extreme drift – ghiaccio 2 – racconto

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extreme drift – ghiaccio 2

Per riandare sulle tracce di Marina, non mi restava che frequentare di nuovo i nostri luoghi prediletti.

C’è, a un’ora e mezza di filovia da casa mia, un locale sotterraneo, ritrovo di heavy metal, per lo più dediti ai regolamenti di conti dietro pagamento, recupero crediti con metodi decisi, e, nella versione più blanda del loro operato, security ai concerti rock.

 

British Museum – image glacier du Rheinwald

 

Mi agghindo con la mia migliore raccolta di anelli e tirapugni, e me ne esco, nella notte, questa Notte che amo, che, nelle lunghe, opache, insignificanti ore del giorno, desidero con tutto me stesso. Nella Notte, solo in questa Notte, io sono in grado di trovare quella Vera Luce che, altro non essendo che un raggio di energia bianca e azzurrina all’interno di una Cattedrale Gotica, mi trasmette l’unica forma del senso Divino.

Credo di non amare più la compagnia dei miei simili, per una sola, semplice ragione. La mia Comunicazione è diventata pressoché Binaria. Vi domina il Significato, Primario e Ultimo baluardo del Reale, al di là delle vie nevrasteniche di troppe Significazioni impazzite. Forse, è per questo che apprezzo gli heavy metal: loro sono quello che fanno, e fanno quello che pensano, e pensano come parlano. Morte della Significazione. Morte della Nevrastenia e della Disonestà Linguistica. Io sono un Poeta, ma non amo i poeti. Leggo solo quello che scrivo io. Se solo potessi farlo, ucciderei con un preciso colpo di rivoltella alla fronte tutti coloro che parlano male.

E’ tutta una questione di Volontà. La maggior parte delle persone del 2021, ha perso il contatto con la Radice Prima della propria Volontà. E’ soprattutto una questione etica, che riguarda i Nostri sentimenti. La sincerità dei Nostri sentimenti.

 

Saint Chapelle

 

2021: imperano Autismo e Nevrastenia. La Volontà fa perdere le proprie tracce nel corso di Azioni e Comportamenti mimetici. Dal punto in cui un atto di Volontà si enuclea nella Nostra Coscienza, al punto in cui esso vive una propria esplicazione nel Mondo, avviene sempre una Distorsione, una Deformazione. Nevrastenia e Insincerità deformano la natura dei Nostri sentimenti. Siamo di fronte a un tessuto sociale che non ha più il controllo sulla propria Volontà, segretamente agito da Volontà nascoste e contrarie. Viene da chiedersi, di che natura morale siano oggi le persone che ci circondano. Se ci si possa fidare, di chi ci sta intorno.

E’ un mondo di gente che sorride. Che Ti sorride. Non sai mai veramente, cosa ci sia, dietro quel sorriso. Tanta brava gente che Ti sorride. Apparentemente, è un mondo di completa armonia fra le persone, con tutti questi Sorrisi, tutti questi Buoni e Civili Atteggiamenti.

Il Borghese, rappresenta l’Informe. Come tale, andrebbe evitato. Esso è nocivo. Il Borghese attiene all’Anima Demoniaca del Tempo, è una Forma Degradata del Tempo. E’ la Dissoluzione e la Disgregazione dell’Essere. Quando incontri un Borghese, lo devi lasciare agire, lo devi osservare, tenendoti Fuori. Esso, presto o tardi, si tradisce. Inciampa sui suoi stessi passi. Lo devi lasciar fare, lo devi lasciarsi strozzare con la sua stessa corda. Prima o poi, presto o tardi, il Borghese colpisce, il Borghese ti tradisce, magari, proprio con un sorriso.

2021, 20 dicembre, ore 22 e 30, -6°.

Query su Google:

a che temperatura devono andare le strade cittadine perché ghiaccino spontaneamente.

