VIOLENZA PER LE STRADE

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VIOLENZA PER LE STRADE
VIOLENZA PER LE STRADE
I primi risultati visibili di una cattività forzata da covid si iniziano a vedere in maniera allarmante per le Nostre strade, trasformate in arene o circuiti deregolamentati, dove i cittadini possono esprimere pienamente la loro aggressività, il loro malcontento, l’astio verso una Autorità che non riconoscono più come tale, un profondo risentimento sociale, eccetera…
Un ragazzo sui diciassette anni procede verso di me, a tutta velocità, su uno stretto marciapiede, a bordo della bicicletta presa a noleggio.
Io cerco di andare avanti per la mia strada, sperando che il ragazzo decida di scendere col suo mezzo dal marciapiede, ma vedendo che non mi sposto, e che gli rivolgo uno sguardo interrogativo, lui, in tutta risposta, assesta un colpo al pedale, con la chiara volontà di investirmi, aggiungendo: «Inizia a spostarti coglione!»
Colsi nell’espressione del ragazzo la totale indifferenza unita a una arroganza e a una potenzialità violenta che mi fece e mi fa porre molti interrogativi su questa generazione, sul ruolo dei genitori, della Scuola, delle istituzioni, e della politica. C’è da chiedersi: cosa sta succedendo? Qualcosa è saltato? Ad osservarlo bene, aveva un volto che poteva spopolare con le sue coetanee, un volto diciamo “carino”, era vestito con abiti firmati, perfettamente stirati, proveniva quindi da una famiglia che non gli faceva mancare nulla, che lo accudiva. Una famiglia come tante famiglie italiane, munifica di beni materiali, ma non altrettanto generosa di educazione e autorità. Dove i figli crescono viziati e senza esempi autorevoli, esempi che potrebbero essere loro forniti, in alternativa, dalla Scuola, ma poi sono gli stessi genitori che, in molti casi – la cronaca l’ha più volte riportato – vanno a minacciare gli insegnanti, magari perché hanno giustamente ripreso il figlio, o gli hanno dato un brutto voto. Ragazzi così sono destinati a non crescere, a sviluppare un corpo adulto con dentro una psiche immatura e violenta, che li rende incapaci di accettare stress e frustrazioni, di accettare i divieti, il confronto, senza ricorrere alla violenza al bullismo o al sopruso. Questi ragazzi sono messi molto male, non stanno imparando nulla, non fanno nulla se non atti di puro teppismo. Se non si interviene, fra dieci anni andranno a comporre un esercito di disoccupati, facile preda della devianza, della criminalità organizzata, creando nella Società uno spaventoso buco di competenze che andrà ad aggravare ulteriormente la crisi – non solo economica, ma sociale e culturale – del Nostro Paese.
La cultura della forza potrebbe essere una spiegazione di questo fenomeno. Una forza però povera di intelligenza e di umanità, un forza priva di controllo, una forza che è in sé pericolosa, perché non convogliata ed educata.
Gli attuali partiti sovranisti stanno facendo errori gravi, sotto il profilo della gestione dell’aggressività. Isolando e enucleando un nemico – il covid, il coprifuoco, come l’immigrato, il diverso – compiono un lavoro sulle emozioni profonde della Società, andando a sollecitare quelle più favorevoli a una raccolta di voti – consenso – sulla base di una percepita, anche se alquanto distorta e da loro manipolata, lesa maestà delle istanze individuali.
Manca in politica, ma manca a tutti i livelli, una buona Pedagogia Sociale. Volendo essere meno ambiziosi e accademici, basterebbe della buona Educazione Civica nelle Scuole, basterebbero dei percorsi alla genitorialità fatti da associazioni culturali sul territorio. Manca una presa in carico di tipo culturale – e non solo politico – delle emergenze sociali. Ma su questo punto, c’è da dire che è tutto il sistema culturale, sino ad arrivare a quello editoriale, che si è perso per strada da molti anni, avendo voluto inseguire il Mercato, il profitto, anche nelle povere vecchie Università.
Se a distanza di un anno si vedono in giro, in maniera sempre più univoca e allarmante, i primi risultati visibili di una cattività forzata da covid, non è neanche del tutto colpa dei singoli individui che si comportano in maniera incivile, ma di una intera Società a cui manca totalmente un Sistema Educativo. L’individuo, lasciato solo, è come un cane senza padrone, un cane che abbaia e morde, che non si sente amato, destinato a diventare sempre più aggressivo e ingestibile.
“La pandemia ha avuto conseguenze sanitarie, economiche e sociali. Queste ultime, in particolare, sono le più sottovalutate. Perché, specie tra i giovani, la sospensione della vita comunitaria e il prolungamento dell’isolamento ha prodotto enormi danni”. Così si è di recente espresso il sindaco di Milano, Beppe Sala, intervenendo durante la seduta del consiglio comunale di lunedì 17 gennaio (2022) sul tema della sicurezza a Milano, dopo i fatti di capodanno, la sparatoria a San Siro, e l’aggressione a un agente della polizia locale.
“Mesi fa ho sottolineato la necessità di assumere 500 nuovi vigili”, ha detto ancora il sindaco, senza però dimenticarsi che i problemi di ordine pubblico sono connessi alle “ferite sociali profonde e difficili da guarire” generate dall’emergenza sanitaria, soprattutto tra i ragazzi. “Le città sono il luogo di massima espressione di questo disagio. Ma il tema della sicurezza non è politico. Tutte le istituzioni devono collaborare per garantire questo bene tanto fragile”.
Il sindaco ci ha anche tenuto a chiarire un fatto di ordine culturale, volendo andare in contrapposizione a chi vuole imputare tutte le colpe di queste violenze agli immigrati: a compiere le violenze registrate a Milano di cui si sta tanto dibattendo, sono stati sia italiani (come nel caso del vigile aggredito) sia stranieri (i fatti di capodanno sono imputabili a immigrati di prima o seconda generazione). Tuttavia, in occasione di questo discorso, la Lega ha guidato una protesta in piazza della Scala chiedendo le dimissioni dell’assessore alla sicurezza, Marco Granelli, in quanto considerato da una parte dell’opposizione incapace di gestire l’ordine pubblico, soprattutto in merito ai fatti della notte del 31 dicembre 2021. VIOLENZA PER LE STRADE

©, 2022

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