I Podcast di Andrea Di Cesare

Un omaggio estetico alle atmosfere piovose, alle luci al neon e alle città del futuro.

“Qui si professa l'Etica Accelerazionista del Chacun pour soi, Dieu pour tous, o degli Ippocratici calci nel culo amorevoli, o dell'Amore Cattivo - niente pacche sulla spalla e false rassicurazioni. Amputare laddove serve.”

#LIBRERIA HOEPLI

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una sera della fine d'agosto del 1987 o '88

andai a Treviso

i miei nonni restarono a Bibione

aria nordica onde alte di risacca di tre metri


a Treviso c'era un militare di Sorrento


poi mi scrisse una lettera "Andrea... tutte le cose belle sono destinate a finire..."

ma risento la sua voce lontana e sofferta

era stata una telefonata


ci caricò sulla sua Renault 5


io mi feci bello

il militare lo era in sé, e lo sapeva... poi lo avrebbe dimostrato in trattoria


ci portò ai piedi dei monti


a un certo punto - Naldini era alla guida, mentre fuori dal finestrino si susseguivano i colpi di scena del paesaggio comissiano - si rivolse a me con quel suo tono flebile, ma sempre deciso, un tono che sottolineava con grazia: "guarda laggiù... la casetta di Goffredo..."


era appena sfumata l'esperienza di Cherso. Mi era giunto il suo invito ("Andrea... ti propongo una vacanza sul Quarnaro...") troppo in ritardo per avere in tempo il passaporto


arrivammo in trattoria


atmosfera comissiana


cameriera disponibile

intercettata

dal napoletano in azione sensuale coi suoi occhi... io già tagliato fuori nei discorsi...


più che altro silenzi...


con Nico.

Mitologia mescolata a un raro esempio di fantascienza italiana ante litteram di uno scrittore immenso come l'Universo. Del resto parallelo al suo omologo del tempo: