# Andrà tutto bene – racconto

0

 

 

 

 

1)

… mai in Italia si erano viste le bandiere tricolore alla finestra…

 

 

La situazione si sarebbe risolta solo con il contributo responsabile di ogni singolo individuo. Che la situazione fosse precipitata nel corso delle ultime ore, se ne era accorto dal comportamento della sua cagnolina. Per tutto il giorno era stata immersa in un appartamento che aveva mutato il proprio paesaggio sonoro: non più l’allegro e alacre picchiettare dei tasti del pc, non più la musica che Sax era solito ascoltare, ma continui dispacci televisivi con un tono costantemente allarmato, e poi le lunghe conversazioni via Skype con Stella. Sax sapeva che, per iniziare a scrivere di quei giorni, avrebbe dovuto essere come uno scultore, o come un disegnatore, i quali debbono prendere l’angolazione giusta, e da quella partire. L’angolazione da cui partire, era appunto Pepe, la sua cagnolina.

Il coronavirus era un nemico che ci rendeva tutti impegnati in una guerra. Solo che era un nemico invisibile, e ancora non conosciuto, che mutava forma in continuazione sotto i vetrini dei virologi, facendo mutare l’atteggiamento di politici e organi di informazione. La guerra si stava rischiando di perderla proprio per questo motivo, per l’informazione errata, che diveniva tale per la mutevolezza continua del quadro virale.

Sax era già da un mese, da quando erano giunte le prime tragiche notizie da Wuan, che non prendeva più mezzi pubblici né taxi, e si muoveva per la città unicamente sulle proprie gambe. Un suo amico, sulle prime, gli aveva detto che stava esagerando con quella misura di circolare solo a piedi, il virus è lontano, in Italia ancora non c’è.

In Italia ancora non c’è, parole che riecheggiavano nella sua mente, gli parevano lontane, ma al tempo stesso, tutto era precipitato in un lasso di tempo tragicamente breve, ma lui già da tempo si era abituato ad auto proteggersi.

Da quando i due turisti cinesi isolati a Roma, all’Ospedale Spallanzani, erano stati oggetto di diffusi bollettini nei telegiornali, Sax aveva capito che bisognava proteggersi. Sax aveva capito che la lentezza dell’informazione, che arriva a descrivere un disastro solo quando questo si è già verificato, non poteva essere il termometro reale della situazione in atto, e aveva capito che i politici non avevano ancora provveduto a chiudere confini regionali e frontiere, solo per il timore di portare prematuramente la Nazione al collasso. Ma aveva capito che il virus stava già circolando, quindi, andava a piedi, lunghe camminate, anche di tre ore, lui e Pepe, estenuanti ma anche, in una certa maniera, avventurose.

Pepe quella sera era tranquilla. Dormiva nella sua cuccia già da diverse ore. Le frequenze allarmate della televisione le passavano sopra, e forse la stavano costringendo a una quiete forzata. Sax evidentemente stava sviluppando emissioni di adrenalina che influivano sulla coscienza attenta di Pepe. Non saltava più in tutta la stanza, né chiedeva più coccole con la cadenza di qualche giorno addietro. Pepe era una cucciolina di dieci mesi, prelevata molto presto dalla madre, con una grande ansia di separazione, che, difficilmente, Sax stava cercando da poche settimane di svezzare. La povera Pepe, già forte e così coraggiosa anche se tanto piccola, aveva già imparato il rigore di quei lunghi trekking urbani.

Solo un mese addietro, era giunta la notizia che le giovani ricercatrici dello Spallanzani avevano isolato il virus. Fu un momento di grande speranza, solo un mese prima, Sax, in una di quelle sue lunghe passeggiate, aveva incontrato la madre di Stella, anziana e dalla salute compromessa, e l’aveva baciata, quasi spensieratamente, come qui in Italia siamo abituati a fare quando ci si incontra con una persona amica. Il 10 marzo 2020, non solo non ci si poteva più stringere la mano, ma non si poteva più uscire di casa, se non per comprovate esigenze lavorative, di salute, di forza maggiore.

Navighiamo in acque sconosciute. Gli scienziati sono impossibilitati a fare simulazioni e proiezioni, vista la misteriosità di questo virus. Il premier Conte sta dando prova di grande responsabilità, è il vero Papà di questa Nazione impaurita. Sax lo aveva detto sin dal suo primo insediamento del Conte1: Conte ci darà delle belle sorprese, malgrado adesso stia raccogliendo critiche su critiche… Lo aveva capito dalla sua faccia, dai lineamenti puliti, e dal tono di voce, garbato. Sax non se ne intendeva di politica, ma era un esperto di fisiognomica.

La Democrazia di cui Noi andiamo orgogliosi, si sta dimostrando il punto debole di questa guerra contro il nemico del contagio. In Cina ce l’hanno fatta, perché andavano a prendere le persone a casa. I cinesi sono un esercito di soldati privi di individualità cresciuti sotto la dittatura. Noi stiamo pagando la nostra libertà col rischio di un contagio fuori controllo. Ma oggi, 10 marzo 2020, i telegiornali stanno dando la sensazione che il popolo italiano si stia accorgendo del pericolo. Il nemico sta bussando alle Nostre porte, non c’è età anagrafica che ci protegga. Anche i giovani si ammalano, ma i giornalisti, sino a pochi giorni fa, ci hanno abituati all’indegno refrain dei decessi per età avanzata e quadro clinico già compromesso. Oggi, 10 marzo 2020, alcuni giornalisti stanno chiedendo scusa in diretta.

Non potendo circolare per le strade, si circola nella rete, sia televisiva che Internet. Il Gran Turismo è diventato stanziale. Si sta riscoprendo il gusto per il piccolo, per il Tour dans ma chambre. # io resto a casa.

 

2)

Ascoltava Angie, degli Stones. In un momento come quello, non c’erano altre canzoni altrettanto adatte a non distrarre un animo turbato dalla propria sofferenza, dal proprio raccoglimento, quasi una preghiera. Le note al pianoforte, la voce sofferta di Mick Jagger, l’arpeggio alla chitarra, erano un pianto sommesso, un versamento silenzioso di lacrime, col violino che scavava orizzonti lontani, di ricordo, di perdita, di sgomento. Stiamo per perdere tutto, stiamo camminando su una enorme voragine che ci può inghiottire. Siamo su un abisso. I nostri padri se ne sono andati da un pezzo. Siamo soli.

3)

Lavarsi le mani era sufficiente a debellare un virus come la paura? No, quella resta. Forse non sei mai entrato in contatto col virus nell’arco della giornata, ma il virus della paura è più visibile di quello biologico, lo vedi per strada, nei supermercati ad ingressi scaglionati, sulle facce coperte da mascherine e sciarpe, nel passo affrettato e furtivo della gente, anche nell’androne del tuo condominio, saluti dati a tre metri di distanza, senza sorrisi troppo espansivi che possano fare uscire goccioline di respiro. La cortesia è trattenuta e sospesa, ma in coda, davanti alla farmacia, o al supermercato, c’è voglia di parlare, di condividere, un estraneo, una estranea, improvvisamente diventano un pezzo della tua vita, del tuo Destino. Il ricordo della guerra ormai è solo nei libri di scuola, e i nonni, quelli che l’hanno vissuta, stanno morendo proprio in questi giorni, ma la guerra si è palesata in una nuova forma di distruzione, una distruzione silenziosa, senza bombe né spari, che mina la Nostra esistenza nel suo fondamento: la circolazione. Era difficile pensare, in momenti di normalità, che si potesse addivenire un giorno a uno stop della circolazione, in una città iperattiva come Milano. Su di essa, si basava tutto. E su di essa si basa, si alimenta la sopravvivenza di questo virus.

