LA MORTE NERA – teoria del fascismo

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Walter Benjamin (pronuncia tedesca [ˈvaltɐ ˈbɛnjamiːn]) nome completo Walter Bendix Schöenflies Benjamin (Berlino, 15 luglio 1892 – Portbou, 26 settembre 1940) è stato un filosofo, scrittore, critico letterario e traduttore tedesco, pensatore eclettico che si è occupato di epistemologia, estetica, sociologia, misticismo ebraico e materialismo storico. Il lavoro di Benjamin, riconosciuto postumo, ha influenzato filosofi (quali Theodor Adorno, Georg Lukács e Hannah Arendt ), mistici (come Gershom Scholem) e drammaturghi come Bertolt Brecht. (Wikipedia)

LA MORTE NERA

Un saggio di Fabrizio Denunzio su Walter Benjamin – teoria del fascismo

 

Citando il presente Volume, Quando Benjamin diceva (…) “nel momento in cui” si “aderisce al comunismo” si “ha a che fare con i fascisti” era il 1936, nel pieno di una necessità di combattere una realtà storica, come il fascismo, come fecero, insieme a lui, Ernst Bloch e Bertold Brecht, in Eredità del nostro tempo, e Cinque difficoltà per chi scrive la verità.

Fabrizio Denunzio, da comunista dichiarato, coi fascisti ebbe a che fare in prima persona, confessando: Mio padre era fascista, figlio di fascisti: la madre era imparentata con il Podestà di Lecce; il padre, squadrista, marcia su Roma, nove figli dati alla patria, aveva combattuto in entrambe le Guerre mondiali e in quelle coloniali. Sono cresciuto guardando una di quelle vecchie foto del Ventennio nella quale tutta la famiglia di papà era in divisa (…).

L’Autore fa proprio il pensiero della storiografia più sperimentale della seconda metà del XX Secolo, dove esso coincide con quel particolare punto della riflessione di Benjamin che fa luce su uno degli aspetti più inquietanti della vicenda, ovvero, che la comprensione di che cosa sia il fascismo non può prescindere dal riconoscere il fascista che è in noi.

Questo è un punto essenziale su cui l’Autore ci fa riflettere. Quasi psicoanaliticamente. Denunzio vuole anche denunciare lo stato delle Università in Italia. Se da una parte ha desiderato mettere Benjamin al servizio del comunismo, leggendo il filosofo monotematicamente e ossessivamente come un grande marxista, nutre anche il timore che i suoi studenti, fatto l’esame su Media, conflitti e soggettività, lo lascino ammuffire in un cassetto, avendo di Benjamin appreso solo la lezione sull’estetica e sul pensiero della crisi, col rischio di relegarlo al ruolo di, o di considerarlo, funzionario della morale, del linguaggio e della teologia politica.

La teoria del fascismo elaborata da Walter Benjamin prende in esame anche i fattori storici e strutturali, come la crisi economica europea nel Primo dopoguerra, e, Nel corso del 1924, per evadere da una Germania in balia di una disperata situazione economica, contraddistinta da depressione, inflazione e agitazione sociale, Benjamin decide di riparare in Italia, presso l’isola di Capri.

Durante il soggiorno caprese, mentre redige buona parte de Il dramma barocco tedesco (…) si imbatte improvvisamente nel fascismo italiano (…) e il Duce (lettera del 16 settembre del 1924 a Gerhard Scholem) gli appare torbido, pigro e superbo come se fosse abbondantemente unto di olio rancido. Il suo corpo è goffo e inarticolato come il pugno di un grasso merciaio.

 

Walter Benjamin

 

Una descrizione estetica che diviene morale, secondo le categorie care a Benjamin. La ricostruzione di Fabrizio Denunzio parte da questa lettera, sul filo della Storia e della Biografia, in cui spesso analizza la figura del padre degenere, quasi psicoanaliticamente, per spiegarci la sua Morte Nera.

 

Fabrizio Denunzio

La Morte Nera

Ombre Corte editore, 2016

 

©, 2019

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