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Le trasformazioni nel mondo del lavoro e le ricadute sul territorio in Brianza

Le trasformazioni nel mondo del lavoro e le ricadute sul territorio in Brianza
Il profilo economico della Brianza non può prescindere dal comparto industriale manifatturiero, che da oltre un secolo la caratterizza (il sorpasso industria agricoltura viene infatti rilevato dal censimento generale del 1901: 61.500 addetti all’industria contro 59.600 nell’agricoltura a Monza e nel circondario) e che tuttora rappresenta in termini assoluti la fonte primaria di creazione della ricchezza. Come ulteriore specificazione, il comparto industriale della Brianza è formato da piccole e medie imprese e tradizionalmente vanta forti connessioni interne, che si esprimono con il ricorso a subfornitori localizzati nell’area e con l’affido alle imprese dell’area delle lavorazioni esterne.
La forte coesione interna dell’area contribuisce a fare da piano di slancio ad un’industria chiaramente indirizzata all’esportazione (il 73% delle imprese opera su un mercato nazionale e/o internazionale) e che fonda il proprio successo sulla qualità e sull’innovazione dei propri prodotti.
La letteratura economica considera l’assetto industriale della Brianza quale modello dello sviluppo.
La crescente globalizzazione della dimensione economica, la caduta delle barriere nell’Europa dell’Est, la crisi congiunturale più forte del secondo dopoguerra iniziata tra il ’90 e il ’91 e protrattasi fino ai primi mesi del ’94 (dopo 100 mesi ininterrotti di sviluppo) hanno cambiato profondamente lo scenario e pongono anche alla Brianza problemi di assetto e di strategia di fondo da attuare e risolvere.
La fine dello sviluppo spontaneo – sostengono gli osservatori – fa sì che la competizione non sia più tra singoli produttori, tra singole imprese ma piuttosto tra sistemi a stretta base territoriale in una dimensione mondiale, in cui ognuno di questi sistemi cerca di sfruttare a fondo i differenti vantaggi competitivi di cui dispone.
E’ evidente l’innalzarsi del livello della competizione e le difficoltà crescenti del restare con successo sul mercato.
 
Quali sono le conseguenze di ciò per le aziende e nel loro rapporto con il territorio e la comunità di riferimento?
Da un’indagine commissionata recentemente dall’Aimb il 75% degli imprenditori dichiara che la loro azienda è insediata in Brianza perché questa era il luogo d’origine del fondatore o il proprio. Il rapporto con il luogo di origine, con la comunità, è stato dunque privilegiato al momento della creazione dell’impresa.
Attualmente (indagine Cis) l’impresa industriale della Brianza mantiene rapporti molto solidi con i fornitori e con i clienti e li considera punti di forza del proprio operare mentre appare essersi allentato il rapporto con i “partners sociali” (lo Stato, la comunità di riferimento, la Brianza).
I fornitori, in particolare:
– nel 40,4% dei casi sono considerati sulla base della presenza di un obiettivo comune;
nel 40% dei casi sono giudicati un indispensabile prolungamento dell’azienda
nel 12,6% dei casi si valuta la possibilità di apprendere dai fornitori stessi.
Con i clienti è prevalente un rapporto di fedeltà reciproca, che fa da stimolo alla stessa attività dell’impresa.
PARTNERS SOCIALI
Lo Stato e la normativa sono percepiti come fonte di problemi nel 35,9% e nel 29,8% dei casi.
Tre imprese su quattro hanno rapporti rilevanti con l’area geografica nella quale sono insediate:
41,5% per la disponibilità di manodopera;
23,8% per le potenzialità di assorbimento del mercato;
19,2% il senso di riconoscenza che ha consentito all’azienda di svilupparsi (la riconoscenza si è diluita nel tempo).
Resta il dato positivo di un rapporto industria/comunità fondato sulla domanda e offerta di manodopera affidabile e qualificata.
A questo proposito si può sottolineare – riferendoci specificatamente al tema di fondo dell’incontro odierno – la presenza di extracomunitari nel tessuto economico della Brianza. I dati degli uffici di collocamento del territorio a fine ‘94 mettono in evidenza 693 avviamenti, pari ai 2,36% del totale e 865iscrizioni.
Due aziende su tre non partecipano alla vita della comunità locale; il restante 39% sponsorizza manifestazioni sportive locali o fa beneficenza.
Nel 62% dei casi non c’è correlazione stretta tra azienda e Brianza. L’azienda si presenta sul mercato forte di meriti individuali.
Tra gli ideali e i valori di riferimento dell’imprenditore brianzolo per il 57,8% resta il modo di lavorare; per il 41,8% i risultati perseguiti (stesse percentuali anche per i figli).
L’89% degli imprenditori asserisce che il comportamento può avere effetti sociali significativi (molto significativi per oltre il 500%).
CONSIDERAZIONI
Resta dunque fatto salvo un nucleo “originario” di valori dell’impresa e dell’imprenditore della Brianza:
– il lavorare bene e sodo;
– il rispetto e la considerazione per la manodopera qualificata, che “partecipa” alla vita dell’impresa e contribuisce a determinarne il successo;
– l’immagine propria – sia pure forse un po’ stereotipata – riconosciuta alla Brianza.
L’impresa della Brianza è sempre più cittadina del mondo e reagisce con risposte mirate alla necessità di globalizzare non solo i mercati ma anche e soprattutto i valori di cui si alimenta la sua azione.
Il lavorare bene e sodo è il vantaggio competitivo che il sistema territoriale della Brianza (il concetto cui abbiamo fatto riferimento all’inizio) deve sfruttare a fondo.
Perché questo sia possibile pienamente e compiutamente è però necessario – avvertono gli osservatori – che il sistema-Brianza nel suo complesso, di cui l’industria è una delle componenti anche se estremamente importante, compia un passo avanti, faccia un salto che potremmo definire verso la “qualità globale”.
Occorre dunque rimettere al centro dell’interesse di tutti – e del lavoro di ciascuno – il sistema-Brianza per creare una cultura di sistema perché non collaborare comporta minore competitività, minore efficienza, minore credibilità minore capacità operativa dei singoli attori, delle imprese e delle istituzioni.
Il “progetto” per il sistema-Brianza identifica tra i principali attori, oltre all’impresa, il sistema scolastico, il sistema della formazione, la Pubblica Amministrazione che devono reagire, dare vita a una “rete” che miri alla crescita del sistema agendo su obiettivi comuni e condivisi, nel lungo periodo, a risultato differito.
Dal punto di vista economico, la Brianza dei prossimi anni non si troverà di fronte tanto a “sfide” di tipo congiunturale; sarà invece giocoforza sostenere la sfida imprenditoriale ai livelli più alti, continuare a rinnovarsi nella scala alta della competizione internazionale per mantenere e incrementare il livello di sviluppo e di qualità della vita fino ad ora raggiunto.
©, 2003
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