I risultati della ricerca, sono agghiaccianti. Dieci anni fa si parlava della Potenza Semantica di Google. Oggi, essa è scomparsa, così come stanno scomparendo molte cose, ghiaccio dalle montagne, empatia e umanità fra le persone, soldi nelle tasche, onestà nelle istituzioni. Un livellamento che ha un sapore strano, di costruito a tavolino, di lungamente progettato e pianificato.

Per quali motivi è nata la Rete? Per quali motivi si è espansa, e linguaggi come l’html sono tramontati? Siamo certi che la Rete di oggi sia l’espressione degli intenti per cui essa è nata? L’espressione che ha assunto oggi, non è forse un tradimento degli ideali delle origini? Non siamo qui – così fiduciosi e ingenui – pronti a credere che non vi fosse un piano pre-stabilito. Che non vi fossero Forze Occulte e Sovversive pronte ad intervenire, a calare sulla preda, non appena essa fosse diventata interessante, e di facile cattura. Il piano si prospettò molto interessante, da quando fu lanciato il World Wide Web. Ma siamo anche portati a credere che, già prima della nascita del WWW, il piano di sfruttamento di quella entità (la Rete Globale) ancora in via di sviluppo, vedesse in lontananza gli esiti finali cui la Rete sarebbe giunta, premeditando le varie TAPPE a cui – i pianificatori del Nuovo Ordine Mondiale – dovevano per forza sottoporre la Rete, e tutti i suoi ignari – inconsapevoli ed entusiasti, fra i quali il sottoscritto – operatori dell’html. Da quella che era nelle Origini, la Rete si è progressivamente trasformata in strumento di predominio e assoggettamento. I fautori del Nuovo Ordine Mondiale hanno lasciato alla vecchia Rete la possibilità di espandersi in maniera non controllata sino all’avvento del linguaggio di programmazione dinamico, il .php, che esige precise e specifiche capacità tecniche, in mano solo ai programmatori. Prima d’allora, la Rete era un luogo di libertà e di espressione, mediate dal tramontato linguaggio html, accessibile anche a chi di informatica si intendeva poco, e voleva dire la sua, dare il proprio contributo libero e creativo all’espansione del sapere, dell’arte, dell’informazione sul Web. I teorizzatori della Libertà e Democrazia della Rete (Google) erano essi stessi emanazioni del Nuovo Ordine Mondiale, (finti) fautori di una Libertà d’espressione che veniva foraggiata con la possibilità (user friendly) di creare infiniti siti in html. I fautori del Controllo Pervasivo, lasciarono preventivamente una quindicina d’anni di ossigeno, di respiro a tutti coloro che contribuivano ad espandere la rete, facendo crescere – col proprio lavoro gratuito e disinteressato – motori di ricerca come Google che, a scadenza ultimata, si trasformarono in Persecutori e Aguzzini. Perché il controllo pervasivo si potesse attuare, necessitava che tutti i singoli cadessero nella Rete, e necessitava che la Rete si ingigantisse sempre di più. A questo scopo, l’hanno fatta ingigantire con l’inconsapevole, gratuito ed entusiastico lavoro di miliardi di singoli operatori dell’html. Per poi – a tempo debito – piombare sulla Società interconnessa come una mannaia, la mannaia del Mercato Totale.

I risultati di quella ricerca, non presentavano più alcuna risonanza semantica, ma solo risposte di marcato carattere pubblicitario su catene da neve, su come applicarle alle ruote delle macchine, su come far fronte alla neve a livello di vestiario, ognuna delle quali era linkata a un sito di vendita:

 

Neve, ghiaccio, basse temperature. Come si guida col gelo sulle strade

 

Sale sulle strade per combattere la neve: in che modo agisce ..

 

Sale per neve e ghiaccio, perchè? – Meteolive.it

 

Servizio Manutenzione Invernale_ott12 – Città Metropolitana di Bologna

Non compariva nella semantica delle risposte alcun riferimento alle seguenti keywords: temperatura, strade cittadine, spontaneamente.