Mentre Sax scrive, appena ascoltato il secondo discorso del Premier Conte alla Nazione, quello dell’11 marzo 2020, in cui si annuncia il blocco di tutte le attività, spenta la tv e spento lo stereo, il silenzio è gravido d’attesa, un silenzio rotto solo dal sommesso ticchettare della sveglia, che segna il tempo, il tempo che potrà salvarci, come condannarci, dalla città e dal condominio non proviene alcun rumore, e Sax sente solo il proprio respiro, il mugolare della cagnolina addormentata accanto a lui, il picchiettare dei tasti, gli sembra di essere tornato in una di quelle lontane notti in montagna, della sua giovinezza, in cui non aveva paura del silenzio e, anzi, stava cominciando ad amarlo. Ma, diversamente da allora, che era un silenzio gravido di vita, il canto dei grilli, il gorgheggiare del torrente, lo stormire della foresta, questo è un silenzio sospeso, di isolamento, artificiale. Sax ne è affascinato e impaurito al tempo stesso. Un silenzio così, in città, non si è mai udito. Nemmeno la sirena di un’ambulanza. Di macchine non ne girano più, per cui, non vi sono più nemmeno incidenti. La gente all’improvviso è divenuta più prudente, perché sa di non potersi permettere di finire in rianimazione. Sax si dava coraggio ascoltando i video, le interviste ai sapienti che fiorivano nel web, su network come byoblu, contenuti che in tv non si trovano, come l’intervista all’ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia, il quale, con voce ormai flebile, ma con tono sdegnato, racconta di come sia sparito il Centro di prevenzione delle calamità infettive che lui aveva messo in piedi, un centro nel quale, sino al 2005, si facevano previsioni per affrontare eventualità come queste, ma che i tagli alla Sanità avevano fatto morire. La logica del profitto era la responsabile di un consumismo sfrenato e di un conseguente taglio alle risorse pubbliche che ha reso le Nazioni occidentali impreparate all’appuntamento fatidico col virus. Definiva i politici che avevano generato quello stato di cose dei cialtroni e degli incoscienti, e l’Italia ormai una Nazione asservita alla tirannia germanica, che presiedeva un’Europa affamatrice. Ci vogliono far fare i tedeschi, diceva, ma noi non siamo quella gente lì… La politica doveva uscire dall’emergenza, dicevano altre voci, altri ancora dicevano che la scienza aveva preso il posto della politica, che tutti parlavano, e che c’era una gran confusione, in assenza di una precisa catena di comando.

Vista la litigiosità dei politici, il Premier Conte aveva dovuto prendere il comando, con Decreti ispirati a uno stato di eccezionalità, i cosiddetti Dpcm. Ma anche l’analisi giuridica formale era inadatta ad analizzare lo stato giuridico che si andava configurando in quel momento, perché Conte aveva fatto discendere il suo ultimo Decreto non dalla Costituzione interna all’Italia, ma dalla dichiarazione di un organo scientifico internazionale, l’OMS, che aveva dichiarato lo stato di pandemia. Quindi, si andava a configurare una sorta di giurisprudenza internazionale e sovra nazionale, presieduta dalla scienza. Lo stato di cose era veramente eccezionale, senza che molti se ne stessero rendendo conto, il Mondo stava cambiando irrimediabilmente. La pandemia stava legittimando una volta di più un’economia che si basava su rapporti virtuali, gli scambi interpersonali una volta di più erano stati inglobati nei Server, e lo spauracchio di una distribuzione telematica globale stava diventando forse una realtà permanente, con l’uccisione di tutti i commerci al dettaglio che si basavano su una prossimità reale, i negozi. Lo spauracchio che tutti i complottisti avevano sempre temuto, quello di un monopolio oligarchico, stava diventando realtà. Quando la scienza sostituisce la politica, la risposta è una risposta tecnologica, perché la scienza produce tecnologia, e la tecnologia è il modo nel quale la scienza si trasforma in politica. Stiamo celebrando la possibilità di tenere le lezioni scolastiche via Internet, di fare il lavoro Smart, c’è tutta una narrazione in corso sul fatto che la tecnologia ci salverà e ci farà tornare alla normalità, che adombra un sottostante progetto di separazione sociale, con un gigantesco trasferimento della vita sociale dal mondo delle relazioni fisiche, a quello delle relazioni mediate dalla tecnologia, con una trasformazione del Capitalismo, da un Capitalismo delle relazioni fisiche, a un Capitalismo della Rete e delle Piattaforme.

Sax, mentre scriveva, osservava il monitor del proprio PC con un misto di speranza e di diffidenza. Erano giorni che non vedeva Stella se non via Skype. Viveva in una bolla. L’odore pungente della candeggina da alcuni giorni aleggiava per la casa in maniera persistente. Anche le sue mani sapevano di quella sostanza ed erano sempre secche. Non si poteva più mettere il cibo nel frigorifero senza averlo preventivamente disinfettato. E se una confezione di cibo non disinfettata veniva sbadatamente posata sulla tovaglia, bisognava mettere subito questa in lavatrice. Togliere del tutto la tovaglia diventava la scelta più ragionevole, in modo da avere una superficie completamente liscia da poter regolarmente disinfettare. Bisognava essere ossessivi all’ennesima potenza. Era molto faticoso. Poteva anche diventare snervante, se si continuavano a compiere errori come questo, ma per non compierli bisognava vivere a un livello di attivazione psichica molto alto, che era pure esso snervante. Pepe era continuamente immersa nel sonno. Evidentemente gli animali sono dotati di canali percettivi più fini dei nostri per avvertire il pericolo. La solitudine che Sax stava vivendo non gli pesava in sé. Da una vita intera era una persona sola, aveva attraversato periodi in cui non aveva un solo amico, il rito dell’aperitivo non ha mai saputo cosa fosse. In casa aveva di che leggere, scrivere, dipingere, ascoltare musica. Era il motivo sottostante, di quella solitudine, che lo metteva in apprensione. Vedere al telegiornale le immagini di Milano in stato di emergenza, le immagini dei reparti ospedalieri sovraffollati, la notizia dei decessi fra il personale medico, degli infermieri spesso angosciati e costretti a turni massacranti, delle camere mortuarie in saturazione, la visione delle interviste televisive condotte con la mascherina in uno stato di assedio da parte del virus, quella sera lo aveva portato alle lacrime. Erano pianti che duravano pochi secondi, caldi, nervosi, quasi ciechi. Allora, prendeva su Pepe e la stringeva forte al petto, faceva proprio l’hashtag che circolava da poche ore, andrà tutto bene, Pepe, sussurrava alla cagnolina.

 

4)

Scrivere era diventato un atto difficile e più faticoso del normale, anche perché non sapeva cosa scrivere. Da più di un anno aveva quasi cessato con le sigarette, e da poco tempo aveva ripreso a fumarne un numero ridotto, numero che era lievemente cresciuto in quegli ultimi giorni, dato lo stato di immobilità e di tensione. Si sentiva come un imputato in un processo, in attesa della sentenza. Non era vera e propria stanchezza, ma logorio interiore, logorio dell’anima e della psiche. La stanchezza la stavano vivendo i medici, gli infermieri, i riders che portavano i pasti a domicilio, i farmacisti, le cassiere dei supermercati, i postini. Lui tutto sommato non era stanco, né in pericolo, eppure, viveva, come tutti, quel logorio. Era di grande conforto la cagnolina, solo percepire la sua presenza nella casa era un aiuto. Si sentiva anche responsabile verso di lei, non doveva ammalarsi per non doversi staccare da lei. Avrebbe voluto poter aiutare la collettività in quell’emergenza, ma sapeva che l’aiuto più grande che le poteva dare era quello di restare a casa, per non contagiarsi e non contagiare altri.

