Dalle antifone e sequenze mariane dell’Avvento a Et incarnatus est di Frisina
Istanze Musicali 3 di Elena Bresciani
Cari Amici, ben ritrovati, non so voi, ma io sono già in piena atmosfera natalizia, non vedo l’ora e quindi, ho già addobbato lo studio e sto già ascoltando le compilation di Natale di Michael Bublé mentre preparo la cena, confesso anche canticchiandole e ballandole un po’.
Le istanze musicali stavolta saranno natalizie, però vorrei farvi fare un tuffo nel passato remoto e un cammino tutto interiore.
Adoro i cori di Natale e voi?
Sto scoprendo, grazie alla direzione di coro, vere e proprie chicche ideali per il periodo dell’Avvento, che hanno oltre mille anni. In particolare, oggi, voglio introdurvi alle antifone mariane e alle sequenze. Di cosa si tratta? Ve lo racconto con piacere.
Il repertorio gregoriano ci tramanda cinque antifone mariane  (Alma Redemptoris Mater usata in tempo di Avvento e di cui vi parlerò oggi, Ave Regina Caelorum, Regina Caeli, Salve Regina, Sub tuum praesidium) e cinque sequenze rese facoltative nell’esecuzione liturgica dal Concilio Vaticano II (Victimae paschali laudes, ancora in uso nel giorno di Pasqua, scritta da Wipone di Borgogna; Veni Sancte Spiritus attribuita a Stefano di Langton o a papa Innocenzo III ed ancora in uso a Pentecoste; Lauda Sion Salvatorem di San Tommaso d’Aquino per il Corpus Domini; Stabat Mater per la memoria di Maria Addolorata il 15 settembre, attribuita a Iacopone da Todi, che ha avuto immensa fortuna nelle celeberrime composizioni sacre di grandi autori, pensiamo a quello più famoso attribuito a Pergolesi; Dies irae di Tommaso da Celano, per le messe dei defunti, per esempio nella Messa da Requiem di Mozart, possiamo ascoltarne uno iconico).
Ad esse si aggiunge – sempre in tempo d’Avvento – una antifona mariana composta nel IV secolo, dal titolo Tota pulchra es Maria ed altre chicche simili. Due parti di questo canto sono utilizzate nel breviario romano come antifone ai Salmi dei primi e secondi Vespri nella festività dell’Immacolata Concezione. “Tutta bella sei Maria” preghiera cristiana che sottolinea la purezza di Maria, senza macchia di peccato originale.
Tota pulchra è ideale come canto d’ingresso o d’offertorio il giorno dell’Immacolata e Alma Redemptoris Mater come canto finale per tutto il periodo d’Avvento. Danno grande pace e di pace abbiamo tutti bisogno.
Ho provato a farle eseguire al coro che dirigo, sia a cappella, sia con l’accompagnamento dello shruti box (strumento indiano che ricorda i piccoli organi portativi trasportati dai monaci nel Medioevo) come bordone. Il bordone è un accordo di accompagnamento che ha il ruolo di basso continuo, fa da tappeto, in parole semplici al canto, un tessuto che resta uguale, mentre la melodia cantata si esprime sopra ad esso, generalmente è un accordo di quinta vuota o di quarta.
Il testo del Tota pulchra, la cui melodia è più antica (IV secolo) e più fascinosa, in I modo gregoriano (protus autentico) simile al nostro Re minore, ha ispirato compositori quali Perosi, Bruckner, Schumann e molti altri, vi devo confessare che la sua melodia, a mio avviso, ha dato istanze ai Carmina Burana di C. Orff. Alma Redemptoris Mater, in VI modo (tritus plagale o tono simplex) simile al nostro Do maggiore, risale invece all’ XI secolo e fu scritta da Ermanno il Contratto.
Ascoltatele per fare un tuffo spirituale di mille anni e oltre, vi aiuteranno a ritrovare il vero senso di un Natale non commerciale.
Seconda istanza. Una compilation natalizia inconsueta che voglio consigliarvi per un momento di sana introspezione invernale: un CD delle Edizioni Paoline di Marco Frisina dal titolo Et incarnatus estalbum di dieci canti natalizi sacri, il mio preferito è Verbum caro factum est!
Buon ascolto di cuore e l’augurio di tanto raccoglimento ed affetti sinceri, stringendosi in famiglia.
Un abbraccio e alle prossime istanze musicali.
©, 2023
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