ACQUA MAGIC – racconto

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ACQUA MAGIC

 

Marina, prima di venire rapita, gli aveva fornito una rete di contatti. Lo aveva raccomandato di andarli a cercare uno ad uno, di persona, e di evitare telefono e pc.

Con le strade che andavano ghiacciandosi, era difficile camminare. Lunghe colonne di automobili e mezzi pubblici incagliati nel gelo, costringevano a muoversi tuttavia sulle proprie gambe.

Per fornirgli quei contatti, e il modo di raggiungerli, Marina aveva usato il vecchio metodo della CIA, di usare un linguaggio cifrato utilizzando le pagine stampate di apparentemente innocui libri. Glielo aveva insegnato un suo Maestro, appartenente alla Cellula che, per ragioni di sicurezza, si era dovuta sciogliere, e disperdere. I libri che Corrado si portava sempre nello zaino, erano otto. Era vietato per lui perderli o cederli.

Quel mattino, doveva riprovare a citofonare da Ern Erazov, figlio di esuli armeni trapiantati in Usa, da lì scappato a sua volta, per le sue attività anti global. Ora, si faceva chiamare Arnošt Hladký, di nazione cecoslovacca.

Mentre un filobus stracolmo lo dirottava all’altro capo di M., residui di quel sogno prendevano forma nella sua mente, di pensieri, di un ininterrotto flusso di coscienza.

Furgoni quali centri improvvisati di distribuzione di cibo e vestiario, pullulavano per la città. File lunghe come cortei, intasavano il traffico, già congestionato dal Gelo. Mani tese di senzatetto e esuli politici, richiedenti asilo generici barboni, disoccupati, gente che la notte prima aveva ancora un lavoro e una casa.

I supermercati si riempivano di gente che aveva ancora qualche euro in tasca, per far scorta di acqua e scatolami, zucchero, pane.

Che fossero le Banche a comandare, lo aveva dimostrato la Conferenza Parlamentare, svoltasi a Roma il 4 novembre 2016, un momento che avrebbe interrotto per sempre quel flusso di storielle ben confezionate, che Europa Banche e Governi continuavano a propinarci come story telling del cosiddetto politically correct, sin dai tempi in cui Henry Ford aveva detto “E’ necessario che i connazionali non capiscano la vera natura del nostro sistema bancario perché se lo facessero, credo che ci sarà una rivoluzione prima di domani mattina”, … ma su questo, Ford si sbagliava… non ci sarà nessuna rivoluzione, perché i popoli non capiscono, e non si organizzano… Occupy aveva fallito… per la sua posizione monodimensionale su di una piattaforma sociale prettamente economica, e predatoria. Gli è mancato l’appoggio delle altre due dimensioni – per avere profondità – su cui si poggerebbe una Società Tridimensionale Equilibrata, con settori specifici e separati: cultura e politica… il movimento OWS (Occupy Wall Street) mancò dell’appoggio culturale e politico, così come un analogo movimento, qui in Europa, mancherebbe. Malgrado le tante voci di dissenso, malgrado il grande malcontento, soprattutto l’allerta culturale, da noi, e altrove, manca. Le Banche, gestendo la Politica, gestiscono anche la Cultura. Il loro è uno strapotere dittatoriale auto-proclamato, auto-determinantesi, sin dalla metà dell’800, che è passato sotto i controlli delle Istituzioni, e che le Istituzioni hanno – in ultimo, con l’Europa – ratificato, ma silenziosamente, fornendo al popolino tutto un altro story-telling. Il vero story-telling, è quello di un Potere Bancario sovra governativo, e sovra nazionale, che disporrebbe – grazie a una Legge non scritta – di produrre Moneta Scritturale, Virtuale, in assenza di qualsiasi riserva aurea (quello che lo story-telling mainstream politicamente corretto ci ha sempre voluto far credere).

La notizia ha veramente dell’incredibile: a M., dai rubinetti, sgorga acqua al Fluoxentil.