Era notte fonda. Per tutta la sera la tv era stata accesa. Ormai, Sax, insieme a chissà quanti altri italiani, sentiva familiare la voce di inviati e conduttori. Ancora immagini girate per le strade delle città, da paralizzare il cuore.

Aveva letto un lungo racconto di Conan Doyle, con la cagnolina in braccio e la finestra aperta. Aveva sentito il fresco entrare in casa, e il rumore delle foglie mosse dal vento, in giardino. Si era completamente dimenticato del virus, quando udì, provenire dalla strada, il rombo di un mezzo meccanico che produceva un soffio potente, forse stavano sanificando strade e marciapiedi.

Dormì tutta notte con Pepe stesa accanto. Il mattino dopo fu risvegliato da un potente applauso, che proveniva dai balconi, una moltitudine di persone che applaudiva e gridava “Viva l’Italia”. Forse si stava producendo quell’Unità della Nostra Nazione, che nemmeno Garibaldi riuscì a portare a compimento.

 

Il Covid19 stava mettendo a dura prova la tenuta della Nazione. Ma al tempo stesso stava indicando all’Essere Umano nuove vie da percorrere, in alternativa al consumismo sfrenato, alla rincorsa della crescita infinita, all’individualismo. Forse vi era un che di provvidenzialmente divino in tutto questo. La Teologia insegna che spesso le pene che Dio infligge all’Uomo non sono superiori alle sue capacità, e valgono come indicazione di una strada di Salvezza. Forse…

 

Un virus microscopico sta facendo sgretolare le fallaci certezze dell’Occidente. Un virus microscopico sta mettendo soggezione alle sky line di tante megalopoli, nelle quali una popolazione che viveva nel benessere dalla fine della Seconda Guerra Mondiale credeva di poter gareggiare con Dio solo costruendo grattacieli che arrivano a toccare le nubi. Una popolazione tanto schiava della Tecnica, da aver perduto il contatto con la Natura e con se stessa. Da aver disconosciuto la propria natura provvisoria, in una frenetica corsa in avanti, che le ha fatto perdere il contatto con la Morte. Una Morte che, in queste ore, sta venendo a bussare alle Nostre porte, una Morte che – diremmo – finalmente ha ripreso a dialogare con la Vita, un dialogo che si era interrotto grazie alla suggestione di una Tecnica pervasiva e invadente.

 

5)

E allora, Noi Uomini tecnologici in balia di una Natura divenuta matrigna, impauriti di fronte alle oscurità insondabili del Cosmo, ci commuoviamo sino alle lacrime durante il flash mob delle ore 21, del 15 marzo, in cui siamo invitati ad affacciarci a balconi e finestre reggendo una piccola fonte luminosa. Ognuna di quelle lucine, perdute nel mistero della Notte virale, ognuna di quelle voci che gridano Viva l’Italia, ognuno di quegli individui che cantano e percuotono padelle, è un piccolo, insignificante coagulato di paura, che si incontra con altri coagulati di paura, il vicino di casa che, sino al giorno prima, non si salutava e non si guardava in faccia, il freddo della Notte virale, l’Angoscia di un Male che non sai chi e come colpirà, ti fa cantare, urlare, acclamare in quella forma di esultanza disperata, che è un grido liberatorio, un incontro con l’Altro che, sino a pochi giorni fa, era inconcepibile. Dopo giorni di isolamento, abbiamo fame di Altro, abbiamo fame di Noi, abbiamo fame di Umanità, e ci stiamo rendendo conto, forse in molti casi, di essere stati traditi dalla Tecnica.

Per il secondo flash-mob si è atteso il calare della sera. L’idea è partita da Matera, dove i cittadini hanno creato un evento tramite social network chiamato “Applausi e luci per Matera”. Le regole sono semplici: alle ore 20 in punto, tutte le luci di casa andranno spente e ci si affaccerà alle finestre con una torcia o una candela, lasciandosi andare a un lungo applauso collettivo. Stesso concetto per il flash-mob nazionale delle ore 21, questo il messaggio che circola su social e Whatsapp:

Tutti alle finestre per un Minuto di LUCI CON TORCE LUMINARIE LAMPADINE O ADDIRITTURA LA TORCIA DEI NOSTRI TELEFONINI 📲…
Un piccolo grande gesto che farà vedere al Mondo 🌍 tramite il satellite 📡 che l’Italia è VIVA, che NOI Italiani Siamo VIVI COMPATTI E FORTI 💪🏼 🇮🇹
SOLO UNITI SI PUÒ VINCERE 🙏🏼

Alle 21 spegniamo le luci in casa ed Accendiamo le TORCE dal balcone…
✨✨ILLUMINIAMO L’ITALIA✨✨

leggo

… ma ci sono anche gli incoscienti, c’è ancora gente ingrata verso il personale sanitario che muore in prima linea per curare i contagiati, gente che va a correre nonostante le misure restrittive imposte…

 

 

Le giornate e le notti sono un cupo conteggiare decessi e nuovi contagi. La campana della Morte suona in continuazione, fuori dalla Nostra porta. Siamo in attesa che qualcosa accada, ma non sappiamo nemmeno Noi cosa, un miracolo della Scienza, o del Divino. Il Papa fa una sortita per le strade della Città Eterna, l’Ansa ci dona l’immagine del suo abito bianco che illumina una via cittadina deserta, con uno sparuto ciclista che passa, il Trascendente irrompe nell’Ordine Temporale e segna la tragedia del momento. Da Napoli giunge la speranza che un farmaco contro l’artrite possa inibire l’infezione, e subito dopo, dall’Olanda, un’altra scoperta. Si lotta contro il tempo. I posti letto stanno per esaurirsi. Gli ospedali sono prossimi al collasso. Medici e infermieri non fanno più i turni di riposo da una settimana, forse di più.

Una musica proviene da lontano, algida come un’alba nordica, calda come una fiamma sul ghiaccio.

 

L’isolamento forzato costringe a viaggiare con la mente, o con gli occhi posizionati sul monitor del pc. E la fortuna fa incontrare Sax con un sito dal nome – simpatico e invitante – di positizie, dove trova che:

In un momento di grande difficoltà, in cui purtroppo sembrano anche crescere, e dilagare insieme alla preoccupazione anche l’odio razziale e l’ignoranza,

 

diverse comunità cinesi del nord Italia, pur non dovendo dimostrare nulla, stanno rispondendo alla paura e alla diffidenza con grandissima generosità e azioni concrete per contribuire ad aiutare la sanità delle regioni più colpite dal coronavirus raccogliendo soldi per comprare materiale sanitario e donarlo ad ospedali e al personale medico

 

pochi giorni fa la comunità cinese di Milano, guidata dall’unione delle scuole cinesi, ha donato alla Regione Lombardia 30mila mascherine a quattro veli, 600 mascherine FFp3, 400 FFp2 e 30mila guanti monouso.

sempre a Milano, l’Unione delle donne cinesi di Lombardia e “Il Filo di Seta” (organo di informazione dell’ambasciata cinese in Italia) ha donato 2.300 mascherine chirurgiche, di cui 2.300 usa e getta e 300 lavabili, al Comitato Regione Lombardia della Croce Rossa Italiana

 

Questi due gesti di generosità sono stati riportati dall’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Davide Caparini, che nel corso di una conferenza stampa ha voluto ringraziare pubblicamente la comunità cinese per i gesti di generosità.

