LESS IS MORE

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LESS IS MORE

 

Scrivo questo articolo su precisa indicazione del Direttore, che comanda democraticamente la nostra Redazione.

Stasera parliamo di spesa, di frigorifero, di risparmio. In breve, di come si possa raggiungere l’autarchia grazie ad un’accorta politica degli acquisti, tendente alle necessità della settimana. Per i più fortunati, che possono permettersi visite quotidiane all’Essel*** di turno, della singola giornata.

Ho appena osservato i ripiani del mio frigorifero, 3 su 4 sono vuoti, il 4° regge uova, acciughe, marmellate e un vasetto di bottarga, oltre ad una piccola selezione di formaggi stagionati.

Aggiungendo la pasta che ho nella dispensa, i 4 pelati e i 2 vasetti di ceci & piselli, potrei tranquillamente non mettere piede in un supermercato per i prossimi 10 giorni. Se unissi 4 finocchi e 4 zucchine, taglierei il traguardo delle due settimane.

La frutta la mangio in ufficio, per cui cerco di non comprarla perché va a male appena la guardi ma, crepi l’avarizia, aggiungiamoci 3 o 4 banane. In tutto avrei riempito un ripiano e mezzo, ci mangerei diversi giorni, con una spesa ridotta al minimo.

Mi sono chiesta: perché fino a 15 giorni fa uscivo dal supermercato come se avessi dovuto sfamare la famiglia Bradford?

Cosa spinge molti di noi a riempire a dismisura i congelatori, gli armadietti della cucina e i vani della madia che teniamo in salotto?

Non il concetto di autarchia esposto all’inizio, che in questo caso rimanderebbe all’autosufficienza di un saggio che sa quanta spesa comprare, non quello di autodikia (il darsi un regime, per esteso dall’etimo originario) né quello di autonomia (non serve spiegarlo…) ma concetti più vicini al barbaro convincimento che “(il) tanto è bello” dimenticandoci che, invece, il troppo… stroppia…

Perché riempiamo oltre misura i nostri frigoriferi e i nostri carrelli e gettiamo nell’immondizia chili di merce non consumata, che nel frattempo si è avariata? Forse per i mutamenti climatici, per cui ci aspettiamo una glaciazione in inverno e uno tsunami d’estate? Forse per Il fenomeno della corsa all’accaparramento pre-nucleare, viste le potenziali bizze di un despota di turno?

Forse ancora per il tarlo delle scorte e del big-size, neanche dovessimo attraversare di nuovo la Frontiera americana o spendere 10.000 dollari di buoni sconti da Walmart?

Sul perché di questo comportamento scellerato, io e il Direttore stiamo ancora investigando, ognuno nella propria casa, ognuno col suo frigorifero.  Lui, sulla porta del congelatore ha un adesivo che mette in chiaro alcune cose: I shot the chef.

 

Io, visto che d’ora in avanti non introdurrò nel frigorifero più di quel che serve per una settimana, ho seguito l’esempio da designer, e attaccato una bella calamita a stelle e strisce…

 

©, 2019

 

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