Alba Parietti a caccia di stronzi ne La cacciatrice di narcisi

0
Alba Parietti a caccia di stronzi ne La cacciatrice di narcisi

Alba Parietti a caccia di stronzi ne La cacciatrice di narcisi

Qualcuno, in vena di stilettate new age tanto in voga, e di altrettanto modaiole teorie sui quanti di energia, potrebbe dire: “se nella tua vita incontri solo stronzi, vuol dire che li attiri”, e questo qualcuno potrebbe chiamare a spiegazione di questo fenomeno la regola dell’attrazione. Nel suo libro La cacciatrice di narcisi, Alba Parietti dichiara: “Se non sempre sono stata migliore dei disgraziati che descrivo, certo, descrivendoli, mi sono sentita molto meglio”. Questa dichiarazione non solleva di certo Alba Parietti dal sospetto di essere pure lei una narcisa, anzi, amplifica in Noi il sospetto che lo sia, che sia anch’ella una narcisa ferita, incazzata, vendicativa. Nel suo libro, non riusciamo a trovare un filo logico, un senso connettivo e portante, ma solo la rabbia confusa di una donna ferita, narcisa e ferita, che tenta, senza riuscirci, di mettere giù qualcosa che assomigli a una narrazione, che però si risolve in un accumulo scomposto di parole prive di senso, ovvero, di rabbioso “buttar fuori”, forse con la speranza che il lettore, dall’altra parte, le raccolga, le riordini, dia loro un senso finale. Quindi, un outing disperato, di certo non un’Opera letteraria degna di questo nome, e di cotanto editore, che cerca di raccontare episodi e riflessioni a caso, di individuare le diverse figure del narcisista, di dare consigli a tutte le donne sfortunate che hanno a che fare coi narcisi, ecc… libro – libro? – che si ha l’impressione sia stato accettato e pubblicato a scatola chiusa, senza alcuna revisione o correzione, che avrebbe avuto un – sano – bisogno di un editing esperto per trasformarsi, da guazzabuglio di appunti rabbiosi alla rinfusa, in Opera coerente.

Contiene anche un capitolo in cui Alba Parietti si improvvisa filologa e storica, nel descrivere il Mito di Narciso (ad uso e consumo del lettore da educare…) e un racconto, di ambientazione ottocentesca, in cui Alba Parietti racconta la storia d’amore fra Sotine e Tristan, un pittore narcisista, di gran talento, ma fisicamente poco dotato, una relazione distruttiva e malata, che dovrebbe impreziosire la propria vacillante costruzione pseudo letteraria, se non avvalorala agli occhi del lettore.

Leggendo questo libro, si ha l’impressione che Alba Parietti abbia una coazione a incontrare uomini che lei stessa definisce “stronzi”, ma le relazioni che Alba Parietti, secondo quanto lei stessa de-scrive, intrattiene con gli “stronzi”, sono incentrate sull’aggressività, l’ambivalenza e la confusione, e sono descritte con quell’accento di donna navigata e cinica che la Parietti da sempre esibisce pubblicamente, tanto che a Noi lettori e lettrici viene il dubbio che, in tutto questo marasma, la Parietti ci abbia messo del suo, abbia con noncuranza gettato alcool sul fuoco. Ci saremmo tutti volentieri risparmiati un libro così, che mette a nudo la disperazione di un singolo, di una persona, senza che essa abbia però avuto le carte in regola per farne un’Opera d’arte o quantomeno leggibile, con quella distanza e quella elaborazione che trasformano il dolore basico in qualcosa di più, chiamato Arte. La Nostra autrice ha solo la fortuna di chiamarsi Alba Parietti e non Pinco Palla, per trovare un editore che pubblichi i suoi sfoghi, le sue delusioni, che sono quelle di tutti, anche di TUTTI quei misconosciuti individui della porta accanto, che – non essendo artisti – le scriverebbero allo stesso modo, e che – in molti casi, ma non sempre –  non ambiscono a fare gli scrittori, perché non ne hanno le doti, la formazione, lo studio alle spalle, e sono e resteranno persone incapaci di dare forma artistica al proprio basico dolore. Forse sanno, o qualcuno direbbe loro (e questo qualcuno dovrebbe essere un editore), che se lo mettessero su carta, resterebbe una cosa non elaborata e grezza, in quanto non tutti possono e hanno le capacità di farlo, l’arte dovrebbe restare una cosa per pochi, come sempre è stata. Ma da tempo ci siamo abituati a leggere libri mal scritti (Oggi tutti son capaci di far tutto…), improvvisati, che uno più, uno meno, che male fa? … viviamo nella repubblica dei dilettanti… non solo nella scrittura, ma in tutti i campi della vita pubblica, non ultima la politica. Alba Parietti è una donna di spettacolo molto brava ed apprezzata per quello che sa fare, e dovrebbe continuare a fare, e Noi le chiediamo di fare, così come abbiamo già e ripetutamente chiesto ad Adriano Celentano di cantare, cantare e basta, come sa fare lui, e solo lui, e di lasciare perdere la filosofia… grazie…

A Milano vale anche il detto:

Ofelè fa el to mesté !

©, 2020

questa pagina contiene alcuni collegamenti esterni il cui contenuto informazioneecultura.it ha verificato solo al momento del loro inserimento; informazioneecultura.it non garantisce in alcun modo sulla qualità di tali collegamenti, qualora il loro contenuto fosse modificato in seguito.

Please follow and like us:
error0

Leggi o lascia un commento (i commenti potrebbero contenere alcuni collegamenti esterni il cui contenuto informazioneecultura.it ha verificato solo al momento del loro inserimento; informazioneecultura.it non garantisce in alcun modo sulla qualità di tali collegamenti, qualora il loro contenuto fosse modificato in seguito)

Commenta
Inserisci il tuo nome