Ma si trovano anche notizie di ordine diverso, come quella riportata da Lettera43:

BOMBE E LANCIARAZZI IN CASA SCOPERTI PER UN CONTROLLO DA CORONAVIRUS

Si è conclusa con due arresti, tre denunce e il sequestro di droga, denaro e un arsenale composto da fucili, pistole, bombe a mano e un lanciarazzi, un’operazione di polizia effettuata ad Arma di Taggia. In manette è finito Mario Mandarano, 60 anni, calabrese, pregiudicato e un sanremese di 47 anni. L’operazione è partita dopo aver visto uscire dalla casa del pregiudicato calabrese due persone che si sono allontanate una a piedi e una in auto. Con il decreto contro il coronavirus questo ha insospettito gli agenti che hanno fermato l’auto: all’interno c’erano 700 grammi di marijuana. Il conducente, il sanremese, è stato arrestato. Nel frattempo, l’altra persona era tornata a casa di Mandarano per poi uscire con un giovane. Fermati non hanno saputo spiegare perché erano in giro nonostante il decreto e sono stati denunciati. Insospettiti dal via vai dalla casa di Mandarano, gli agenti sono entrati e nel grembiule da cucina indossato dalla madre dell’uomo hanno trovato la chiave di uno scantinato dove erano nascosti 3 kg di marijuana, denaro, maschere in lattice, parrucche e baffi per travisamenti. La donna è stata denunciata in concorso. Tra le armi sequestrate ci sono pistole mitragliatrici, fucili a pompa, un lanciarazzi, un fucile a canne mozze, un fucile mitragliatore, due bombe a mano. Indagini sono in corso per capire il ruolo del calabrese e la funzione delle armi.

6)

 

 

Era chiuso in casa da 8 giorni. La convivenza con Pepe si stava dimostrando straordinariamente bella. Stella la vedeva e sentiva più volte al giorno su Skype. Stava razionando il cibo – per non trovarsi costretto ad andare a fare la spesa – e di conseguenza perdendo peso, comprendendo come, in tempi normali, mangiasse più del necessario, ragione per la quale, in passato, non riusciva a dimagrire. Anche Pepe mangiava di meno. Non facevano più le loro belle camminate, e vi era il pericolo che la cagnetta ingrassasse. Aveva scoperto che, per darle un maggiore senso di sazietà senza darle calorie che la facessero ingrossare, le poteva mettere nella ciotola della verdura in scatola, che lei mangiava con molto piacere, oltre ai suoi soliti prodotti, ma in quantità minore.

Dopo il discorso del Premier Conte in cui veniva annunciato il blocco di tutte le attività produttive, discorso del 21 marzo 2020, fatta eccezione di quelle essenziali, la paura stava salendo. Cresceva la gratitudine verso tutto il personale sanitario, verso i cassieri dei supermercati, verso i farmacisti e gli autotrasportatori, verso gli operai che avevano lavorato sino al giorno prima in un’ultima residua speranza di non dover bloccare tutto, ma saliva anche la rabbia verso chi non si atteneva alle regole, e continuava a passeggiare e correre per le vie cittadine italiane. Forse, queste persone non avevano letto la notizia che i medici si stavano proteggendo coi sacchi dell’immondizia, per scarsità di mascherine, forse queste persone non avevano visto l’immagine della lunga carovana di camion dell’Esercito che trasportava le salme verso i forni crematori.

 

I medici morti sono già 17

7)

Il 23 marzo 2020 la Protezione Civile registra un leggero calo dei contagi e dei decessi. Sembra stare accadendo quanto era stato auspicato dovesse avvenire dopo 10 o 15 giorni dal varo dei provvedimenti restrittivi. E’ incredibile vedere dalle finestre, ma soprattutto su Internet, come l’intera Italia abbia aderito ai provvedimenti, in un tempo così breve e così compattamente.

 

 

A seguire, giorni in cui l’astina della Speranza torna ad alzarsi, con bollettini sempre più incoraggianti. Ma i decessi sono sempre molti, e nonostante il loro minor numero, rappresentano una ferita che sanguina quotidianamente, numeri? Ma sono Persone, Amori, Famiglie, numeri con un’Anima, che a sentirli ci fanno sempre male.

Emerge al tempo stesso la tragedia dei medici che perdono la vita per soccorrere gli altri, sprovvisti dei più elementari presidi come guanti e mascherine. Medici che si battono in prima linea, con abnegazione e coraggio, in un vivente esempio di quanto il Giuramento di Ippocrate non sia solo un rito di protocollo accademico, ma una scelta e un destino.

I telegiornali sono uno scenario devastato. L’informazione non conosce più altro argomento che il Covid 19 e anche la Politica ormai ruota solo attorno a questo.

 

8)

This handout photo provided by the Vatican Media shows Pope Francis delivering an extraordinary “Urbi et Orbi” blessing, normally given only at Christmas and Easter, from an empty St. Peter’s Square, as a response to the global coronavirus disease (COVID-19) pandemic, Vatican City, 27 March 2020.
ANSA/ VATICAN MEDIA
+++ HO – NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
epa08327113 Pope Francis delivers an extraordinary ‘Urbi et Orbi’ blessing – normally given only at Christmas and Easter – from an empty St. Peter’s Square, as a response to the global coronavirus disease (COVID-19) pandemic, the Vatican, 27 March 2020. The blessing is live streamed worldwide giving the possibility for the faithful connected to receive the plenary indulgence. EPA/YARA NARDI / POOL

I cortili si sono ripopolati di bambini. I genitori hanno ricominciato a giocare coi figli. Non accadeva da 40 anni. Dalle case vicine, dal condominio di fronte, giungono le voci delle famiglie riunite in casa, ci sono i segnali di una rinascita dei rapporti intrafamigliari, ma anche dei contagi. La curva fa ancora fatica a scendere, e si ipotizza che le famiglie, costrette a una condivisione stretta degli spazi, siano il nuovo focolaio di incubazione del virus.

Papa Francesco presiede una Benedizione Urbi et Orbi in una Piazza San Pietro deserta. Potrebbe essere un’immagine raggelante. La pioggia cade tutt’attorno come in una evocazione del celebre film Blade Runner. Il selciato grigio, scuro, lucido, sullo sfondo di una Città Eterna silente e spettrale. Eppure, tutto è solo addormentato. Non è Morte, ma sonno e meditazione. La Nazione sta riprendendo le proprie energie, sta accumulando un sano riposo prima di compiere un nuovo scatto. Ci stiamo prendendo cura di Noi, della Collettività, di Noi stessi ma anche del Prossimo. E’ una scena di grande raccoglimento e Speranza.

