;
i nuovi brand: “c’è già tutto nelle nostre vite, nelle nostre imprese quotidiane in cui ognuno di noi cerca quella possibilità di espressione o quella opportunità di realizzazione di sé e delle persone che ama. Per questo ogni azienda nell’Apocalisse è chiamata a rappresentarsi e a mettere in scena questioni autentiche del vissuto delle proprie comunità di riferimento”;
i nuovi mondi: “dipenderanno da noi. Da quanto saremo in grado di realizzare un nuovo paradiso o un nuovo inferno. Di certo vivere in un tempo apocalittico richiede competenze particolati, non comuni. Che tutta l’umanità sta sviluppando negli ultimi anni.”
Ma non solo. Nel diario di bordo non c’è spazio per l’esitazione, perché “siamo in mezzo alla coltre apocalittica”. Dipenderà da noi come andrà a finire, saremo giocoforza noi i protagonisti dell’ennesimo stravolgimento storico, che come in ogni epoca passata chiuderà un ciclo, ma ne aprirà un altro.
Resi protagonisti di una storia tutta da decidere, sapremo distruggere e ricostruire? Saremo in grado di sopravvivere? Sapremo metterci il cuore?
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