Lo spettacolo vivente di una psiche degradata

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spettacolo vivente del degrado della psiche

Stiamo assistendo allo spettacolo vivente del degrado della psiche collettiva. Parlare di scelta etica oggigiorno è difficile, se non addirittura impopolare. Per molti forse anche incomprensibile. Lo spettacolo vivente cui assistiamo oggi è quello di un degrado della psiche collettiva, di un Essere Umano vorace. Sempre più egoista e pulsionale. Infantile, regredito, a tratti violento e, nella migliore delle ipotesi, istrionico, il che significa: potenzialmente nocivo a sé e agli altri, pre criminale.

L’aggressività è diffusa, male indirizzata, indiscriminata, rivolta verso chiunque. Tutti sono percepiti come nemici, avversari, competitori. Basta trovarsi sulla stessa strada di qualcuno, che questo qualcuno subito ti percepisce come ostacolo.

 

Il nemico ti scalza, con ogni mezzo, lecito, ma spesso anche illecito. Spera che gli vada bene, che la Polizia non lo becchi, e il più delle volte non lo becca, perché l’ordine pubblico ormai è difficile da gestire per drammatica mancanza di organico.

 

Così l’arroganza impera indisturbata. Le infrazioni restano impunite. L’anomia, il disordine, il far west imperano sempre di più, sotto gli occhi di tutti.

Quelle poche persone per bene che sono rimaste in circolazione, sono costrette ad assistere a questo spettacolo in maniera impotente. Le persone per bene non si sentono tutelate nella propria sicurezza e nei propri diritti più basilari.

Come si è potuti arrivare a una simile catastrofe antropologica?

Qualcuno parla di civiltà liquida. Ormai si usa questo termine senza nemmeno più conoscere chi l’abbia coniato. E’ entrato nell’immaginario comune come il termine felliniano quando si parla di un certo cinema, senza nemmeno rendersi tanto più conto di quello di cui si sta parlando.

Resta il fatto che la civiltà si è liquefatta. Anche senza aver letto Zygmunt Bauman, si capisce a cosa si riferisse il filosofo: una società che, qualche misterioso processo economico, ha reso friabile e liquida al suo interno. Nei rapporti che dovrebbero legare gli esseri umani in una reciprocità di tipo partecipativo e affettivo, etico.

In poche parole: siamo portati a fregarcene bellamente degli altri.

Chiudiamo la porta in faccia, tagliamo la strada, superiamo a destra.

Il Covid 19 sembrerebbe aver peggiorato ulteriormente la situazione sociale. Lo stress da privazione cui il lockdown ha sottoposto l’intera popolazione italiana, sembra avere scatenato la reazione opposta.

Ha peggiorato ulteriormente i comportamenti rispetto a prima del Covid19. Lo studio della psiche, i manuali di psichiatria, ci insegnano che lo stress genera regressione.

Il bambino stressato si masturba, cerca la scarica pulsionale (il piacere) come via di fuga dallo stress. Così riporta il proprio stato interiore in una condizione di equilibrio. La regressione psichica può anche manifestarsi con comportamenti antisociali, irrispettosi. Un indietreggiare verso la condizione dell’Uomo Primitivo, incivile.

Il primitivo doveva combattere contro le belve e guardarsi sempre le spalle in ogni momento dai propri simili. Una situazione che era ancora priva di Leggi Sociali.

 

L’Uomo Primitivo alberga in tutti Noi, essendo la Nostra Memoria Filogenetica, la Nostra Origine.

Nei momenti di stress Noi ci rifugiamo in quei comportamenti regrediti che ci danno una apparente maggiore sicurezza. Ci fanno scaricare la tensione, un po’ come masturbandoci. Lo scenario post Covid19 è un disastro, ma non tutti si stanno lasciando andare a questi comportamenti.

Una minoranza di persone è ancora in grado di mantenere l’autocontrollo. E’ la minoranza delle persone colte, non massificate. La massificazione aveva già agito sulla maggioranza prima del Covid19, rendendo la massa, gli ignoranti, già preda di istinti e di emozioni immediate. Di bisogni infantili e appetiti incontrollabili che necessitavano un soddisfacimento immediato. Sapere aspettare il proprio turno, rispettare le regole, non voler tutto e subito, è una conquista educativa di civiltà. Solo in pochi, purtroppo, riescono a raggiungerla. Con amore per lo studio, amore per la cultura. La Cultura è Vita, e l’Ignoranza (la massificazione) è Inciviltà e Morte.

Una civiltà in balia degli istinti è una civiltà votata alla morte, e non la si può nemmeno più definire una Civiltà, ma un’Orda. Stiamo regredendo verso la condizione dell’Orda Barbarica, avendo perso la guida di un padre, di un maestro, di un legislatore, siamo ormai abbandonati a Noi stessi, vittime di un nichilismo dilagante, di una cieca forza distruttiva, che ci sta facendo perdere le conquiste di più di 2mila Anni di Civiltà.

Sono bastati 20 Anni di cultura di Internet, per spazzare via 2mila Anni di vera cultura e di Civiltà. 20 anni di culetti, borsette, vanità allo specchio, mercato del superfluo, hanno cancellato quasi in ogni essere umano l’amore per i libri, per la conoscenza, per lo studio, in nome di beni ed emozioni immediate, e scadenti. Purtroppo Internet si sarebbe potuto prestare per ben altri scopi, ma chiunque gestisca un sito Internet – come il sottoscritto – potrà verificare col proprio servizio statistiche quanto le frasi e le parole di ricerca siano per la maggior parte di tipo sessuale, commerciale, vacuo.

L’Essere Umano ha sviluppato una Tecnologia cui non era ancora preparato. La maggior parte dei fruitori di Internet, o di Tecnologia, si trovano purtroppo a un livello di evoluzione personale, spirituale, o semplicemente psicologica, troppo basso per poterne fare un uso sano, creativo, non patologico o compulsivo, comunque dannoso, prima di tutto per se stessi.

Il Mercato ha sostituito la Cultura, e lo ha potuto fare impadronendosi di Internet quale mezzo di diffusione di massa dell’ Informazione.

Il mito di Faust qualcuno lo ricorderà legato al filosofo e scrittore Johann Wolfgang Goethe.

Faust, onesto alchimista dedito allo studio, cadde preda – con l’intervento del Diavolo – del desiderio di tutto possedere e tutto conoscere, in un incessante slancio possessivo che gli diede l’illusione di sconfiggere i propri limiti, ovvero, la Morte. Cadde preda di un ideale estetico. E, oggi, si potrebbe dire: consumistico.

Il Mercato oggi lo si potrebbe considerare alla stessa stregua del Diavolo, che seduce e distrae – lo studioso onesto – coi suoi milioni di prodotti facilmente accessibili. Distrae il cittadino onesto, e appagato nei propri limiti e nel proprio orizzonte finito, con la promessa di un godimento senza limiti, di un successo immediato, di una sessualità sempre appagante, di una bellezza che lo renderà affascinante e desiderato da tutti e da tutte. Il Mercato, soprattutto grazie all’insano uso di Internet, ha reso la massa una sorta di civiltà faustiana, ha reso tutti dei Faust ricattati e sedotti, ma soprattutto, illusi e imbrogliati, perché il patto col Diavolo presuppone la perdita della propria Anima.

 

©, 2020

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