L’esterno della casa di riposo ‘La casa di mela’ nel quartiere di Fuorigrotta a Napoli, 2 aprile 2020. Nella struttura sono morti finora 3 anziani, mentre altri 23 ospiti sono risultati positivi. 2 Aprile 2020 ANSA/CESARE ABBATE/

9)

Chiudeva spesso gli occhi, per recuperare un filo interno dei propri pensieri dispersi e ondivaghi. Ad occhi chiusi, per pochi secondi alla volta, l’angoscia per quella situazione un po’ si attenuava, la Mente riprendeva ad ossigenarsi, a respirare, fuori dai cortocircuiti di pensieri fissi e ridondanti. Quando riapriva gli occhi, ritrovava fedele, attenta, sempre partecipe, la sua magnifica amica, Pepe. Pepe era sempre nel raggio del suo sguardo, lui e Pepe non si perdevano mai d’occhio. Erano come l’equipaggio di una navetta spaziale, sempre gomito a gomito, abituati a condividere gli stessi spazi, senza intralciarsi. Il loro stava diventando un rapporto Assoluto, un Amore che portava in sé qualcosa di assolutamente Trascendente, in quanto viveva di sé medesimo, fuori dai vincoli utilitaristici che spesso assume l’Amore umano. Con la tua cagnolina non hai vincoli di parentela, non hai vincoli economici, il sentimento che vi lega non risente del mutuo da pagare, dell’affitto o della bolletta, non risente del bisogno spesso ricattatorio di soddisfare le esigenze sociali della sessualità, che volentieri assumono un ruolo preponderante sui sentimenti stessi, sino a farli soccombere e a soffocarli. Quante volte ci siamo uniti sessualmente a una persona che non amavamo, solo per il piacere, per il gusto del possesso, per la soddisfazione di un traguardo, per il conseguimento di un trofeo. Con la tua cagnolina, tutto questo non vale. Il Vostro è un sentimento alto, puro, disinteressato, assoluto, e trascendente. Sax si metteva spesso al pc, nel tentativo di scrivere, era il suo mestiere, il suo compito quotidiano, che però, in quei giorni, stava perdendo qualsiasi finalità, era uno scrivere senza meta, senza prospettiva, da lavoro, con scadenze e una tabella di marcia precisa in vista di un risultato per cui si era impegnato, era diventato un atto del tutto personale, un impulso individuale svincolato da qualsiasi necessità esterna, e per Sax questo significava rischiare di perdere la motivazione, perché Sax, essendo fondamentalmente un giornalista, scriveva sempre con uno scopo preciso: quello di essere letto. Anche quando scriveva romanzi, o poesie. Dopo un po’ di quel corpo a corpo con la scrittura, fisso davanti al monitor che non si riempiva, Sax desisteva, e si buttava sul divano, sotto la trapunta. Subito Pepe accorreva, e si accoccolava tra le sue gambe, a volte addirittura finiva per stendersi accanto al suo torace, e Sax la poteva cingere col braccio, appoggiando la bocca sulla sua testolina, respirandone il pulito profumo di cucciola, ascoltando il suo respiro. Erano momenti bellissimi, nei quali per qualche lasso di tempo si dimenticava del computer, della scrittura, del futuro, dell’ignoto, del baratro su cui tutti stavamo camminando a Nostra insaputa, proiettati verso un imminente destino di grande crisi, forse anche di gravi rivolte sociali. Non c’era che da attendere, e nel giro di pochi mesi avremmo visto che mondo ci aspettava. Certo, non ci aspettava un bel mondo. Al risveglio da quel sonno, da quella quarantena, non si poteva prevedere lo scenario che avremmo avuto davanti agli occhi. Non bello. Allora, respirava l’odore quasi dolce della sua cagnolina, e si addormentava.

Pepe

10)

L’Ansa era diventato il suo sito preferito. Tra notizie Covid 19 ve ne erano anche delle altre. Tra le quali quella di un alone di ghiaccio attorno al sole nello Yemen.

epa08362991 A halo is seen around the sun following heavy rains in Sanaa, Yemen, 14 April 2020. The halos are an optical phenomena usually caused by sunlight interacting with ice crystals in the atmosphere. EPA/YAHYA ARHAB

Tempesta di sabbia ai tempi del coronavirus al Cairo (Ansa):

tempesta di sabbia ai tempi del coronavirus covid 19 al Cairo
epa08343830 People wearing face masks ride a motorcycle during a sandstorm in Cairo, Egypt, 05 April 2020. EPA/KHALED ELFIQI
epa08343911 People wearing face masks walk on a bridge during sandstorm in Cairo, Egypt, 05 April 2020. EPA/Mohamed Hossam

Coronavirus: Sale a 131 il numero dei medici morti per il virus

Continua ad aumentare il numero dei medici morti per l’epidemia di Covid-19. Sono deceduti, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Elfidio Ennio Calchi (medico chirurgo) e Carmine Sommese (medico ospedaliero). Il totale dei medici deceduti sale così a 131.

Deceduti anche Eugenio Inglese (ex primario di Medicina nucleare) e Vincenzo Frontera (medico di famiglia).  

Sale a 10 il numero farmacisti deceduti. L’ultimo è Camillo Alinovi di Varese Ligure, in provincia della Spezia. Lo rende noto Federfarma sul quotidiano di informazione online Filodiretto. L’uomo, 75enne, era ricoverato in terapia intensiva a Sestri Levante. Circa 800 sono stati invece i farmacisti finora infettati da coronavirus.

Altri tre infermieri sono morti per l’infezione. Lo si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Il totale degli infermieri deceduti dall’inizio dell’epidemia sale così a 34. Gli infermieri contagiati dal virus SarsCov2 sono ad oggi 8.800.

ansa

Coronavirus, 3 astronauti a Terra dopo 6 mesi, trovano un mondo ‘surreale’

Procedure più lunghe per riportarli a casa

Rientrata in Kazakistan la Soyuz con tre astronauti, che hanno lasciato la Stazione Spaziale dopo una missione di sei mesi. Il russo Oleg Skripochka e i due americani, Jessica Meir, protagonista della prima passeggiata spaziale al femminile, e Andrew Morgan.

Trovano un mondo che hanno definito “surreale”: “è come se tornassimo in un pianeta completamente diverso”, ha detto Meir. Più lunghe le procedure per riportare a casa gli astronauti per le restrizioni ai viaggi e i protocolli di sicurezza.

ansa

Scoperta una cometa in visita al Sistema Solare

A maggio passerà non lontano da Mercurio

Una nuova cometa si affaccia nel Sistema Solare: si chiama SWAN (C/2020 F8) ed è stata scoperta dall’astronomo Michael Mattiazzo sui cieli australiani. A maggio si avvicinerà al Sole transitando non lontano dall’orbita di Mercurio. La cometa appare con una chioma verdastra, è attualmente visibile nei cieli dell’emisfero meridionale e a maggio potrebbe essere visibile anche a occhio nudo.

La scoperta, come spesso avviene nella scienza, è avvenuta per caso, mentre Mattiazzo analizzava i dati della sonda solare Soho (Solar and Heliospheric Observatory), di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa), raccolti attraverso lo strumento Swan (Solar Wind ANisotropies). È proprio grazie a questo strumento, che dà il nome alla cometa, che è stata possibile l’osservazione della cometa.

Lo strumento Swan non è stato disegnato per avvistare comete, ma per studiare l’idrogeno del Sistema Solare. Se è stato capace di osservarla, spiegano gli esperti, vuol dire che la cometa produce una significativa quantità di questo gas, il più abbondante nell’universo.

