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Jonathan Allen Lethem (New York, 19 febbraio 1964) è uno scrittore e saggista statunitense. Conosciuto soprattutto per il suo stile letterario caratterizzato dal frequente amalgamarsi di una grande varietà di generi e registri. Dopo una mal riuscita esperienza universitaria in un prestigioso college del New England, Lethem si trasferisce in California e studia a Berkeley, dove subisce l'influenza profonda dello scrittore Philip K. Dick, al quale si ispirano i suoi primi due romanzi, Concerto per archi e canguro (finalista al Premio Nebula per il miglior romanzo nel 1994) e Amnesia Moon. (Wikipedia)

Jonathan Lethem AMNESIA MOON

Jonathan Lethem AMNESIA MOON erede di grandi romanzieri come John Steinbeck e Conrad Richter
Viene qui narrata una storia surreale, apocalittica. I toni usati da Lethem sono vicini a quelli del linguaggio avant-pop, che ebbe il suo massimo precursore in Philip K. Dick.

 

La fantascienza – come metafora del sociale – è uno strumento che, nelle mani di Lethem, si carica di critica aspra ai meccanismi di un mondo rovinato dal capitalismo e dalla tecnologia. La metafora della catastrofe permette a Lethem di descrivere una società orientata verso lo sperpero delle risorse, e quindi destinata alla propria autodistruzione. Il linguaggio è teso, ironico, aspro, minimale. Nulla è concesso alla descrittività fine a se stessa, anche se le descrizioni dei paesaggi dell’Ovest americano sovrastati da cieli radioattivi sono molto belle, e rimandano alla grande tradizione americana della letteratura naturalistica di frontiera. Lethem è infatti, a mio avviso, l’erede di grandi romanzieri come John Steinbeck e Conrad Richter, scrittori delle grandi pianure e maestri dell’affresco epico. Non si parla qui di contadini poveri o di disperati cowboy, ma di sopravvissuti a una catastrofe colpiti da una strana forma di amnesia. Eppure il tono è sempre quello del romanzo d’avventura, a tratti anche ilare malgrado la tragedia descritta. Il gioco a intarsi e a scatole cinesi usato da Lethem ci rimanda a “Occhio nel cielo” di Philip K. Dick. Non vi è grande originalità in questo libro, tuttavia il testo ha il pregio di inserirsi in una tradizione consolidata e di rispettarla a testa alta. 
©, 2007

 

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