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Editore Guanda ripubblica Aragon l’universo degradato di Bataille

Editore Guanda ripubblica Aragon l’universo degradato di Bataille
La Bite d’Aragon
LE CON D’Irène
Chissà che capolavoro doveva essere La Défense de l’infini. L’ Editore Guanda ripubblica Aragon. Scritto tra il 1923 e il 1927, Louis Aragon decise di bruciarlo a Madrid nel 1927. Secondo le sue dichiarazioni tardive, questo romanzo era stato progettato come un’opera monumentale.
Esso faceva agire cento personaggi differenti. Grazie all’editore Guanda, in Italia è stato tradotto nel 1988 il frammento originariamente sopravvissuto al rogo madrileno: il récit “Le Con d’Irène”, che doveva far parte di questo romanzo, apparso separatamente nel 1928.
Il veto su La Défense de l’infini era caduto per opera del movimento surrealista, probabilmente per voce di André Breton, che si era espresso con l’accusa rivolta a quell’Opera di “céder à la tentation littéraire”.
manifesto surrealista
Il Surrealismo è l’ “automatismo
psichico puro con il quale
ci si propone di esprimere
sia verbalmente, sia per iscritto,
sia in qualsiasi altro modo,
il funzionamento reale del pensiero”.
André Breton, Manifesto del Surrealismo, 1924.
la condanna
Da questa dichiarazione si evince la ragione per cui il movimento surrealista avesse condannato quella bellissima Opera di Aragon, colpevole di cedere alle lusinghe del romanzo borghese, visto come finzione sociale e artificio linguistico che pone l’artista al di fuori di un puro “automatismo psichico”, considerato l’unico mezzo per arrivare al cuore della Verità senza finzioni, ovvero l’Inconscio.
Secondo Georges Bataille, vi sarebbe da parte dei surrealisti il rifiuto dell’idea estetizzante di primitivo, non la ricerca della forma cara all’arte borghese, ma la pulsione a sporcare e degradare la forma umana, sino all’apoteosi dell’ “Informe”, visto come qualcosa di più basso della stessa bassezza e quindi del tutto inclassificabile, secondo un ribaltamento valoriale di tutte le categorie con cui noi pensiamo e concepiamo la Realtà, una messa in crisi del reale, estetica e morale. “Asserire che l’universo non assomiglia a niente ed è meramente informe equivale a dire che l’universo è qualcosa come un ragno o uno sputo” (Georges Bataille).

 

©, 2020

 

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