Questa denuncia, pubblicata dal giornale CdS***, parte dall’agenzia che si occupa della protezione ambientale: nel corso delle sue ispezioni di routine, l’Ispettorato dell’Acqua Potabile ha trovato tracce di Fluoxentil nell’acqua potabile. La Lillyana Ellis, la casa farmaceutica statunitense che produce il Fluoxentil, ha messo in circolazione uno fra i più pericolosi principi attivi, la Fleruxentina. L’elenco degli effetti indesiderati va dalle convulsioni, alle aggressioni, ai deliri, all’ostilità alla violenza alla psicosi, a cui si devono aggiungere i rapporti di 1885 tentati suicidi e 1734 morti. Questo farmaco dovrebbe cercare di alleviare la depressione modificando i livelli di serotonina. Il Dott. Pjotr Bregginov, eminente psichiatra, nella rubrica del giornale di A*** Huff*** del 12 luglio 1997, ha affermato di non avere dubbi sul fatto che il «Fluoxentil possa causare o contribuire a violenza e suicidi, casi di cui sono stato testimone più volte; in una recente sperimentazione clinica il 6% dei bambini sono diventati psicotici a causa del Fluoxentil, e la psicosi maniacale può condurre a comportamenti maniacali.» Apatia, allucinazioni, ostilità, idee irrazionali, reazioni paranoiche, comportamento antisociale, isteria e pensieri suicidi sono causati frequentemente dal Fluoxentil. Da gente sana e normale, assumendo il Fluoxentil la gente diventa violenta. La versione che i Politici hanno dato al giornale della presenza di Fluoxentil nei rubinetti, sarebbe quella che gli scarti dei medicinali usati massivamente dalla popolazione di M. gettati nella spazzatura, filtrando negli scarichi urbani, fanno sì che i residui farmacologici finiscano nell’acqua potabile. Ma  Ern Erazov non era di questo parere. Il tentativo di controllo mentale di massa mirato al condizionamento chimico della popolazione, era un progetto segreto che la Cellula di Marina stava studiando da tempo.

Arnošt Hladký lo stava avvisando del fatto che si stava preparando, la qual cosa era già praticamente in atto da settimane, un rallentamento virtuale del Tempo.

I produttori di Sistemi Operativi per pc e smart-phone, avevano fatto rallentare sensibilmente il fluire del tempo suoi loro devices, in modo da garantire all’Apparato Produttivo – all’insaputa di tutti i lavoratori – un’ora di lavoro in più, in maniera che il sistema capitalistico potesse avere un utile netto, in crescendo, avendo pensato, da tempo, di dover rinunciare alle Bolle Finanziarie, in quanto, ormai, il popolo era stato edotto, ed era sul piede di una Rivoluzione. I produttori si software stavano progettando un ulteriore rallentamento di tre ore, nei mesi o anni a venire.

 

 

Era notte. In una abitazione ritrovata grazie all’ospitalità di Arnošt Hladký, con ai piedi tre calze di lana, e la stufetta elettrica, puntata a venti centimetri dal suo corpo, pensava al proprio passato, a quello che lui era stato. Agli occhi dei Borghesi, era sempre risultato qualcosa di esogeno, di inaccettabile. Alla luce delle sue ultime letture, comprendeva di essere stato considerato destabilizzante e pericoloso per la loro stessa identità. La solidità delle loro convinzioni. Ciò che lo Jünger aveva chiamato l’Elementare. La chiamata verso l’elementare, presupponeva un mobilitarsi di Forze Impersonali. Di un Esercito di Eroi Ignoti e senza volto. Sembra che lo stesso Jünger si sia a suo tempo spaventato di questo proprio assunto. Ciò nemmeno Corrado poteva vederlo senza pura, senza un fondo di terrore. Ma doveva, tutti noi dobbiamo, abbiamo il dovere, di guardarci dentro. A volte abbiamo dei desideri, delle aspirazioni, attendiamo delle cose. Siamo convinti, di questo. Ma non consideriamo che, esse, sono a volte collegate ad altre cose, che seguono le prime, e sono inevitabili, in quanto già albergano dentro di noi, anche se noi non lo sappiamo, non l’abbiamo mai saputo, non le abbiamo mai considerate, come reali, come a noi appartenenti, anche se solo in maniera inconscia.

