DIOSSINA a Seveso 45 anni fa ma prima fu usata in Vietnam dagli americani

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DIOSSINA a Seveso 45 anni fa ma prima fu usata in Vietnam dagli americani

DIOSSINA a Seveso 45 anni fa ma prima fu usata in Vietnam dagli americani

 

Seveso, piccolo Comune alle porte di Milano, e il Vietnam, sono accomunati da un macabro e orrendo gemellaggio, quello causato dalla diossina. Nel caso di Seveso, si tratta del risultato di un incidente industriale, in Vietnam, di una strategia bellica pianificata dagli americani per sterminare i Vietcong.

A Seveso non si è mai saputo esattamente quanta diossina sia finita nell’aria e poi al suolo e nelle falde acquifere. Si stima ne siano fuoriusciti dieci kg dall’impianto dell’Icmesa. Un quantitativo bastante per generare una catastrofe ambientale e sanitaria che L’Organizzazione mondiale della sanità classificò tra le dieci peggiori catastrofi ambientali nel mondo, con 40.000 persone colpite (tra le quali ci furono circa 700 intossicati con disturbi gravi che durarono anni e centinaia di donne che decisero di abortire per il rischio di malformazioni dei feti).

Tutti ricordiamo quella tragedia col nome di Nube Tossica di Seveso, 10 Luglio 1976.

Quest’anno ricorre il 45esimo anniversario.

Il 30 giugno del 1975, gli ultimi soldati americani lasciarono il Vietnam ponendo fine alla “guerra che non cessava mai di finire”. La nube di diossina era una nube altamente tossica, che a Seveso seminò morte e terrore, ma i segni ancora oggi non si sono dissolti. Pure l’Esercito americano conosceva bene questo agente tossico, un pesticida prodotto dalla Dow Chemical e dalla Monsanto col nome di agente arancio, noto ai chimici come Tcdd, ovvero diossina.

La guerra che non finiva mai, quella in cui gli americani non sapevano più come sconfiggere i Vietcong, ebbe un momento di svolta in cui l’America sperò di sterminare i Viet bombardando le foreste con la diossina, l’agente arancio, al fine di far morire tutta la vegetazione, che faceva da nascondiglio alle milizie nemiche. Fu l’idea “brillante” di uno dei “migliori” uomini di Kennedy, Robert McNamara, che volle radere al suolo e desertificare la foresta (dall’alto, con gli aerei), non vedendo un’uscita da una guerra che si protraeva da troppi anni, contro un nemico che colpiva in forze gli americani dove questi erano più deboli, per poi rintanarsi nelle foreste, dove era impossibile inseguirli e tantomeno bombardarli dall’alto, essendo nascosti sotto la fitta coltre di alberi, insieme a depositi di munizioni e campi di addestramento per i miliziani.  

Dopo che gli americani le avevano tentate tutte per sconfiggere i Vietcong, comprese deportazione della popolazione “al sicuro” nei cosiddetti Villaggi strategici, creazione di Zone di libero fuoco (Ffz) (nelle quali era lecito uccidere tutto e tutti – uomini e donne bambini e animali e qualsiasi cosa si muovesse –  con qualsiasi mezzo), torture e esecuzioni sommarie, e nonostante tutto il loro impegno repressivo e le tonnellate di bombe sganciate, i Vietcong continuavano ad essere invisibili e inafferrabili, e a vincere.

Non restava altro che “aguzzare l’ingegno”, andare sullo stesso terreno dei Viet, ovvero, la foresta, ma non dentro, dove i Viet primeggiavano, ma sottraendole il suo potere: il fitto fogliame. Farlo seccare, perché non fungesse più da nascondiglio al nemico. «Senza la copertura delle foglie i guerriglieri non potranno più nascondersi e noi potremo ucciderli a piacimento», disse il “brillante” consulente di Kennedy. Una cosa tanto semplice, quanto attuabile, perché lo strumento per raggiungere questo “brillante obbiettivo tattico” era già a disposizione sul mercato, un semplice pesticida prodotto da due grosse ditte presenti sul suolo americano.

Si dice che in America sia tutto più grande: le strade sono più larghe, le macchine più grosse, i grattacieli più alti, ecc… forse anche i coglioni sono più grandi…

I 10 Kg di diossina che l’Icmesa ha riversato sui 18 Km quadrati dell’area di Seveso, sbiadiscono di fronte ai 75.000.000 di Litri di agente arancio che gli USA hanno “vaporizzato” (Tra il 1961 e 1l 1971) su Vietnam, Laos e Cambogia, coprendo una superficie ampia quanto tutta la Lombardia, colpendo più di 4 milioni di persone, e un numero incalcolabile di animali. 

Gli americani, quando decidono di “esportare la loro bella Democrazia” fanno dunque le cose in grande, come si vede da questi numeri.

In Vietnam continuano a nascere, dopo 50 anni, bambini malformati.

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