meccanizzazione dei sentimenti e della giurisprudenza

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L’uomo contemporaneo non è spesso umile, ma accomodante. La falsa modestia e l’essere accomodante sono più spesso sgradevoli tanto quanto se non più dell’arroganza. La perdita dell’orgoglio individuale dell’uomo contemporaneo è uno dei tanti esiti cui siamo giunti per il prevalere della tecnica della vita sociale, per una meccanizzazione dei sentimenti e della giurisprudenza, dove il concetto di legale ha preso il posto del concetto di lecito, ovvero, dove i ritrovati meccanici della vita associata che dettano l’agenda della convenienza e del io lavo una mano a te, tu lavi una mano a me, dell’interesse economico, della praticità priva di tempo, ha sollevato l’uomo contemporaneo dal caso di coscienza, lo ha fatto svanire alla luce accecante e meccanica della legalità, quale espressione di rapporto meccanico e irriflesso delle azioni umane, coordinate ai fini di un interesse pubblico. Prendo ispirazione a queste parole dal bellissimo saggio di Enrico Castelli dal titolo “Fenomenologia della nostra epoca” risalente al 1948, vecchio, ma non per questo datato o superato.

©, 2020

meccanica

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