GIANCARLO PEDOTE IL MANUALE DELLO SKIPPER IL MANUALE DEL VELISTA
GIANCARLO PEDOTE IL MANUALE DELLO SKIPPER IL MANUALE DEL VELISTA
GIANCARLO PEDOTE
“IL MANUALE DELLO SKIPPER”
pagg. 217
Mursia, 2004
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“IL MANUALE DEL VELISTA”
pagg. 213
Mursia, 2007
GIANCARLO PEDOTE
Il piccolo principe, citato nella prefazione al Manuale dello skipper, era molto dedito alla cura del suo pianeta, come lo spazzare il vulcano per prevenirne le eruzioni, curare il suo fiore, ecc…, “la sua vita era scandita dal sorvegliare il suo pianeta”; allo stesso modo una barca a vela è un piccolo pianeta “che ha bisogno di un piccolo principe per funzionare al meglio”. Così si legge nella prefazione, ma lo si dovrebbe sempre leggere nel libro della vita, la Nostra vita, in cui siamo come imbarcati, tutti quanti, su un medesimo battello! Retorica a parte, mi sembra, questo modo di pensare, un buon inizio per un manuale che promette di non tralasciare nulla, neppure le più piccole minuzie che permettono allo skipper di portare a termine in sicurezza la sua navigazione.
Le sezioni sono così distinte:
–         dotazioni e accessori per navigare in sicurezza;
–         caratteristiche dell’imbarcazione: gli impianti interni, il motore, l’albero e l’attrezzatura di coperta;
–         accoglienza dell’equipaggio e istruzioni fondamentali;
–         preparazione dell’imbarcazione alla partenza e all’uscita dal porto;
–         la randa e il fiocco: issata e ammainata;
–         la riduzione della velatura;
–         durante la navigazione;
–         affrontare lunghe navigazioni;
–         l’ancoraggio;
–         l’ingresso in porto e l’ormeggio;
–         inconvenienti della navigazione e precauzioni da adottare;
–         il primo soccorso;
–         la cambusa e la borsa dello skipper
–         appendice
–         ringraziamenti
–         indice analitico.
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Il Manuale del velista è un Corso sui cabinati, che comprende le nozioni fondamentali della navigazione, sino alla navigazione d’altura. Una mirabile introduzione ci racconta dei silenzi del mare, e di quanto dal mare si possa apprendere socraticamente su se stessi: “Vivere la vela con umiltà, curiosità e volontà di perfezionare la propria tecnica è uno dei segreti per diventare un buon marinaio. E, forse, anche un essere umano migliore”.
Le sezioni sono così distinte:
–         la barca e le nozioni fondamentali;
–         la sicurezza;
–         il vento e i principi della navigazione a vela;
–         elementi essenziali di fisica;
–         le vele e la procedura di preparazione all’issata;
–         la partenza e l’issata delle vele;
–         veleggiare al meglio nelle differenti andature;
–         la virata e la strambata;
–         la riduzione della velatura;
–         le manovre principali;
–         lo spinnaker;
–         informazioni pratiche e di cortesia;
–         ringraziamenti;
–         indice analitico.
Io, che uomo di mare non  sono, ma sono stato uomo di montagna, percepisco in questo approccio di Giancarlo Pedote (navigatore e partecipante della prestigiosa regata oceanica Minitransat a bordo del  Prysmian 626) una volontà di conoscere totalmente la vela, il mare e se stesso, e un culto della precisione che – in discipline estreme come la navigazione – sono della massima importanza, sotto il profilo tecnico, ma anche sotto quello della formazione dell’individuo. Fare il checkup alla barca prima di salpare riduce i rischi oggettivi, ma quelli soggettivi – proprio come si dice in montagna – afferiscono alla preparazione dello skipper, alla sua esperienza, alla sua pazienza e prudenza, alla sua formazione umana, e si potrebbe dire anche filosofica. Manuali come questi non sono il passaporto verso il sicuro successo nella navigazione, ma certamente fanno parte del bagaglio culturale e tecnico che un marinaio – degno di questo nome – non può permettersi di non mettere nella propria “cambusa mentale” di nozioni di navigazione, una dotazione intellettuale che andrebbe appresa sin dall’inizio, come imprinting, e che certamente non finirà di accompagnare lo skipper per il resto dei suoi giorni. Un manuale tiene anche compagnia, lo si legge con interesse se si ama la disciplina, ed è fonte inesauribile di saggezza, perché contiene l’esperienza di chi è passato indenne attraverso i pericoli, sapendoli gestire e domare, imparando sempre più a conoscere la natura, quella del mare, ma anche quella umana. 

 

© 2008
L’alpinismo – Bernard Amy
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