Conosco il web da molti anni, e so che, solo cinque o sei anni fa, Google mi avrebbe fornito la risposta alla domanda che gli stavo facendo. Magari proponendomi un nutritissimo parterre di siti in html, costruiti e gestiti a spese proprie da una moltitudine di semplici appassionati, che dicevano la loro sull’argomento, chi con più credibilità, chi con meno, ma Google avrebbe centrato perfettamente la semantica della mia query.

Io ti chiedo una cosa, tu mi rispondi ignorando la mia domanda: questo si chiama Autismo.

Se Google era diventato autistico, lo erano diventate anche le persone che ne usufruivano.

Ma parliamo di poesia… perché vorrei arrivare a parlare di Marina … Riguardo ai poeti, l’Era Cosmica in cui viviamo, il Kali – Yuga, non ne permette la nascita. E’ molto difficile, nascano veri poeti nel Kali – Yuga. Sono nato giusto io. Non ne nascevano da prima di questa Era, e forse, prima di questa Era, la poesia esisteva. Io sono il primo vero poeta del Kali – Yuga. Questa è l’Era della Fuggevolezza, è l’Era del dominio femminile. Uomini che siano Guerrieri e Poeti, non hanno cittadinanza fra le Macerie del Kali – Yuga. Il Commercio, lo sfascio, la corruzione, il mercimonio, la Decadenza, sono il risultato dell’opera di Finti Uomini, uomini-femmina del Kali – Yuga, che hanno introdotto una finta poesia, sin dai tempi dell’Amor Cortese. Già allora, quelli non potevan dirsi né uomini, né poeti, né Guerrieri, anche se avevan l’armatura. Oggi, hanno il Suv. Gironzolavano attorno alle loro donne divinizzate, becchettavano il becchime amoroso che queste ultime spargevano tutto attorno come a dei miseri uccelletti piovuti dal cielo. Già quei sedicenti poeti, avevano rinunciato al mandato Shivaico, cui un Uomo e un Poeta, se non un Guerriero, sarebbe chiamato: stare al Centro, Immobile e Divino, e lasciare che la Donna si muova, sia essa a compiere Il Movimento dell’Amore, perché l’Azione si addice alla Donna, l’Immobilità all’Uomo, così fu nelle Ere precedenti. Ma tutto fu poi ribaltato. Stravolto dai Tempi Ultimi, in cui venne ucciso pure Dio.

Con Marina, fu diverso. Fu lei, ad innescare questo processo. Un Processo Irreversibile, nella stessa natura del mio Essere. Se, prima di incontrarla, ero un perfetto esempio di uomo-femmina, di poeta cortese, lei mi costrinse, con immensa dolcezza ma anche con somma determinazione, a mettere un limite a tutta la mia Attività, a tutta la mia laboriosa Ipocrisia. Forse, aveva visto, in nuce, il buono che pure contenevo, e ha voluto farlo espandere. Mi ha costretto a togliere l’Armatura, e a combattere a Petto Scoperto. Come un vero Guerriero Taoista. Come colui che ha smesso di Pensare, di Girare, di scrivere poesie mercificanti per sedurre, ma semplicemente E’, o aspira all’Essere. La ringrazio ancora, per questo.

La Legge del Tao ci insegna la compresenza dei contrari, per cui, nell’Azione c’è un principio di Immobilità, e viceversa. Nell’eccesso di Azione, si verifica addirittura la Totale Immobilità. Mentre, per converso, l’Azione Totale, la si può raggiungere solo nella profonda Immobilità della condizione meditativa. In quella condizione, ti viene dischiusa la Grande Porta della Percezione Assoluta: quella dell’Amore senza Corpo, del Pensare senza Cervello. Uno stato di totale Realizzazione. Non esistono più Desideri, né Tensioni. Tutto è Presente, Qui, e Ora. Il Divino entra in te. Si chiama il “cavalcare la Tigre”, o “Nichilismo Attivo”.

Marina è la balena Bianca, che assolutamente debbo ritrovare in questo Nero e gelido Oceano.

 

 

La corsa, si era arrestata. Per quella notte, la discesa aveva avuto termine.

Scendere oltre, non era possibile. Oltre ancora, restava la fredda Terra delle Tombe e delle Fogne.

