La Sabbia e le Notti, due racconti biografici di Marino Magliani

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La Sabbia e le Notti, due racconti biografici di Marino Magliani

 

Titolo: La Sabbia e le Notti

Autore: Marino Magliani

Genere: Raccolta di racconti

Casa Editrice: Fawkes Editions

Pagine: 160

Prezzo: 15,00 €

Codice ISBN: 978-88-358-21-991

 

Il ritorno alle origini attraverso il viaggio e l’elemento autobiografico sono i due punti focali dell’ultimo lavoro editoriale di Marino Magliani, intitolato La Sabbia e le Notti, edito da Fawkes Editions, una casa editrice nata nel 2015. Il libro ha origine da un lavoro precedente di Magliani, poiché è composto da due racconti che l’autore aveva già pubblicato in una raccolta precedente, Carlos Paz e altre mitologie private. Scrive Alessandro Gianetti nell’ampia introduzione che anticipa i racconti: «Per de­scrivere quell’antologia, non mi sovvengono parole miglio­ri di quelle che usò lo stesso Marino Magliani: “Somiglia a certe sfere che scendevano dal soffitto delle discoteche ne­gli anni Settanta e Ottanta, ma forse se ne trovano ancora oggi, tutte fatte di specchietti quadrati, che girando su se stesse raccoglievano la luce di un punto fisso, e ogni volta uno specchietto sembrava diverso dall’altro, ma non lo era, o forse sì, e il trucco non si capiva”». Nei due racconti che compongono questa edizione, La sabbia e Le notti di Sorba, Magliani compie un vero e proprio percorso a ritroso nel tempo, rievocando certe atmosfere che ricordano la sua terra d’origine, la Liguria, e la sua terra di adozione, l’Olanda. «I due punti fermi sono il luogo di nascita di Magliani, Dolcedo, in Liguria, e il suo luogo d’arrivo: IJmuiden, a circa trenta chilometri da Amster­dam, sulla costa settentrionale dell’Olanda. La capacità di estendere e contrarre la retta è l’immaginazione dello scrit­tore, che senza scostarsi dal genere autobiografico inserisce imprevedibili elementi di fantasia che fanno della sua nar­razione un insieme di esperienza vissuta e invenzione». Marino Magliani racconta un mondo che è stato e non è più, con la languidezza del ricordo e della nostalgia, ma senza cadere nella retorica tipica di una certa rievocazione del passato. La sua scrittura, piuttosto, risulta una profonda analisi di un percorso di vita, che ha in qualche modo segnato la personalità e l’esistenza dell’autore. In tal senso, in questi racconti c’è «un contrasto tra la verticalità della costa ligure e l’orizzontalità di quella olandese a scatenare le vicissitudini, interiori ed esteriori ai personaggi, come se il paesaggio reale trovasse una feconda controfigura nella mente dello scrittore, una sorta di copia imperfetta che suggerisce magicamente gli avvenimenti». Il volume è una preziosa edizione, che contiene questi due racconti rieditati a cui è stata aggiunta a fronte una traduzione in lingua francese a cura di Julie Biasucci. Il lettore che si trova tra le mani questo libro avrà l’opportunità di leggere due racconti tanto profondi, quanto evocativi: «Entrambi sono descritti con la precisione degli amanti delle atmosfe­re a cavallo tra il bosco, le dune di sabbia e il mare aperto. Se ne riproducono le persone, gli animali e le piante, e laddove non c’è nulla, tranne il mare, sembra nascere il racconto. Si ha la sensazione che il Mar Ligure e il Mare del Nord siano composti delle stesse particelle d’acqua, un flusso incessan­te che l’autore usa per farsi traghettare da una parte all’altra della sua mitologia privata; traversate in cui si mischiano episodi veri a personaggi inventati, senza che uno sappia mai esattamente a quale insieme appartengano i ricordi, se a quello della memoria o a quello della fantasticheria».

 

 

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