Mentre il Gelo si stava impossessando delle strade, l’Impersonale si stava impossessando degli Uomini. Le Forze Elementari si erano scatenate da molto prima, col Dominio delle Macchine, un lento processo, che si era avviato nel Dopoguerra, ma, se vogliamo, da molto prima: con l’Illuminismo e il Contratto Sociale. Ora, non restava che interpretarle, trasformare il Veleno in Medicina, volgere a proprio Pro questo stato di cose. Se Tu Macchina mi comandi, io mi riduco a Macchina, e tu non avrai la mia anima. L’Individuo non c’è più. Tu Macchina mi puoi cancellare, ma non puoi cancellare la Moltitudine cui appartengo, una Moltitudine del tutto Impersonale.

Ma Corrado sapeva essere, questa, solo la prima fase, di una Guerra che sarebbe andata molto per le lunghe. Fra molti anni, forse riavremo un Essere Umano capace di essere ancora Individuo, e Persona, ma solo dopo una lunga guerra condotta con le armi dell’Impersonalità. Una Gehenna Infernale di Fuoco e Acciaio dovrà avvolgere l’Umanità, prima che un Nuovo Uomo possa risorgere.

Con il controllo climatico operato dalle scie chimiche, stanno ottenendo un allineamento della fascia diurna con il rallentamento temporale dei devices… che sta divenendo sempre più grosso… Ma oltre le quattro ore, non possono spingersi… Sono però sufficienti, a non far percepire il sopruso… la concomitante legalizzazione della cannabis, sta tenendo lontana la popolazione da una tale presa di coscienza… Pornografia incontrollata, sesso libero di facile reperibilità, ragazze che non fanno mistero di marchettare per venti euro, regalandoti anche l’illusione di amore e amicizia in una serata tutto compreso… Con cui si pagano la retta universitaria, per lauree sempre più facili e inutili… ma molto richieste…

Roberto era un giovane appassionato di Montagna. Era di famiglia molto ricca. Il Padre era un dirigente, che aveva abbracciato le teorie della Globalizzazione, e le aveva fatte proprie, e incarnate in una Fede di tipo Democratico. Il figlio, con pochi mezzi, se ne era andato di casa, rinunciando alla carriera universitaria, mettendosi a fare la Guida Alpina in una sperduta frazione delle Alpi Retiche.

 

Angelo Grande – Gruppo Ortles Cevedale

Si erano incontrati su un sentiero nei pressi dell’Ortles, l’estate prima. Fu Roberto, che aveva ancora molti contatti nella Città di M., ad introdurlo in quella Cellula. Una staffetta fu mandata da Roberto, il quale si presentò all’abitazione di Corrado, presso Arnošt Hladký.

Corrado gli spiegò la situazione. Roberto si era offerto di condurre lui da primo di cordata. Conosceva meglio l’uso di nuovi dispositivi di auto assicurazione su ghiaccio, tra i quali chiodi tubolari di nuovissima generazione, capaci di penetrare, senza infrangere il ghiaccio, anche su spessori molto esigui. Glieli mostrò. Esaminò anche le due piccozze di Corrado, ormai vecchie di quarant’anni, non più adatte alle attuali condizioni climatiche. Ne aveva portata una coppia anche per lui, di nuovissima fabbricazione, che rendevano la salita frontale ormai adatta anche ai completi inesperti.

 

 

«So che sei stato un grande alpinista, e non ti volevo dare dell’inesperto – gli disse Roberto – ma lo spessore del ghiaccio, sulla parete esterna del grattacielo, non può superare il centimetro, massimo il centimetro e mezzo, e noi dovremo assicurarci solo dove sia possibile un maggiore accumulo, magari negli angoli, sui davanzali, in qualche nascosto interstizio… e, per il resto, dovremo procedere disancorati, lo sai… e io conosco meglio di te questi nuovi requisiti…»

«Venduto…», fa Corrado, dandogli una pacca sulla spalla.

©, 2019

 

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