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James Ellroy Tijuana mon amour criminali americani

James Ellroy Tijuana mon amour criminali americani
California, luogo di deragliamenti esistenziali, ultima tappa dell’American Dream. Oltre la quale c’è solo l’Oceano Pacifico o, per chi non voglia farsi un bagno (o suicidarsi per annegamento o per essere divorato da uno squalo) il Mexico, con la sua scalcinata frontiera a Tijuana, border line che divide il sogno americano, dall’incubo vero e proprio. 
Sulle tracce letterarie del miglior Chandler, James Ellroy, col linguaggio sincopato dei tabloid scandalistici degli anni cinquanta (’50) ci immerge in una doccia di sangue e perversioni, in pieno maccartismo e in pieno stile hollywoodiano, fra dive e divette pronte a tutto, maniaci perversi, cantanti mafiosi, poliziotti corrotti, in una sorta di hamburger letterario dove il tutto, macinato ben bene, ci fa vomitare di piacere (un piacere morboso che “noi” lettori di noir abbiamo nel leggere “certe” storielle).
Chissà se qualcuno ci troverà un po’ del delirio di Bukowski, o della visionarietà di Philip K. Dick. A chi scrive farebbe molto piacere. Perché la California è nelle vene e, soprattutto, vive scorre erutta nelle penne di questi formidabili folli della scrittura.  
 
Ma sarà proprio così la California? James Ellroy Tijuana mon amour criminali americani
James Ellroy Tijuana mon amour criminali americani
Baja California – Tijuana (MEX), sullo sfondo San Diego (USA)

©, 2011

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