PORNOGRAFIA CAOS ISOLAMENTO

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PORNOGRAFIA CAOS ISOLAMENTO
PORNOGRAFIA CAOS ISOLAMENTO
L’Occidente sembra essere del tutto tramontato, con la complicità della pornografia. Potremmo anche affermare che la pornografia sia espressione precisa della decadenza dell’Occidente.
Un mondo che non procrea più, che non ha più desideri né fantasie, che non vede nella famiglia una garanzia di coesione, né una proiezione verso il futuro, ma cerca di barcamenarsi in un Eterno Presente fatto di consumismo privo di ideali e di tensione etica, è un mondo infrollito, impotente e destinato all’annullamento, che non produce più nulla di valido a livello culturale, politico, economico.
Cosa diranno gli storici del futuro, di un paese che, negli ultimi vent’anni, è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale, in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di euforica terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale, di completo caos politico e istituzionale? Così Roberto Orsi, italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevedeva nel 2015 il prossimo futuro del Belpaese, che tra il 2020 e il 2024 avrà bisogno di sostituire oltre 2 milioni di lavoratori, non sapendo come. L’ottundimento mentale è generalizzato.

L’87 % degli esseri umani di sesso maschile, soffre di Impotenza da porno, ossia, della preferenza di droghe visive, quali corpi deprivati di storia e di anima, invece che di una donna in carne ed ossa. Se è vero che questo fenomeno ha contribuito al disastro demografico, ha anche contribuito a fare innalzare i guadagni netti degli operatori telefonici e della annessa economia virtuale di stampo criminale. Con una ricaduta anche sul senso di distanza fra le persone, senso di Insicurezza sociale, disgregazione socio affettiva, capaci di fare spendere molto di più i singoli in Beni di consumo consolatori e palliativi, di diminuire la capacità di ammortizzatore sociale dovuta alla famiglia allargata: i singles spendono molto di più delle coppie, perché sono più fragili, meno tutelati, meno soddisfatti, spesso profondamente angosciati. Nel 1950 ogni Paese attualmente membro dell’Unione Europea aveva un tasso di fecondità superiore al 2.1, che era la soglia necessaria perché un popolo non si estinguesse. Oggi, siamo alla soglia dell’1.3, il più basso tasso di fertilità, dal quale è impossibile risollevarsi. Tale scenario iniziò a profilarsi tra la fine degli Anni ’60 e l’inizio degli Anni ’70, con l’avvento della così detta rivoluzione sessuale. Le nuove generazioni hanno posto la pornografia a unica fonte di insegnamento sessuale. Il Piacere è ormai generalmente auto-provocato, attraverso lo stimolo droga della pornografiaL’assunzione di sostanze psicoattive legali e illegali viene per lo più associata alla droga sesso. Il Potere sta creando in vitro una Società atomizzata, dispersa, nella quale le Dipendenze – di tutti i tipi – svolgono la funzione di surrogato dei rapporti umani, facendo spendere i singoli sempre di più, e sempre più male, i loro soldi, già pochi. Studi di Medicina delle Masse e di Antropologia, dimostrano che le culture praticanti una monogamia stretta in vincoli coniugali hanno generato una maggiore capacità produttiva, sia nell’industria che nella scienza e nell’arte, dando prova di una politica sana e duratura, generante istituzioni governative più solide, ovvero, hanno saputo tirar fuori “energie creative sociali” maggioridiversamente dalle culture completamente prive di un sistema di controllo sulla sessualitàche da sempre sono state danneggiate dalla mediocrità e dal caos. Tali studi dimostrano che le classi sociali che in passato sono state capaci di raggiungere una posizione di predominio politico, devono questa loro prerogativa alla loro grande energia, derivante da regole sessuali molto severe. Il caos si sta impossessando della Realtà. Le persone che lamentano una riduzione del desiderio sessuale sono passate dall’1,8 ogni mille del 2005-06 al 10,4 ogni mille del 2015-16. La pornografia altera la produzione di dopamina, e non è una questione morale, ma sociale. Se molti ragazzi non sentono attrazione per l’altro sesso, quando l’erotismo contribuisce a sviluppare fantasie, desiderio ed emozione, la morte della fantasia si trasforma in morte della coppia, e la pornografia porta a tutto rivelare, a tutto svelare, con conseguenze annichilenti del desiderio. 

Vi fu un tempo in cui l’obiettivo dell’agire, sia individuale sia collettivo, era teso verso una idealità futura, verso un’utopia di mondi migliori. Sia l’illuminismo che il marxismo avevano in sé questa tensione utopica, ma oggi, nel tempo della “fine delle grandi narrazioni” (Lyotard), morte anche le utopie, perseguire un futuro più nobile non interessa più, a favore di un ideale auto-centrato, scolpito sull’individualità, comunque vissuto all’ombra del potere capitalistico.
Su tutto si sta imponendo il caos, il cinismo, il disincanto e la rassegnazione.
Cambiare il mondo?: NON INTERESSA PIU’, nemmeno ai filosofi.
L’unico consiglio, o diktat, è quello di sopportare, e mentre l’individuo sopporta, cerca anche di godere più che può, secondo un condizionamento preciso: godere al massimo, massima libertà. Consumo, cinismo, godimento e libertà, sono una funzione espressiva dell’individuo singolo, un individuo qualunquista, atomizzato e sradicato dal tessuto comunitario: alienato-narcisista, vittima di un sistema autoreferenziale che frantuma le relazioni affettive e solidali, reificandole col godimento smisurato.

©, 2022

 

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