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Gentilezza ed empatia essere gentili al tempo del covid

Gentilezza ed empatia essere gentili al tempo del covid
Come diceva Lucio Anneo Seneca: «Ovunque ci sia un essere umano, vi è la possibilità per una gentilezza». La gentilezza non si riduce a un comportamento gentile dal punto di vista formale e corretto, all’applicazione delle buone maniere, al dire grazie e prego, ma è uno stato della mente. La gentilezza dovrebbe diventare il modo naturale di prendere la vita, non l’eccezione (Buddha).
La Nostra è una Società egocentrica ed egoista. Nella quale ognuno pensa solo a se stesso. Sempre più persone coltivano il proprio orticello e non si curano del bene comune. L’umanità, col covid coronavirus, è stata messa di fronte a una sfida inimmaginabile fino a poco tempo fa, dalla quale potrà uscire solo riscoprendo il valore, il potere e la forza della gentilezza. Un’attitudine e un Valore che quasi non ci appartiene più. Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza, ma espressione di forza e di determinazione (Kahlil Gibran). Il Mondo Presente è ben rappresentato dai talk show televisivi e dai social, in cui domina il prevalere sull’altro, con la forza o alzando la voce. Ritrovare il senso della gentilezza può essere l’unica arma che abbiamo, non solo per sconfiggere il covid coronavirus, ma per scongiurare che, questa pandemia, abbia effetti irreparabili sulla tenuta sociale e democratica, sulla vita sociale e comunitaria: rispetto a ciò, purtroppo, dopo la fine della prima ondata di marzo 2020, tutti stiamo notando che la tenuta sociale è in pericolo, che la solidarietà e il buon vicinato sono un ricordo lontano, quando si cantava dai balconi e si faceva la spesa solidale, quando ci si guardava ancora in faccia, si condivideva – in senso comunitario – un comune destino che richiedeva lo sforzo di tutti, e faceva dire ad alcuni commentatori che l’Umanità si stava dirigendo – ahimé quanto si sbagliavano – verso un Nuovo Umanesimo. In una Società in cui dominano valori come soldi, potere, successo, non c’è più spazio per la gentilezza, ovvero, per sentimenti quali l’amorevolezza e la generosità.
Comunità, Amore, Empatia, Generosità, potrebbero essere tutti sinonimi di quel valore perduto (la gentilezza) che dà benessere e crea rapporti più solidi. E che consente di vivere meglio. La gentilezza, se vissuta in maniera non solo formale, ma col profondo del cuore, ovvero, con partecipazione e senso di responsabilità verso l’Altro, porta a riscoprire una gamma di sentimenti che pensavamo non potessero più esistere: amore per l’umanità, amore per il prossimo, filantropia, carità.
Tuttavia, la cultura della competizione è talmente radicata nella Nostra Società, che, ancora, nonostante tutto quello che sta accadendo, chi dimostra di essere gentile viene considerato debole, e vincente solo il prepotente e l’egoista, colui che usa la forza e la spregiudicatezza. In una Società dove si cerca sempre di prevalere sugli altri, ritrovare la propria natura umana può anche significare dare un volto migliore alla Società. Anche la scienza ci dà ogni giorno ottimi motivi per coltivare la gentilezza. Empatia, gentilezza, fanno bene alla salute, diminuiscono il rischio di ictus e infarto, aiutano a risolvere i problemi quotidiani e ad affrontare ogni discussione con successo, mettendoci nei panni dell’altro e cercando una via d’uscita che sia ottimale per tutti.
©, 2020
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