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Gio Ponti Milano e i ragazzi un’architettura innovativa

Gio Ponti Milano e i ragazzi un’architettura innovativa
Guardare la città con occhi di angelo
“L’architettura… ci fa battere il cuore di stanza in stanza” diceva Gio Ponti (Milano 1891 – 1979).
Il 18 novembre scorso, anniversario della nascita, è stata presentata nella sala Conferenze di Palazzo Reale a Milano una Guida rivolta ai giovani della città trasformata dal grande architetto e designer. Si tratta del secondo titolo della Collana Architettiamo, progetto editoriale di più volumi dedicati agli architetti del Novecento che hanno modificato significativamente il volto delle città italiane, avviato con Terragni, Como e i ragazzi, concepito da Carthusia Edizioni, da vent’anni specializzata in editoria per ragazzi dal taglio spiccatamente progettuale.
Il libro si caratterizza per l’originalità di sintesi, frutto del felice lavoro collaborativo degli autori (Beatrice Masini, scrittrice per ragazzi, ideatrice della fiabesca biografia, Angelo Monti, architetto e curatore della collana, responsabile del succinto ma accurato commento storico-critico e Manuela Bertoli, vivace illustratrice) valorizzato nei contenuti grazie ai preziosi suggerimenti e ai ricordi familiari della figlia di Gio Ponti, Lisa, alle foto d’archivio e ai disegni del Gio Ponti Archives e supportato dall’incisivo progetto grafico di Mariagrazia Rocchetti.
L’iniziativa, realizzata con il patrocinio del Comune e della Provincia di Milano e con il sostegno del Gruppo Norman, prevede la distribuzione gratuita di 3000 copie del libro, a partire dal novembre 2008, a tutti gli alunni delle seconde classi della scuola secondaria di primo grado di Milano, ai loro insegnanti e a tutte le biblioteche della provincia.
Innovativo il format del volume, fruibile sia come testo illustrato, sia come unica immagine lunga 138 cm della città osservata da un fantasioso angelo in volo che segnala le architetture trattate: la Casa di Via Randaccio, Casa Marmont e Casa Laporte, la Torre Littoria di Parco Sempione, il Primo Palazzo Montecatini, il Grattacielo Pirelli, la Chiesa di San Francesco.
E’ lo stesso angelo a raccontarci una biografia inedita di Gio Ponti, curioso di scendere dai tetti per conoscere il creatore di quell’edificio molto speciale, il primo e unico per molto tempo grattacielo di Milano, il Pirellone (1956-61) e scoprendo un uomo affine per il modo insolito, creativo di vedere il mondo. E’ un racconto affettuoso, a bassa voce, che narra il “Grande Interruttore”, come l’avrebbero soprannominato in famiglia, dagli inizi, quando – soldato nella prima Guerra Mondiale – gli capitò di trascorrere intere fredde nottate negli incantevoli spazi delle Ville Venete palladiane, appassionandosi a quelle auree proporzioni. Divenuto architetto (1921) e tornato a Milano, la convinzione che “per capire l’architettura bisogna dormirci dentro” l’avrebbe guidato nella creazione degli spazi costruiti, come la prima Casa realizzata in Via Randaccio (1924-26), tuttora abitata dalla figlia Lisa. L’angelo ci conduce nel cuore del lavoro dell’architetto, lo Studio di Via Dezza, ex garage dove nasce la celebre rivista Domus – L’arte nella casa (1928), luogo fervido di energia, dove Gio dalle cinque del mattino scrive agli amici mettendo in comune la propria vulcanica inesauribile creatività, disegna e discute fino alle otto di sera. Poi, a casa, dopo una cena al volo, ancora a inventare, sveglio nelle ore notturne. Così una notte Gio Ponti colse l’angelo a spiarlo e lo stilizzò nella silhouette che talvolta appare negli eleganti oggetti ideati dal designer. Che divertimento volare attraverso le finestre della Chiesa di San Francesco (1961-63) dall’inconfondibile forma esagonale, che incorniciano il cielo, e poi riposare le ali sulla terrazza di una delle sue case, nella frescura di piante e vasche! Un architetto che disegnava i propri vestiti, una giacca funzionale, piena di tasche per le immancabili matite, sempre lo stesso modello realizzato in diversi tessuti e che calzava comode scarpe da tennis. Ne lasciò un paio, sul davanzale. L’angelo le porta sempre con sé, ai piedi, come nuove, visto che lui usa le ali. Quel dono è il ricordo di un forte legame affettivo con il grande vivacissimo maestro di vita, che non può non emozionare i giovani.
  1. MASINI – A. MONTI – M. BERTOLI
Gio Ponti, Milano e i ragazzi – Guardare la città con occhi di angelo
Guida per ragazzi e ragazze alla Milano moderna di Gio Ponti
Collana Architettiamo
Carthusia Edizioni, 2008
©, 2009
il Palazzo Pirelli e gli stormi d’ottobre
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