La cometa è stata poi fotografata anche dall’astronomo italiano Ernesto Guido. L’immagine di Guido mostra una lunga e tenue coda di gas, tipica di questi corpi celesti quando si avvicinano al Sole. “L’abbiamo scattata lo stesso giorno della scoperta di Mattiazzo – ha spiegato Guido – ma utilizzando un telescopio australiano da remoto, dato che non era visibile dall’Italia”.

ansa

Piazza Duomo – Milano – 6 marzo 2020

Ricerca, ‘il coronavirus era in Lombardia dal primo gennaio’

Nature, ‘non rilevato per settimane’. È la preistoria dell’epidemia

Il coronavirus ha cominciato a circolare in Lombardia dal primo gennaio e ha continuato a farlo in modo sommerso per oltre un mese e mezzo prima della diagnosi del paziente 1 di Codogno, avvenuta il 20 febbraio. È quanto emerge dall’analisi pubblicata sul sito ArXiv e condotta da 14 centri di ricerca, con il coordinamento del Direttorato generale della Sanità della Regione Lombardia. “L’epidemia in Italia è rimasta sconosciuta per settimane”, scrive oggi la rivista Nature, commentando la ricerca sul suo sito.

“L’epidemia in Italia è cominciata molto prima del 20 febbraio 2020. Al momento dell’identificazione del primo caso di Covid-19 si era già diffusa in molti comuni della Lombardia meridionale”, si legge nell’articolo. “È un lavoro estremamente interessante che ricostruisce la preistoria del coronavirus in Italia”, ha commentato il fisico Giorgio Parisi, dell’Università Sapienza di Roma.

ansa

Coronavirus, lo studio del Poli di Torino: così cambierà la vita nelle aziende. A partire dalle protezioniTra quantitativi di mascherine, gel igienizzanti, termometri, i numeri sono impressionati. Non si può stare sempre con le mascherine spargere il terrore, fomentare la paura. controllare. controllare e reprimere. i governanti non sanno cosa fare…i vecchi metodi sono i migliori COVID19italia

Covid-19, le aziende tessili campane riconvertono la produzione in mascherine Tra queste, Push che produce il maschio Hanita. Insieme, creeranno strumenti di protezione filtranti a doppio strato in cotone

Le monete veicolano meno microbi delle banconote

Grazie al rame, plausibile un’azione antivirale anche per il coronavirus

 

Ai tempi del coronavirus potrebbe essere più sicuro pagare con le monete piuttosto che con le banconote. Un nuovo studio tedesco, condotto presso la Clinica Universitaria di Amburgo-Eppendorf, dimostra infatti che il rame presente nelle monete dell’area euro determina un’attività antimicrobica capace di ridurre la contaminazione da batteri. E’ dunque plausibile che eserciti anche un’azione antivirale, come ipotizzano i ricercatori sulla base di un recente studio americano che ha dimostrato come il coronavirus rimanga attivo sulle superfici di rame soltanto per quattro ore.

“Penso che il rischio di trasmissione del virus attraverso i soldi sia molto più basso rispetto al contatto faccia a faccia con un’altra persona”, rassicura il coordinatore della ricerca tedesca, Johannes Knobloch. “Rispetto alla pandemia di Covid-19, se bisogna proprio pagare in contanti, le monete potrebbero essere preferibili alle banconote”. Lo studio (che doveva essere presentato al Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive di Parigi, poi annullato per l’emergenza) ha valutato l’attività antibatterica delle monete da 1 euro, 5 e 50 centesimi (fatte almeno per il 75% di rame) rispetto alle banconote da 5 euro (in fibra di cotone).

I test di laboratorio sono stati condotti riproducendo le condizioni reali di contaminazione per contatto della pelle, veicolando due batteri: l’Enterococcus faecium e lo Staphylococcus aureus. Sulle monete, a distanza di 24 ore, la presenza di S. aureus si era ridotta del 98,7-99,5%, mentre l’E. faecium era calato del 96,8-99%. Sulla banconota, invece, il numero di cellule batteriche non era cambiato rispetto alla superficie di ceramica usata come esperimento di controllo. “A differenza delle banconote, le monete contenenti rame mostrano un’apprezzabile attività antimicrobica, ma nella maggior parte degli esperimenti – scrivono i ricercatori – i batteri non sono stati eliminati del tutto, dunque anche le monete possono essere veicoli di trasmissione di microbi”.

ansa

girando all’interno del sito Ansa, si trovano anche articoli vecchi che gettano luce su quanto è successo…

Coronavirus, per gli esperti l’epidemia è in una nuova fase

A un passo dalla pandemia

27 febbraio 2020

Il mondo scientifico è ormai certo che l’epidemia del nuovo coronavirus stia entrando in una nuova fase: secondo molti virologi ed epidemiologi, intervistati dalle riviste Science e Nature, si è a un passo dalla pandemia.

“L’identificazione di casi precedentemente non riconosciuti in gran numero in Iran e Italia, oltre che nella Corea del Sud, ci mostra che è impossibile contenere il coronavirus”, commenta su Nature Ben Cowling, epidemiologo dell’università di Hong Kong.
Secondo Marc Lipsitch, dell’università di Harvard, “qualsiasi cosa dica l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), io penso che le condizioni epidemiologiche per una pandemia ci siano”. Anche per Christopher Dye, dell’università di Oxford, la finestra di contenimento del virus è quasi ormai chiusa, e il virus si diffonderà ampiamente fuori dalla Cina. A destare preoccupazione sono soprattutto le morti in Iran, Paese dal quale sono stati esportati casi in Libano e Iraq.

“E’ preoccupante perchè i viaggi internazionali non sono molto comuni tra gli iraniani. E’ quindi probabile che nel Paese vi sia un alto numero di casi non rilevati, che stanno circolando da tempo”, rileva Andrew Tatem, dell’università di Southampton.

Che si tratti di pandemia o meno, l’altra questione riguarda le misure di contenimento adottate, che presto non saranno più praticabili. “Le misure ai confini non saranno efficaci o praticabili a lungo e bisognerà invece concentrarsi per mitigare l’impatto sulla comunità, finchè non sarà disponibile il vaccino”, aggiunge su Science Luciana Borio, ex consulente di Biodifesa del Consiglio di sicurezza Usa.

Anche per Alessandro Vespignani, fisico esperto di sistemi complessi della Northeastern University, “la sfida ora è mitigare, mantenere funzionante il sistema sanitario e non farsi prendere dal panico”. I bandi ai viaggi possono inoltre ritorcersi contro, ostacolando il flusso di forniture mediche ed erodendo la fiducia pubblica. Tra l’altro, con l’aumento dei Paesi coinvolti, i bandi avranno meno senso e potrebbero avere un caro prezzo.

Per Lipsitch “non sarebbe prudente allentare domani le restrizioni ai viaggi ,ma se la malattia dovesse continuare a diffondersi al ritmo degli ultimi giorni, tra una settimana penso che diventerà chiaro che non sono più la contromisura principale”.

Per prepararsi, concludono gli esperti, gli ospedali devono fare scorta di materiale di protezione respiratoria e aggiungere posti letto, mentre andranno aumentate le vaccinazioni per influenza e infezioni da pneumococco, per ridurre il carico delle patologie respiratorie, e rendere più semplice l’identificazione dei casi di Covid-19.

ansa

Sepulveda, addio al combattente che amava la poesia

Era ricoverato a Oviedo per coronavirus

epa06031427 Chilean writer Luis Sepulveda poses during an interview with Spanish international news agency EFE on the occassion of the presentation of his book “El fin de la historia” (Lit: ‘The end of History’) in Madrid, Spain, EPA/Emilio Naranjo

17 aprile 2020

Lo scrittore che ci ha messo di fronte alle grandezze e miserie della storia del Novecento, che ha scelto la letteratura per ”dar voce a chi non ha voce”.
L’uomo dalle formidabili passioni, l’autore bestseller che si sentiva “cittadino prima che scrittore”. Luis Sepulveda, che a marzo era atteso in Italia per parlare di ‘Coraggio’ al festival dei piccoli e medi editori ‘Più libri più liberi’, cancellato per la pandemia, è morto oggi a Oviedo.

