DEPAUPERAMENTO – una specie di racconto

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DEPAUPERAMENTO

 

Il leone assiro babilonese, come sentinella, scruta con le zampe marmoree raccolte davanti a sé la strada, dall’angolo che divide la volta Liberty della Stazione dal resto della città. Il cielo, contro lo squillante marmo bianco, è azzurro come Zaffiro, un aereo lo solca in direzione di chissà dove, la carlinga infuocata dai raggi ancor alti del sole, per il resto tramontato sulla città. Se tracciamo una linea, le zampe del leone vanno a lambire il berretto di un anziano uomo che fuma il sigaro, dando grosse boccate da dietro la folta barba bianca che ricopre il suo viso rubizzo e rugoso, segnato dalle intemperie, dal sonno, dalla stanchezza del vivere per strada, mentre il suo sguardo fissa chissà cosa, un punto oltre la vetrata del ristorante.

Si tiene in disparte dalla ressa, raccolto in un angolo dove, sotto il telone, la pioggia resta lontana e inoffensiva, ne cade tanta, come tanta è l’aria fredda che tira, in strada, lui dovrà tornarvi, presto, intanto si gode gli ultimi resti della cena, col suo sigaro, boccate che gli fanno assaporare un po’ di provvisorio comfort, prima di tornare sotto le intemperie, avvolto da un cartone e una coperta.

La ragazza cinese dell’emporio cui mi rivolgo per piccole cose di casa, ora starà cucinando una minestra nel retro del negozio, mentre la pioggia cade sul tetto di lamiera del magazzino, e intanto io penso alla gentilezza che mi ha fatto, di regalarmi un pacchetto di pile, <No sconti, qui è lavolo, ma io ti legalale pile…>, forse la manovalanza cinese sta ribellandosi alle direttive della Madre Patria, e si sta umanizzando, sta cercando una via verso l’integrazione, ma il depauperamento è tanto, troppo, perché i fiori riprendano a sbocciare tanto presto, in questo deserto, ringrazio la ragazza, e ne colgo l’incarnato giallastro, un colore di malnutrizione e stanchezza, ma il suo sorriso è bello, anche se appena accennato, e tanto più prezioso.

Il senso di depauperamento sociale ed economico lo si avverte nei volti, in quei mezzi sorrisi, in quelle stentate occhiate che cogli per strada, in un negozio, ovunque ci sia gente che cerchi di interagire col prossimo, raschiando il fondo del barile nelle riserve di fiducia ormai rimaste quasi a secco.

 

 

©, 2019

 

 

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