LA REATTIVITA’ SCATENATA DALLA PROSSIMITA’

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LA REATTIVITA’ SCATENATA DALLA PROSSIMITA’

LA REATTIVITA’ SCATENATA DALLA PROSSIMITA’

UN NUOVO FENOMENO SOCIALE

LA DISABITUDINE AL RAPPORTO RAVVICINATO GENERATA DALL’ILLUSIONE CYBERNETICA

Bret Easton Ellis – American Psycho

 

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UN NUOVO FENOMENO SOCIALE: LA REATTIVITA’ SCATENATA DALLA PROSSIMITA’ – LA DISABITUDINE AL RAPPORTO RAVVICINATO GENERATA DALL’ILLUSIONE CYBERNETICA

Persone che passano molto del loro tempo al pc, per lavoro o per diletto, una quantità di tempo molto superiore al tempo dedicato al rapporto con le persone fisiche, fanno fatica a rientrare nella dimensione fisica del rapporto interpersonale. Il rapporto asettico con la macchina taglia fuori tutta una fetta di percezioni fisiche di prossimità (sguardi, contatti fisici, strette di mano, toni di voce, odori fisiologici, ecc…), che una illusoria “amicizia” su facebook non può trasmettere. Di quei pochi, ma fidati, amici che si hanno nel mondo reale, conosciamo il tono di voce, la gestualità, conosciamo anche tutti quei dati caratteriali trasmessi dalla postura e dal modo di vestire, conosciamo gli odori, i profumi, l’alito pesante e il dopobarba preferito, conosciamo le caratteristiche prossemiche e non verbali che ce li rendono simpatici o antipatici per certi versi, tutti elementi “reali” fisici, ravvicinati, che una comunicazione “digitale” via pc, non può trasmetterci.

Escludere questa grossa fetta di fisicità da un rapporto, inventandosi una illusoria “amicizia” su facebook, è molto pericoloso oltre che fuorviante.

Pericoloso, perché ci abitua a una forma surrogata e asettica di rapporto che non possiamo più chiamare interpersonale; potremmo chiamarlo rapporto fra due macchine comandate da due esseri umani estranei fra di loro”!

Fuorviante, perché ci abitua a connotare come amicizia una cosa che, culturalmente, le è del tutto estranea, distante, e ci abitua a cambiare significato a questa importane, e preziosa, parola del Nostro vocabolario.

La comunicazione digitale è diventata un obiettivo e ha perso la sua natura di mezzo. Essere su facebook è diventato un obiettivo, e non più un mezzo per contattare altre persone; e il fine è un fine autoreferenziale – come, purtroppo, anche su moltissimi blog – dove la persona sbraita ai quattro venti la propria rabbia, o millanta, o fa pettegolezzi a volte anche di grave entità.

Stessa cosa vale per i soldi: vent’anni di mal Governo – a opera di chi sappiamo – hanno generato il credo nel soldo come obiettivo, depauperando la vita sociale di quegli aspetti culturali che ci facevano guardare al successo, ai soldi, alla bellezza fisica, come a dei mezzi, a delle belle occasioni, e non a degli obiettivi che, in sé, sono vuoti, e oggi vengono per lo più usati per prevaricare.

L’interazione umana sta diventando sempre più asettica. Il deterioramento dei rapporti sociali sta subendo un processo veloce e allarmante. Sta generando infelicità e malessere che, spesso, vedo tradursi non in richiesta di aiuto, ma in cattiveria, astio.

La dimensione asettica dell’interazione umana, generata dal pervasivo interagire via pc, ha azzerato la tolleranza, e generato un grado di reattività sociale pericoloso. La tolleranza e l’accettazione dell’altro, anche coi suoi errori e le sue debolezze, nascono dallo scambio reale. Oggigiorno, una piccola svista, un errore nell’esprimere un parere, non sono più accettati, e – nella dimensione reale – scatenano spesso reazioni immediate di rigetto, di folle ostilità.

Le macchine, purtroppo, ci hanno abituati da troppo tempo a darci sempre ragione!!

©, 2012

 

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