LA LEZIONE DELLA NATURA

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LA LEZIONE DELLA NATURA – racconto

Oltre la roccia calda al contatto delle mani, ruvida di licheni, una roccia granitica di colore grigio che il sole faceva brillare di frammenti di quarzo, esaltando quel verde pisello dei licheni che la chiazzavano come la pelle di un leopardo, oltre la roccia alta non più di due metri da terra dove mi esercitavo nelle pause in rifugio su una complicatissima fessura diagonale, che salivo e risalivo più volte al giorno, cadendo e riprovando sino a compimento di un passaggio perfetto e senza cadute, oltre questa linea che mi divideva dal cielo e dalle cime delle conifere, c’erano le lontananze dei contrafforti del Bernina,

i remoti ghiacciai pensili di montagne che ancora non conoscevo ma desideravo con intensità salire, e tra me ed esse, a colmare quella distanza di aria frizzante e tersa, il suono dell’alta montagna, il vento come una flebile nota di violino, il torrente e i ruscelli lontani come quella di un oboe, il crollo di una seraccata come l’irrompere di una grancassa, nel trascorrere lento, felice, delle ore, immerso nel profumo dei fiori e delle erbe selvatiche, nel ronzare delle api, nel rumore dei colpi d’ascia che il Capo Rifugio faceva cadere sui tronchi, tutto così naturale, sereno, così vergine.

Uno stagno era ai miei piedi, pieno di girini. Le piogge degli ultimi giorni l’avevano riempito. Ma col passare dei giorni assolati, andava prosciugandosi. Vedevo la vita dei girini in serio pericolo. L’acqua decresceva, e i girini disperati cominciavano a mangiarsi fra di loro. Volevo salvarli. Cominciai a trasportarne alcuni verso un vicino stagno con più acqua. Ma poi l’acqua finì anche in quello, e il fango aumentava a soffocare la vita di quelle bestiole. Compresi che non potevo salvarle. Il Capo Rifugio, che mi vedeva da giorni intento in quell’opera di soccorso, mi disse che non potevo salvarli, dovevo farmene una ragione. Era un uomo possente, che tagliava legna tutto il giorno, con una folta barba bianca, sembrava un vecchio Sacerdote, e dovetti credergli. Fu lì che imparai la Lezione della Natura.

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©, 2020

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