RAY K METZKER 50 anni di fotografia

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RAY K METZKER 50 anni di fotografia

RAY K METZKER 50 anni di fotografia

Retrospettiva

 

La Galleria Sozzani presenta la stupenda retrospettiva del fotografo Ray K. Metzker (Milwaukee – Wisconsin, 1931). Frutto della collaborazione con il fotografo e il Musée de l’Elisée di Losanna, l’esposizione porta a Milano una selezione di capolavori di 50 anni di carriera.

Dopo gli studi all’Institute of Design di Chicago (1956-59), Metzker ha sviluppato una ricerca sperimentale di matrice Bauhaus sulla grammatica e la sintassi della fotografia attraverso un uso inedito della macchina fotografica  e le manipolazioni in camera oscura, rivelando nuove potenzialità formali del bianco e nero. Inattese giustapposizioni luce/ombra, esposizioni multiple, sovrapposizioni di negativi, solarizzazioni. Dalla consacrazione alla fama, con la prima personale al Moma di New York (1967) e dopo le due importanti retrospettive all’International Center of Photography di New York (1978) e al Museum of Fine Arts, Huston – Texas (1984), il grande maestro americano del bianco e nero è riconosciuto tra gli esploratori più innovativi del mezzo fotografico e il suo lavoro è raccolto da oltre 60 musei nel mondo.

Il percorso espositivo si articola in senso cronologico, dalla metà degli anni ’50 a oggi, enucleandosi per sezioni tematiche. Tutte superbe stampe alla gelatina d’argento, godibili nell’esclusiva lucentezza e nella forza straniante del contrasto bianco e nero. La cifra stilistica di Metzker si rileva inconfondibile nel rigore cartesiano, classico delle geometrie essenziali colte nello streetscape di Chicago, inquadrature protagoniste dell’immagine che catturano le ombre casuali dei frettolosi passanti. L’eccezionale qualità delle stampe esalta le linee astratte della città e la pelle dei materiali, che rivelano una propria intrinseca inaspettata bellezza. Simmetrie centrali e razionali assonometrie si combinano con lo spezzato succedersi di diagonali, luci e ombre, bianchi e neri accelerati in un ritmo sincopato che traspone in immagine visiva le musicalità asimmetriche del jazz (Early Philadelphia, 1963). Talvolta la manipolazione sperimentale produce un effetto spiazzante nel contrasto fra l’ambiguità enigmatica dell’oggetto ridotto a sagoma in primissimo piano e paesaggio di fondo. In scatti più recenti (Symphony, 1985-1995), diviene protagonista la natura, interpretata come trama geometrica alternativa, intrico di rami riecheggiato dalla lieve proiezione della propria ombra sulle ordinate e le ascisse delle architetture costruite dall’uomo. Il virtuosismo tecnico di Metzker diventa qui un omaggio evocativo al giapponismo postimpressionista, quasi ci immerge nell’inquadratura dall’alto ravvicinata in una delle innumerevoli versioni dello stagno delle Ninfee di Monet, in un infinito gioco di riflessi dello specchio d’acqua, nell’alterità incommensurabile dello spazio naturale.

RAY K METZKER 50 anni di fotografia

Retrospettiva

A cura del Musée de l’Elisée, Losanna

Galleria Carla Sozzani, Corso Como, 10 – Milano

26 ottobre – 8 dicembre 2008

 

©, 2008

 

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