IL MUZAK LETTERARIO DEI TEMPI PRESENTI

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muzak letterario

IL MUZAK LETTERARIO DEI TEMPI PRESENTI

Siamo tutti stufi di vedere uscire libri che libri non sono. Sono solo muzak letterario. Del libro hanno solo la sembianza fisica ma non il contenuto. Il loro contenuto è spesso più che dimenticabile, un contenuto che non vale la spesa dell’inchiostro con cui sono stampati.

Alcuni ecologisti di stampo radical chic oggi lamentano che troppa corrispondenza viene fatta ancora su carta. Come bollette e missive varie da parte dell’amministrazione ad ogni titolo. Ma ci sarebbe da insorgere ben di più verso l’editoria commerciale che spreca tonnellate di carta per libri inutili:

Il desolante panorama culturale-editoriale nostrano registra oggi una ventina di libri al giorno (secondo un’inchiesta di Minimegaprint, nel 2016 ne sono usciti 61.188, tirati in centoventinove milioni di esemplari), firmati dagli autori più improbabili. A scrivere sono blogger, calciatori, heroes (si chiamano davvero così) di youtube, calciatori e cuochi (non chiamiamoli chef, per carità…), attori e attrici, ragazzini che raccontano le turbe dell’adolescenza e adulti poco cresciuti –

un diluvio di libri che costituisce l’autopsia intellettuale del nostro Paese, poi naturalmente magnificata sui giornali, in televisione, nei talk-show… Di scrittori, nel vero senso della parola, ce ne sono sempre meno. D’altronde, non è neanche un caso che tutti questi quintali di carta siano destinati a un pubblico sempre più disinteressato. Aumentano i libri e diminuiscono i lettori, insomma (Andrea Scarabelli, 15 ottobre 2019).

Da vent’anni a questa parte, e forse anche trenta, c’è una progressiva perdita di contenuto artistico nella produzione letteraria. Divenuta muzak letterario.

Negli Anni ’60 e ’70, l’arte – non solo la letteratura, ma anche musica e pittura – era sperimentale e creativa. A partire dagli Anni ’80 la creatività è diventata il risultato di una risposta agli stili creati dagli operatori del marketing. essie impongono gusti e mode effimere che presto si dimenticano. Lo fanno in nome dei soldi, del guadagno, dell’audience. E’ un Sistema Dominante di stampo capitalista e pseudo democratico. Importato dagli USA, e che ha un suo fulcro storico nel fenomeno della Pop Art:

quando Andy Warhol sbalordì il mondo con le riproduzioni in serie del volto di Marilyn Monroe, stava avvenendo sotto gli occhi di tutti – ma solo pochi ne avvertivano la pericolosità – un esperimento che,

da lì in poi, avrebbe tolto auraticità all’opera d’arte, secondo quel principio e processo di riproducibilità tecnica messo in luce da Walter Benjamin, e che adombrava la convenienza, da parte del Sistema Dominante, di mantenere basso il profilo estetico dell’opera d’arte.

I Padroni del Mercato e della Politica hanno interesse a che la popolazione sia sempre più esteticamente analfabeta, poco educata alle scritture complesse, al pensiero articolato, in modo da mantenere inalterato il proprio dominio su di essa.

Così abbiamo sotto gli occhi libri come quelli di Ken Follett, che, come disse Giorgio Manganelli, a togliere loro la trama resterebbe una pagina bianca.

Mentre libri come Delitto e Castigo, dalla trama esile e quasi insignificante, mantengono una intrinseca qualità e complessità morale dei personaggi,

libri che oggi non vengono più pubblicati, non vengono nemmeno più letti e capiti, a favore di libercoli semplici, dall’alto grado di capacità di intrattenimento, come le 50 Sfumature di Grigio, dove vi è solo una ben articolata elencazione di avvenimenti esteriori, ben decifrabile anche dalla mente più analfabeta.

©, 2020

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