GIANFILIPPO USELLINI arte scenica IL CARNEVALE in pittura

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GIANFILIPPO USELLINI arte scenica IL CARNEVALE in pittura
Gianfilippo Usellini (Milano, 7 maggio 1903 – Arona, 21 agosto 1971) è stato un pittore italiano. Nasce a Milano nel 1903. Inizia a dipingere giovanissimo, intorno ai sedici anni d'età. Dopo gli studi classici studia all'Accademia di Belle Arti di Brera con Ambrogio Alciati e si diploma nel 1927. Già nel 1926 è invitato ad esporre alla Biennale di Venezia. Partecipa alla Prima Quadriennale di Roma nel 1931. È vicino al movimento di Novecento, ma non prende parte alle mostre del gruppo. Sono gli anni in cui giunge a definire il suo linguaggio artistico, caratterizzato da un metafisico classicismo ispirato alla grande pittura italiana del '400. Si dedica anche alla pittura murale e al mosaico. (Wikipedia)

GIANFILIPPO USELLINI arte scenica IL CARNEVALE in pittura

Il Carnevale Ambrosiano secondo Gianfilippo Usellini, in mostra al Museo della Permanente – Milano – raccoglie circa una ventina di Opere, dedicate a questa celebrazione tanto cara a Usellini, della quale il pittore ci dona una visione allegorica, popolare, coloristica, non priva di una certa sfumata malinconia. Si pensi a quello che rappresenta questa festa, e allora si pensi alla maschera, al suo legame con la Morte, e allora si capirà quanta tristezza ci possa essere tra chiacchere e coriandoli, anche se a rappresentarla sono tele – come quelle di Usellini – decisamente allegre, non prive di un tocco favolistico, che, su un piano più psicologico e introspettivo, ritroviamo anche nell’”Autoritratto con maschera verde” (1953) nel quale Usellini sembra auto-incidere con severità i tratti del proprio mefistofelico volto, non senza una certa autoironia, che ben si adatta al clima del Carnevale.    

Ballatoi in festa, di una Milano ormai trapassata, di gente modesta impegnata in modesti mestieri, dietro cui spuntano aguzzi campanili a sottolineare la continua presenza di un senso religioso delle cose, potremmo dire, caro alla tradizione ambrosiana dell’arte popolare. Su questi temi Usellini esercita il suo pennello sincero e generoso di guizzanti colori, sapiente anche nel trasmettere alla scena una sorta di surreale, felliniana fissità, come nelle scene, altresì, a sfondo allegorico – religioso, ad esempio: “I sette Vizi Capitali”, 1955-59.

La scelta delle venti tele in mostra al Museo della Permanente rende omaggio a un pittore di grande pregio, che ha saputo dare voce a quel mondo di umili e ingenui che, mi viene in mente, anche uno scrittore come Gian Dàuli ha saputo rendere con altrettanta ironia e pietas nei suoi romanzi appartenenti a quella stessa epoca. Un’epoca trapassata, dicevo, che ancora forse resiste nella cadenza della parlata di qualche ottuagenario che beve il suo caffè nei paraggi del Duomo, e fa le sue considerazioni politiche, sempre bonarie, sotto l’arco della Galleria Vittorio Emanuele, qui a Milano. Vorrei qui spendere due parole anche su un altro Usellini, quello legato ai grandi encausti tuttora conservati nel palazzo del Governo e in quello della Provincia a Sondrio, nonché sull’Usellini che fu grande scenografo presso il Teatro alla Scala. Lo ricordiamo anche per alcuni suoi scritti teatrali, e la cosa non ci stupisce, data la sua universalmente riconosciuta ironia. Usellini fu anche molto amato dai suoi allievi a Brera, dove insegnò pittura e affresco sino alla fine dei suoi giorni.

GIANFILIPPO USELLINI arte scenica IL CARNEVALE in pittura

MILANO – Museo della Permanente – 14-25 febbraio 2007

catalogo: Silvia Editrice

©, 2007

 

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