Maestri di Memoria e Ripensamento Le Opere di Rigoni Stern e Diego Dalla Palma tra Bellezza e Sacralità
Nel vasto panorama delle abilità cognitive, ma anche in quello letterario, due figure emergono come fondamentali: il Maestro di Memoria e il Maestro di Ripensamento. Questi “insegnanti” mentali svolgono ruoli cruciali nel plasmare la nostra capacità di apprendere, ricordare e riflettere. In questo articolo, esploreremo le Opere di due di questi Maestri: Mario Rigoni Stern e Diego Dalla Palma. Le loro caratteristiche distintive sono appunto la memoria e il ripensamento, ed entrambi provengono dalla stessa terra, dagli stessi luoghi, quelli dell’Altopiano di Asiago. Memoria dei luoghi, della guerra e della povertà. Ripensamento sulla fragilità dell’immagine, sulla vuotezza del sistema televisivo e dello star system. Due mondi appaiati e contigui per provenienza geografica dei due artisti, e accomunati dalla stessa sensibilità forgiata nelle sofferenze, cullata dal senso del Bello che in Veneto è fatto di Natura, pittura, architettura.
Il Maestro di Memoria è il guardiano del nostro archivio mentale, del nostro passato. Questa figura è particolarmente importante in un’epoca in cui siamo sommersi da un flusso continuo di dati. Allenare il Maestro di Memoria significa sviluppare tecniche di memorizzazione efficaci, come l’associazione di concetti, l’uso di mnemotecniche e la creazione di mappe mentali.
Contrariamente al Maestro di Memoria, il Maestro di Ripensamento guida il processo di riflessione e analisi critica. Questo insegnante mentale è cruciale per sviluppare il pensiero creativo e la capacità di risolvere problemi complessi. Coltivare il Maestro di Ripensamento richiede l’allenamento della mente a esplorare diverse prospettive, a porre domande profonde e a mettere in discussione le proprie convinzioni. La meditazione e la pratica della consapevolezza sono strumenti potenti per affinare questa abilità.
La sintonia mentale si verifica quando il Maestro di Memoria e il Maestro di Ripensamento lavorano in armonia. Una memoria efficiente fornisce i dati necessari per il processo di riflessione, mentre il ripensamento critico aiuta a selezionare, elaborare e utilizzare le informazioni in modo significativo.
La sinergia tra queste due figure consente una comprensione più profonda, una creatività accresciuta e una capacità di adattamento alle sfide della vita quotidiana.
Leggi in modo attivo, ponendo domande mentre leggi e cercando di collegare nuove informazioni a quelle già acquisite. Mantieniti sempre curioso e impara costantemente da nuove esperienze. Ciò alimenta sia il Maestro di Memoria che il Maestro di Ripensamento.
Il Maestro di Memoria e il Maestro di Ripensamento sono alleati potenti nella nostra ricerca di una mente equilibrata e agile. Coltivarli richiede impegno e pratica costante, ma i benefici in termini di apprendimento, adattamento e benessere mentale sono inestimabili. Sintonizzati sulla tua mente, fa buone letture, non avere fretta mentre leggi, pensa e pondera, investi nello sviluppo mentale e scoprirai nuove dimensioni di conoscenza e consapevolezza.
I romanzi classici esercitano un fascino unico che spesso induce i lettori a immergersi in un ritmo più lento, in contrasto con l’effervescenza del mondo moderno. In questo consiste soprattutto l’esperienza di una lettura di Mario Rigoni Stern. Il contesto storico in cui le sue Opere sono state concepite, è quello di un’epoca ancora priva delle accelerazioni imposte dalle macchine.
Nel corso dei secoli passati, quando molti dei romanzi classici sono stati scritti, la vita quotidiana si svolgeva a un passo più tranquillo. L’assenza di macchine elettriche o motorizzate ha contribuito a creare un ambiente in cui il tempo scorreva in modo più calmo e misurato. Gli autori di quel periodo riflettevano questo ritmo nella struttura stessa delle loro Opere.
La mancanza di tecnologie moderne ha influenzato il modo in cui gli scrittori narravano le storie. La lentezza della vita quotidiana si riversava nella narrazione, dando spazio all’approfondimento dei personaggi, all’analisi dettagliata degli ambienti e all’esplorazione dei temi in modo più ponderato. Senza la pressione di seguire il ritmo accelerato delle moderne macchine elettroniche, i romanzi classici sono spesso caratterizzati da una narrazione che si sviluppa gradualmente, permettendo ai lettori di immergersi completamente nell’atmosfera e nelle sfumature delle storie.
