JACKSON POLLOCK

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Pollock nacque nel 1912 a Cody, Wyoming, da LeRoy Pollock e Stella May McClure, ed era il più giovane di cinque fratelli. Suo padre faceva l'agricoltore ed in seguito diventò un agrimensore alle dipendenze dello stato. Jackson trascorse la sua gioventù tra l'Arizona e la California e studiò alla High School di Reverside e poi alla Manual Arts High School di Los Angeles, dalle quali venne espulso per indisciplina. Ebbe modo di entrare a contatto con i nativi americani mentre accompagnava il padre ad effettuare i rilevamenti. Nel 1929, raggiungendo il fratello Charles, si trasferì a New York, dove entrambi diventarono allievi del pittore Thomas Hart Benton alla Art Students League. La predilezione di Benton per i soggetti ispirati alla campagna americana non fece una grande presa su Pollock, ma il suo ritmico uso del colore e il suo fiero senso di indipendenza ebbero invece su di lui un'influenza duratura. (Wikipedia)

JACKSON POLLOCK

Nato nel 1912 in una cittadina del Wyoming di nome Cody, Jackson Pollock è considerato il padre della pittura informale, e teorizzatore della action painting, dove, anticipando il concetto di performance, l’artista entra in un contatto fisico e gestuale con la tela, compiendo una sorta di danza facendovi colare i colori dall’alto. Dopo un breve trascorso figurativo, Pollock approda in Europa, e viene influenzato dalla libertà espressiva di Joan Miró.

Jackson Pollock – Going West – 1934

 

Jackson Pollock – senza titolo – 1937-39 – Metropolitan Museum of Art, New York

La sua conoscenza diretta dell’arte tribale e primitiva lo porta a dare un significato simbolico all’atto stesso del dipingere. Nella causa di questo atteggiamento, sembra non essere estraneo un risvolto della sua biografia, secondo la quale sembra che, nella giovinezza, Pollock abbia soggiornato presso una riserva indiana di Navajo, di cui avrebbe ammirato i dipinti rituali sulla sabbia.

dipinto di Joan Miró

Determinante nella sua vita fu l’incontro con la collezionista e mecenate Peggy Guggenheim, che lo scoprì per prima. La sua era una danza che egli conduceva stando in piedi sulla tela, e quasi immergendovisi, non riuscendo, per sua stessa ammissione, a stare fermo con la tavolozza in mano. Egli seguiva la colatura del colore con totale coinvolgimento corporeo, producendo gesti coreografici a tratti violenti. I suoi lavori sono il risultato di un continuo movimento generato e guidato dal tormento interiore, che lasciava tracce sulla tela sotto forma di dipinto d’azione.

Peggy Guggenheim

Jackson Pollock ebbe una vita breve, segnata da eccessi e problemi psichici. Era l’11 agosto 1956 quando Jackson Pollock moriva in un incidente stradale, ubriaco e in compagnia di due donne. La sua fu una vita all’insegna della sregolatezza. L’infanzia fu segnata da un padre assente e da una madre oppressiva, da continue crisi di collera e da una irrequietezza che lo fece espellere spesso dalle scuole.

Elementi che egli seppe trasfondere nella sua particolare e irripetibile forma di Arte. Grazie Jackson.

©, 2020

 

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