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La moda del monopattino a Milano fa il primo morto

La moda del monopattino a Milano fa il primo morto:
per prevederlo non occorreva il parere di chissà quali CTS,
bastava chiedere a un investigatore privato specializzato in sinistri stradali
L’altro giorno c’è stato il primo morto da monopattino a Milano. I terroristi del covid-19 saranno lieti di sapere che, in un certo senso, è un decesso correlato alla pandemia di coronavirus, perché questa moda dei monopattini e delle piste ciclabili tracciate alla membro di canide è un effetto collaterale del virus che ci affligge.
A parte la mania di tracciare piste ciclabili ovunque e senza criterio, non occorreva il parere di chissà quale CTS, bastava chiedere a un investigatore privato specializzato in sinistri stradali, per capire che il monopattino non è un mezzo per tutti e avrebbe dovuto essere regolato con più responsabile attenzione. La mia agenzia investigativa Octopus si occupa prevalentemente di grandi sinistri, ma non è necessario essere specializzati in sinistri stradali per intuire che nel “monopattinista” la coesistenza di velocità e postura eretta costituiscono una corsia preferenziale al reparto di ortopedia o peggio. Infatti si parla di circa 300 incidenti gravi negli ultimi 6 mesi.
L’emergenza monopattini l’hanno creata i nostri politici e amministratori che oramai a qualsiasi livello, locale o nazionale, non governano più con lungimirante saggezza, ma rotolano a vista sull’onda del consenso e della loro indolenza con la stessa irresponsabilità di certi ragazzini sugli skate board.
©, 2021

 

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