Inoltre, la mancanza di distrazioni tecnologiche, favoriva in passato una maggiore attenzione alla lettura. Senza smartphone, computer o televisioni a competere per l’attenzione, i lettori di epoche passate potevano dedicare periodi più lunghi alla contemplazione delle pagine di un romanzo.
Quindi, quando ci immergiamo in un romanzo classico, ciò che percepiamo come lentezza è spesso il riflesso di un’epoca in cui il tempo era concepito in modo diverso. Questi romanzi, scritti in un’era in cui mancava la frenesia delle macchine, offrono un’esperienza di lettura che invita i lettori a rallentare, a gustare ogni parola e a immergersi in mondi letterari ricchi di sfumature e complessità.
Bellissime le pagine di Rigoni Stern sulla guerra, la ritirata in Russia. Ma anche quelle sulle abitudini contadine dell’Altopiano di Asiago. Nei suoi libri, Rigoni Stern insegna ad amare la vita e a rispettarla. Partendo dal rispetto per la natura, i suoi cicli, i suoi figli, che sono gli uomini, gli animali, le piante, le montagne. Rispetto per le tradizioni, che la modernità ci sta purtroppo abituando a guardare con sospetto, quasi fossero emanazione di una fede chiusa e reazionaria, ma non è così.
Le tradizioni contadine si riferiscono alle pratiche culturali, sociali ed economiche delle comunità rurali, dell’agricoltura e della vita agricola. Queste tradizioni hanno radici profonde e spesso sono trasmesse di generazione in generazione. Le comunità contadine hanno sviluppato nel corso del tempo un insieme di usanze, valori, rituali e pratiche che riflettono la loro connessione con la terra, le stagioni e la vita agricola.
Le attività agricole sono spesso strettamente legate al ciclo delle stagioni. Ciò include la semina, la crescita, il raccolto e il riposo del terreno, ognuno dei quali può essere accompagnato da rituali o festività specifiche.
Molte comunità contadine celebrano feste legate al calendario agricolo. Queste feste possono essere legate alla semina, al raccolto o ad altri momenti chiave nel ciclo agricolo. Spesso, queste celebrazioni includono cibi tradizionali, musica, danza e riti religiosi. Aspettando l’alba, e Inverni Lontani, sono libri in cui Rigoni Stern parla di ciò. Insegna anche come fare la composta e la conserva, insegna come conservare le mele e le patate nei mesi invernali, come cucinare la lepre secondo vecchie ricette tramandate di bocca in bocca.
La vita contadina spesso coinvolge la condivisione della terra e delle risorse comuni. Questa condivisione può estendersi oltre la semplice pratica agricola e influenzare anche gli aspetti sociali della vita nelle comunità rurali. Sono toccanti le pagine in cui Rigoni Stern parla della vita di paese, della grande solidarietà che c’era tra le famiglie che dovevano sfidare l’incognita del raccolto e i rigori dell’inverno.
Diego Dalla Palma, ne La bellezza interiore, ci insegna altre ricette, quelle della bellezza. Ma mai con vanità.
Unendo i suoi racconti ad aforismi presi dalla storia della letteratura, ci guida in un affascinante viaggio nella bellezza. Anche lui, partito da giovane dall’Altopiano di Asiago e approdato a Milano, non ha mai perso l’umiltà e il rigore delle sue origini contadine e povere. Nelle sue pagine, ci sono tocchi di ripensamento sull’essersi magari comportato sventatamente, per aver aderito alla decadenza della grande metropoli e del successo. Eppure, vi è in tutto il libro l’integrità di un Uomo che, anche nel mondo della moda, ha sempre seguito i principi di una bellezza non vanitosa. Anzi, sono molto critiche le sue pagine proprio sul mondo della moda.
Ma cosa hanno poi mai in comune due Autori così agli antipodi? Molto. Non solo le origine geografiche, ma il terreno culturale in cui si sono sviluppate le loro anime.
Il Veneto è un territorio carico di bellezza e di fascino. Certamente i suoi fiumi, le sue Ville Palladiane, l’idillio delle Dolomiti, delle campagne in cui vive un popolo alacre e sensibile, hanno influito sui loro animi. La modernità pare lontana in queste pagine, non toccate di certo dalla frenesia o dalla vanità. Vi si respira un che di aulico, di remoto, di sospeso, se non di sacro. In molte tradizioni spirituali, la natura è considerata sacra e la sua bellezza è vista come una manifestazione della divinità. La contemplazione della natura può essere vista come un modo di entrare in contatto con il sacro. In molte filosofie e tradizioni spirituali, la bellezza è associata non solo all’aspetto esteriore, ma anche a virtù come la bontà, la giustizia e la compassione. La bellezza interiore è spesso collegata al sacro, indicando una connessione profonda con valori spirituali.
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