La catacombale atmosfera heavy era satura di fumi biancastri. Glaciali raggi laser tracciavano linee che solcavano quella lattiginosa atmosfera cupa di note violente e sepolcrali.

La cantante, nella cripta dove il gruppo suonava raccolto, aveva una minigonna che le lasciava scoperto uno spicchio di mutande nere, triangolo che si incuneava nel turgore sfatto e cellulitico di cosce bianche come carne di pollo. Cantava decisamente male.

Un negro si era coperto la testa con un ampio e rigido cappello da Cow Boy bianco. Sorrideva, nessuno lo cagava, sorrideva, i negri sanno darsi una ragione per sorridere, ovunque, fanno finta anche di fronte a se stessi di essere ben inseriti e bene accolti, quanto attorno nessuno li degna. Sorrideva e batteva il ritmo della pessima musica sul proprio ginocchio. Se lo osservavi bene, non sorrideva a nessuno, ma al muro davanti a sé. Comunque, sorrideva, e pareva o scemo, o fatto di qualcosa. Quella notte, lì dentro, doveva appunto circolare dell’acido, oltre alla solita bamba.

Mi vedo allo specchio, per cui, ora parlerò di me in terza persona:

Una sua amica, dei vecchi tempi, si siede accanto a lui. Non fa caso a Corrado. Era stata una gran figa, ma ora, forse stenti e troppa fottuta droga, l’avevano ridotta a un osso ambulante. Corrado fa finta di niente, va a recuperare una birra, poi, come per caso, le si para di fronte, e la saluta, era dei tempi di Marina:

«Ciao Leonor, come stai?»

Lei, solleva lo sguardo, il volto sembra la faccia cattiva, ma ormai spenta, di un cane un tempo arrabbiato, gli occhi, due palle bianche e senza iride, due fisse telecamere puntate nel nulla: «Corrado, come va… siedi… bevi qualcosa?»

«Già preso…», le indica la birra, e le si siede accanto.

In verità, Corrado voleva portare il discorso su Marina, ma, prima di farlo, doveva sorbirsi un lungo resoconto sul suo cancro al seno, che finisce con Leonor che si solleva la maglietta: «Vedi, mi hanno tolto tutto… non c’è più niente da toccare, qui… meglio, con tutti gli stronzi che mi hanno messo le mani addosso, adesso, non c’è più ciccia…»

Corrado, si ritrovò a riflettere che l’Uomo ha la sola sfiga di essere composto di materia organica. Se è solo per contenere il cervello, basterebbe financo un corpo di plastica e acciaio cromato, tungsteno e filamenti di rame per le varie interconnessioni. Si eviterebbero le malattie. Magari ci si prenderebbe qualche virus informatico, ma un semplice tecnico smanettone ci guarirebbe, senza l’intervento di quella cazzo di casta medica di merda, che è peggio solo della casta politica.

«Ho un’amica che non ci vedeva più – dice Leonor – e al costo di ottomila euro, le hanno impiantato una videocamera nella testa… ora gira con quel filo che le esce dal cranio, ma ci può vedere…», era come se Leonor avesse avvertito i pensieri più intimi di Corrado.

«Dove le hanno fatto l’operazione?»

«Era una cosa illegale… per il momento è ancora illegale…»

«Scommetto a China Town…»

«Sì… lì…»

«Sai più niente di Marina?»

«Ohy… perché da China Town mi passi a parlare di Marina? Sai qualcosa, forse?»

«No… cosa dovrei sapere?»

«… ha partecipato a un programma… ma non so… davvero… non so… scusami, ora devo andare, mi aspettano di sopra!»

Leonor, come fosse stata punta sul vivo, si alza, e si inabissa nel buio, per ricomparire nel fascio di luce che illumina la scaletta d’acciaio che porta al piano di sopra. Corrado, le osserva la gambe bianche come cera, di pelle cascante su quelle povere ossa, che ambivano ancora a farle recitare la parte della gran fica e della mignotta che era stata.

 

©, 2019

 

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