Lorenzo Alessandri

Lorenzo Alessandri buddhismo ed esoterismo

Nella seconda metà del ‘900 il mondo dell’Arte era più che altro interessato all’espressività del gesto. L’Arte gestuale, la cui ricerca di un’espressione immediata portava spesso ad esiti di tipo astratto, era sostenuta dall’estetica ufficiale. La gran parte dei critici e dei galleristi volevano il gesto in sé. Artisti come Mario Schifano impiegavano spesso non più di dieci minuti per riempire una tela di grandi dimensioni. Erano venduti a cifre spropositate, in quanto alimentavano un mercato che si era orientato esclusivamente in quella direzione. Effetto d’oltreoceano della cultura Pop. Le quotazioni di queste Opere salivano a cifre impensabili. Da tale circuito restavano esclusi i pittori di taglio realista, o figurativo, o coloro – come Lorenzo Alessandri – che propugnavano un’Arte più pensata, volta all’interiorità, e non all’esteriorità del gesto fine a se stesso.

Opera di Mario Schifano
L’Arte Pop, allineata con l’establischment politico e intellettuale, godeva del plauso e della protezione della classe intellettuale, che vedeva in essa il segno di una rivolta contro i valori stanchi della borghesia, una vitalità non conforme alle leggi e al Potere ma, in verità, espressione proprio di un allineamento che non avrebbe mai cambiato le regole del gioco. Diversamente, pittori come Lorenzo Alessandri – evitati dai circoli colti in vita, e dimenticati dopo la loro morte – col loro rigore esecutivo, e le tematiche di tipo occulto, esoterico, se non massonico, con addentellati nella filosofia buddhista, potevano apparire molto più pericolosi per il sistema, e per questo, nessuno allora ne parlava.
Pittore, satanista, scrittore. Amava le stramberie, circolava nella TORINO MAGICA coltivando interessi per l’occultismo e la magia. Portava addosso medaglioni tibetani, e collezionava reperti tombali. La Cederna ne parla nel suo libro Casa Nostra – viaggio nei misteri d’Italia (Mondadori, 1983), facendone un ritratto che non piace all’artista, il quale se ne lamenta puntualmente in Satana ti vuole (Corbaccio, 1994). Dopo gli anni’70, complice un fatto di cronaca che lo coinvolge di striscio, Alessandri vuole sbarazzarsi della fama di pittore dell’occulto. Resta però, la sua memoria, legata a quel genere ancora oggi.
Vorrei concludere questa nota-ricordo di Lorenzo Alessandri, dicendo che a Giaveno (TO), il 12 maggio 2019 è stato dedicato un museo a questo artista. Lorenzo Alessandri buddhismo ed esoterismo
©, 2020
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