ansa

 

 

Gran Bretagna: sos salute mentale, Will e Kate parlano dello stress di coppia

17 aprile 2020

Stress di coppia e familiare, ansia, solitudine sono fra gli effetti collaterali del lockdown, in vigore nel Regno Unito come altrove nel mondo in tempi di coronavirus: un contesto estremo nel quale anche la salute mentale – tema caro all’azione di beneficenza dal duca e della duchessa di Cambridge – appare minacciata come mai. William e la moglie Kate, o Catherine come ormai preferisce farsi chiamare, ne hanno parlato a cuore aperto alla Bbc, rivelando che loro stessi stanno vivendo questa insolita condizione “tra alti e bassi, come tante altre famiglie” meno privilegiate. Impegnato da tempo in prima persona nel promuovere una maggiore consapevolezza dei problemi psichici, William, terzo nella linea di successione al trono, si è detto preoccupato per il “crescente bisogno” di aiuto e sostegno mentale in queste settimane di quarantena, destinate a prolungarsi almeno fino al 3 maggio nel Paese come stabilito ieri da Downing Street. Un allarme condiviso in pieno dalla consorte, che ha invitato a non concentrarsi esclusivamente sul benessere fisico in questi giorni di reclusione domestica. “E’ certo importante restare in movimento, ma è altrettanto essenziale non trascurare il nostro stato mentale, coltivando per quanto si può il contatto con le persone più vicine. Anche una telefonata o una chat online possono farci sentire meno soli”. “Dobbiamo scongiurare che vi siano persone dimenticate, nessuno di noi è un superuomo”, ha soggiunto Kate evocando la necessità di “elaborare le emozioni”. Le stesse che i duchi cercano di filtrare per i loro tre figli – George, Charlotte e Louis – la cui gestione quotidiana, confessano dalla residenza di campagna di Sandringham dove si sono isolati, è “impegnativa” in un regime educativo rimasto piuttosto rigido. “Non siamo in vacanza. Seguono le lezioni scolastiche a distanza e li aiuto a fare i compiti”, ha raccontato la duchessa con un tocco di severità ‘old british’.  Ma senza dimenticare neppure gli ‘anziani’ di casa Windsor: dall’inossidabile regina Elisabetta, prossima ai 94 anni al fianco del 98enne Filippo; all’erede Carlo, 71 primavere, contagiato e poi guarito. Esperienza che William, “grato” al servizio sanitario nazionale (Nhs), ha vissuto con occhi di figlio: dapprima “preoccupato”, poi convinto che “se c’era qualcuno in grado di sconfiggere il virus, era lui”.

ansa

 

Stefano Loffredo

Se in Sudafrica a Città del Capo passeggiano i pinguini, in Australia sono i canguri a prendersi le città, in Sardegna a Quartu Sant’Elena in provincia di Cagliari è il fenicottero rosa a fare bella mostra di sé facendosi una bella passeggiata lungo la strada.  La foto è spettacolare.  A realizzarla è stato Mauro Marroccu che poi ha postato tutto social. Da quel momento l’immagine è diventata virale scatenando un acceso dibattito sul fatto che fosse vera e meno.

In tempi di fake news e fotomontaggi in tanti dubitavano. C’è stato perfino chi ha fatto uno studio sulle proporzioni arrivando alla conclusione che si trattava di un fotomontaggio e che il fenicottero, se fosse stato vero, sarebbe dovuto essere alto più di 2 metri. Sono spuntati anche i meme con il fenicottero accompagnato da un coccodrillo oppure da un dinosauro.

C’è da dire che in questa zona del cagliaritano è famosa perché ogni anno avviene la nidificazione dei fenicotteri rosa che attira anche tanti turisti e quest’anno, a maggior ragione, con il silenzio del lockdown e senza traffico il fenomeno si è ripetuto quindi non sarebbe stato così strano.  Ma dopo tanto dibattere è uscito allo scoperto l’autore della foto che intervistato dall’emittente Videolina ha raccontato come è avvenuto lo scatto dell’anno mostrandone un altro a conferma della veridicità della cosa.

tiscali

Il fantastico video di un gruppo di mante in fondo al mare della Costa di Ningaloo

 

tiscali

 

Coronavirus, ricerca francese: nicotina proteggerebbe da contagio

di Askanews

Roma, 22 apr. (askanews) – E se la nicotina proteggesse dal contagio da coronavirus? Si intitola così un approfondimento pubblicato su Le Figaro relativo a una ricerca che dimostrerebbe come la nicotina potrebbe avere un effetto protettivo sull’infezione da Covid-19.”È stato il dottor Makoto Miyara, uno dei miei studenti, a metà marzo, a richiamare la mia attenzione sul basso tasso di fumo tra i pazienti cinesi ospedalizzati”, osserva il professor Zahir Amoura, responsabile di medicina interna, malattie autoimmuni e sistemiche presso l’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, e autore della ricerca.Una ricerca che va contro la tesi finora sostenuta dai più importanti virologi secondo cui fumo e obesità aumenterebbero la letalità del coronavirus.

tiscali

 

Sobrero (Ferpi): lockdown Covid, metamorfosi per i comunicatori

 

di Askanews

Milano, 22 apr. (askanews) – Il mondo della comunicazione, come gli altri, è stato letteralmente travolto dall’emergenza coronavirus. E ora è chiamato a fare i conti con nuovi elementi di cambiamento che si aggiungono a percorsi di trasformazione in atto già prima del lockdown.Basti pensare, per esempio, all’impatto che il nuovo uso delle tecnologie sta avendo in tutte le relazioni rendendole, per certi aspetti, sempre più virtuali e contemporaneamente pervasive.E se le relazioni sono lo strumento primario di lavoro dei comunicatori si capisce allora come questa emergenza sia portatrice di vere e proprie mutazioni anche in questo settore.Ma i comunicatori sono pronti a vivere e gestire questa fase? “Ci dobbiamo attrezzare. Dire che siamo pronti? no. Ci siamo trovati tutti di fronte ad un rapido cambiamento che richiede una metamorfosi profonda – dice Rossella Sobrero presidente Ferpi, Federazione relazioni pubbliche italiana – Però in questa fase, che è anche di crisi di relazioni con le persone, Ferpi sta lanciando l’idea che è nostro compito diventare dei ‘tessitori sociali’. Vuol dire che soprattutto a livello territoriale, il comunicatore, quando è bravo e quando ha la possibilità di gestire queste relazioni, aiuta i vari attori sociali, dalle imprese agli enti locali alle cooperative sociali, a dialogare tra loro. Questo del tessitore sociale è per me un futuro che andrà oltre la crisi”.E’ una posizione che appare in controtendenza in un contesto in cui vediamo invece affermarsi sempre più una disintermediazione a livello comunicativo; disintermediazione che taglia fuori non solo i giornalisti, ma appunto anche i professionisti della comunicazione più rigorosi. “Oggi assistiamo a quello che qualcuno chiama uno ‘sciame comunicativo’: la disintermediazione consente a tutti di avere un contatto diretto. Il risultato è appunto un rumore di fondo, una confusione che rende difficile per chi ascolta capire i vari messaggi, e capire soprattutto cosa deve fare – prosegue il presidente Ferpi – Quindi bisogna lavorare per rafforzare le relazioni tra i vari soggetti. Credo che soprattutto il pubblico e il privato debbano fare lo sforzo di lavorare insieme, in attesa poi che la situazione cambi”.In estrema sintesi, sono tre gli ambiti su cui i comunicatori devono concentrarsi per rafforzare la loro resilienza in questa fase di cambiamento. “La gestione con i media, che per altro stava già cambiando – indica Sobrero – La gestione degli eventi, che dovrà per forza essere ripensata, e mi auguro che diventino anche e sempre più sostenibili. E infine la capacità di tessere reti sempre più ampie: che è il patrimonio che nostri colleghi devono imparare a valorizzare”.Nel 2020 la Ferpi – che riunisce oltre 800 comunicatori che operano in ambiti diversi e attivi nelle in tutte le regioni italiane – compie 50 anni dalla sua fondazione. Non è certo periodo di festeggiamenti, ma la Federazione vuole comunque sottolineare il raggiungimento di questa tappa così importante con una serie di iniziative di servizio per i soci più che celebrative. “E’ un’associazione che ha non solo una storia, ma anche dei personaggi che hanno contribuito all’evoluzione nelle relazioni pubbliche in Italia e nel mondo – conclude Rossella Sobrero – Ma siamo costretti a rimandare o all’autunno o addirittura al 2021 questi festeggiamenti che immaginavamo di poter fare in tutte le regioni. Abbiamo trasformato tutto ciò in seminari e webinar. E stiamo studiando per fine maggio un evento importante che segni i nostri nostri 50 anni, ma soprattutto aiuti i colleghi a capire quale sarà il futuro della professione. Quindi meno ricordi storici e più proiezioni verso il futuro; verso una Ferpi che per forza si dovrà rinnovare”.

