Ghiaccio – racconto

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Ghiaccio

 

Lord Byron

 

Dei Ghiacci Perenni Corrado aveva un ricordo, come dire, azzurrino ed evanescente. Un ricordo che si perdeva nei suoi lontani anni adolescenziali, e che poi si sovrapponeva alle atmosfere solo immaginate, evanescenti anch’esse, letterarie e più recenti, adulte, della Columbia Britannica, acquisite attraverso la lettura di Malcolm Lowry, venti anni addietro, ai tempi degli studi universitari. Di quegli anni, fatti di una Realtà che ancora non si era fatta Liquida, aveva il ricordo di amicizie che parevano perenni, come quei ghiacci, ma che, come quei ghiacci, si erano disciolte e volatilizzate anch’esse, ed era un ricordo a sua volta evanescente, per quanto solido, per quanto vivo, e lucente, nella sua Visione Interna. Erano i momenti in cui Corrado si stava formando, avendo dapprima formato la sua ossatura e i suoi muscoli sulle Montagne, e poi, la sua ossatura e muscolatura spirituale e professionale, sui libri, in ultimo, quella morale, nella navigazione nelle acque agitate della Vita, amici e finti tali, donne, precari lavori finiti nella delusione e nell’amarezza, giornalismo, sesso, bevute, viaggi, a volte veri e propri viaggi nel Nulla, ma fortificanti, dove aveva fatto i conti con la solitudine derivante dall’essere uno Spirito alla Byron, in un mondo fatto di piattezza e mediocrità, piattezza e mediocrità che, però, si arrogano il diritto di giudicarti, e di escluderti, metterti alle corde, isolarti. Nel tentativo di fiaccarti, di farti arrendere. Ma Corrado non si era mai arreso. Brutalmente ferito dallo Spirito Gregario di coloro che lo volevano morto, alle corde, alle volte anche al tappeto, si era sempre rialzato, non gliela aveva mai data vinta, anche quando mediocri e piatte persone, lo avevano con soddisfazione dato per sconfitto. Corrado era una persona sola. Ma la solitudine non esiste. Solo chi è veramente fortunato nella vita, solo chi abbia avuto la possibilità di credere ciò, è veramente al sicuro dalla solitudine.

Non facciamoci troppe illusioni: il Gelo sta avendo il Sopravvento su Tutto. Non ci resta che mantenere acceso il Fuoco, entro di Noi.

 

La fonte di questa immagine è incerta – sembra attribuibile alle Alpi Orobie, anche se, scenari simili, sono frequenti nei Carpazi.

Forze Elementari, Fuoco e Acciaio, il Fuoco dell’Acciaio… che da sempre animavano le Arterie di Corrado, forse si stavano scatenando, slatentizzando. La loro secolare segregazione, da lungo tempo lo avevano costretto alla Disfatta e alla Rinuncia, alla continua Autodifesa e alla Guerra di Posizione, in quanto l’Informe – il Borghese – aveva prevalso storicamente su tali Forze. Corrado, e quelli come lui, erano ormai molto stanchi. Ma non perduti. Non ancora. Segregandole nella Cantina di tutti Noi, additandoLe come Pericolose e Destabilizzanti, al Borghese altamente Nocive. Ma ora, Esse non c’era più niente che Le potesse oltre ancora trattenere. Alleate di Corrado, e di altri Solitari Byroniani come lui, stavano emergendo dalle Pieghe di un Tempo che le aveva a lungo esiliate.

Non era stata necessaria un’altra Guerra, come aveva profetizzato lo Jünger, ma il semplice Collasso Generale dell’Economia, anche grazie a una Finta Guerra Islamica costruita in vitro, anche grazie al suicidio morale di Obama e di Hillary, quale si stava prospettando, con un venir meno della Maschera. Al risuonare della Mezzanotte, si sa, tutte le maschere cadono. I Borghesi, privati della loro Maschera, si aggirano ora nudi, sprotetti, impauriti e infreddoliti, ormai senza il mantello del politically correct, con cui si nascondevano e agghindavano a festa. E facevano festa, facevano i loro luridi banchetti, a spese di coloro che erano e credevano nell’Elementare – nell’Essenza dell’Uomo, senza coperture e sovrastrutture – ma non avendo abbastanza forze, sufficiente consenso, sufficiente copertura di fuoco, per farlo valere. I fautori del sudicio politically correct e del profitto si sono auto-annullati, grazie ad azioni troppo evidenti e forse poco furbe, si sono suicidati. Hanno voluto troppo, e hanno perso tutto. Si attaccano ancora scompostamente e urlanti di odio e rammarico ai brandelli della loro Titanic che cola a picco, in una azione tanto disperata quanto inutile. L’Elementare emerge con il colare a picco di quella nave, il suo colare a picco spinge in superficie l’Elementare dagli Abissi Inconsci della Società. Per reazione Eguale e Contraria. E’ un emergere lento, ma costante, inarrestabile, inevitabile. E necessario.

 

 

 

©, 2019

 

 

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