tiscali

LA RIPARTENZA IL 4 MAGGIO

Verso l’ok agli spostamenti ma entro i confini regionali

 

Spiaggia vuota a Camogli: il tuffo del capriolo

L’animale selvatico e’ stato avvistato e ripreso da alcuni cittadini

 

14 aprile 2020

ansa

Il 25 aprile della Scala: i musicisti Anpi suonano Bella Ciao

di Askanews

Milano, 25 apr. (askanews) – La sezione Anpi Scala di Milano ha riunito, a distanza, i suoi musicisti per registrare una emozionante versione di Bella Ciao, il brano simbolo della Resistenza, nel giorno del 75esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Un messaggio di rinascita che assume un valore ancora più forte nei giorni della pandemia da Coronavirus.

Arte e Coronavirus, una sitcom per tutti i volti di Trisha Baga

di Askanews

Milano, 17 apr. (askanews) – Una sitcom che diventa arte contemporanea: c’è anche questo tra i vari modi in cui le istituzioni culturali stanno affrontando il lockdown. Pirelli HangarBicocca presenta una nuova serie, realizzata in collaborazione con l’artista Trisha Baga, che con lo spazio milanese ha costruito una grande mostra, ora chiusa per l’emergenza Coronavirus. Dal 17 aprile è possibile guardare online la prima stagione di “There’s No ‘I’ in Trisha”. Ogni settimana sarà pubblicata una nuova stagione della sitcom dell’artista, in cui lei stessa interpreta tutti i personaggi.Le tre stagioni unite insieme formano il primo video realizzato da Trisha Baga tra il 2005 e il 2007, un lavoro che mette in discussione gli stereotipi di genere e la loro rappresentazione mediatica.

 

tiscali

Aguglie imperiali sotto costa nell’area protetta Punta Campanella

Raro avvistamento del ‘Marlin’ del Mediterraneo in Costiera Sorrentina IL VIDEO

26 aprile 2020

 

Incontro ravvicinato nel mare di Punta Campanella: avvistate e riprese due aguglie imperiali vicino alla costa in località Le Mortelle, a Massa Lubrense, zona B dell’Area Marina protetta e sito del campo ormeggio sostenibile del Parco. I due esemplari, di circa un metro e mezzo di lunghezza, hanno nuotato vicino all’imbarcazione dell’ Amp Punta Campanella, impegnata in azioni di monitoraggio.

Simili al Marlin, il pesce reso celebre da Ernest Hemingway ne “Il vecchio e il mare”, appartengono alla stessa famiglia, Istiophoridae, che comprende 11 specie di grossi pelagici. L’Aguglia imperiale è un pesce endemico del mar Mediterraneo dove è maggiormente presente nella regione centrale. Un caso singolare, dato che in genere i pesci endemici del Mare nostrum sono piccole specie costiere e bentoniche e non grandi animali pelagici, come l’aguglia imperiale. È da sempre ben conosciuto e presente nel mare intorno allo stretto di Messina, mentre era molto meno comune negli altri mari italiani. Da qualche anno, però, ha ampliato verso nord il suo areale, in seguito al fenomeno della meridionalizzazione del mar Mediterraneo, dovuto molto probabilmente al riscaldamento globale dei mari.

Il suo modo di vita è tipicamente pelagico. Vive al largo, in acque aperte senza nessun rapporto con il fondo e si trova solo occasionalmente vicino alla costa. Come  a Punta Campanella nel giorno della Liberazione in periodo di loockdown.

 (martino.iannone@ansa.it)

ansa

Coronavirus, celebra la fine del lockdown con una foto sulla scogliera: 31enne cade e muore

Eʼ accaduto al Parco Duden, ad Adalia, in Turchia, dove la ragazza era andata a fare una passeggiata con una sua amica

Voleva festeggiare la fine del lockdown con una foto su una scogliera del parco di Duden, in Turchia, ma è scivolata, caduta da un’altezza di 35 metri e morta. E’ quanto accaduto a una 31enne di origine kazaka, Olesia Suspitsina, che da qualche anno si era trasferita ad Adalia, dove lavorava come guida turistica.

Secondo quanto riportato dalle testate locali e internazionali, Olesia era andata a fare una passeggiata con una sua amica nel famoso Parco Duden – ad Adalia –  noto per le sue bellissime cascate, dopo settimane di permanenza in casa.

 

Durante la passeggiata, Olesia ha deciso di scattare una foto sul bordo di una scogliera con le cascate sullo sfondo. Avrebbe scavalcato la barriera di sicurezza per mettersi in posa di fronte alla sua amica che scattava la foto, ma è scivolata sull’erba, ha perso l’equilibrio ed è caduta dalla scogliera. La sua amica, terrorizzata, ha chiamato subito i soccorsi.

 

Più tardi, il corpo di Olesia è stato trovato e portato fuori dall’acqua dai soccorritori locali. Come riporta il Daily Mail, la polizia turca ha indagato sul caso e ha concluso che si è trattato di un incidente.

 

Numerosi amici e conoscenti stanno esprimendo i loro messaggi di cordoglio sui social network. “Più di ogni altra cosa amava la sensazione di libertà”, ha scritto una sua amica.

 

Il corpo di Olesya verrà trasportato dalla Turchia al Kazakistan. La ragazza verrà sepolta nella sua città natale, Kostanay.

vai alla fonte

 

continua

 

 

©, 2020

 

 

questa pagina contiene alcuni collegamenti esterni il cui contenuto informazioneecultura.it ha verificato solo al momento del loro inserimento; informazioneecultura.it non garantisce in alcun modo sulla qualità di tali collegamenti, qualora il loro contenuto fosse modificato in seguito.

Please follow and like us:
error0

Leggi o lascia un commento (i commenti potrebbero contenere alcuni collegamenti esterni il cui contenuto informazioneecultura.it ha verificato solo al momento del loro inserimento; informazioneecultura.it non garantisce in alcun modo sulla qualità di tali collegamenti, qualora il loro contenuto fosse modificato in seguito)

Commenta
Inserisci il tuo nome