IVAN MOSCA L’Uomo, l’Artista, l’Iniziato

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Ivan Mosca

“IVAN MOSCA

L’Uomo, l’Artista, l’Iniziato”

Centenario della nascita: 1915 – 2015

Mimesis, 2015

 

 

Una enorme farfalla sospesa su una marina solitaria e, in un angolo, affiorante, una scura, piccola, piramide.

La veduta sembra un olio, reso uniforme e magicamente materico tramite sapienti colpi di spatola, e la luce non appartiene certo allo spettro visibile con occhi umani, piuttosto sembra appartenere a una dimensione interiore, metafisica e de-spazializzata.

Ho voluto accennare a questi richiami metafisici, per introdurre l’Ivan Mosca esoterista, lasciandomi alle spalle il pittore che, tuttavia, fa corpo unico con quella specie di intellettuale scomparso, rinascimentale, completo, che, come in Mosca, riuniva in sé le qualità di un Uomo interessato tanto alla Natura quanto all’Umano. Il quadro preso ad esempio, ben esemplifica la vocazione del Mosca, al doppio binario della prospettiva di un lavoro naturalistico e umanistico confluenti in un unico punto di fuga.

 

 

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Agli adepti, sempre senza alcun dogmatismo, Ivan Mosca soleva indicare la strada dello studio, unica via da percorrere per giungere alla comprensione di se stessi, ovvero, a quel primo gradino di iniziazione per poi intervenire nelle cose del Mondo, a beneficio dell’Ordine e dell’Umanità.

Per il Mosca la vera Gnosi partiva dal mettersi in gioco, attraverso le porte mandaliche, donde raggiungere il Centro. Per questo, necessitava mantenere vivo l’Atanor, ovvero, il fuoco alchemico dello Spirito e della Conoscenza.

 

 

Atanor, anche riportato come Athanor, è un termine usato in alchimia per designare un forno il cui calore serve ad eseguire la digestione alchemica, utilizzato per la prima volta da Raimondo Lullo nel suo Elucidatio Testamenti R. Lulli. Il termine deriva dall’arabo at-tannūr (التنور) e dall’ebraico tanur che significa “forno”; tuttavia nella dottrina alchemica si fa risalire il termine al greco Α-Θάνατος (Thánatos) ovvero Morte, preceduto dalla “A” privativa, ovvero “senza-morte” per indicare la capacità della fornace di lavorare all’infinito.

 

L’Atanor è rappresentato in varie forme, da quella cubica o parallelepipeda a quella cilindrica. Esiste un’accurata descrizione dell’Atanor fatta da Giovanni di Rupescissa nel suo De confectione veri lapidis philosophorum.

 

Il Significato dell’Atanor non è però quello di un comune forno in cui cuocere i metalli, “non è un forno della specie di quello dei chimici”; esso “di cui i filosofi hanno un gran segreto” altro non è che lo spirito umano, dove avvengono realmente le ‘combustioni’ e arde il Fuoco Segreto. Attraverso la forma del forno con i suoi involucri, piani e vari strati non si vuole dare altro che una metafora semplificata del complesso delle qualità mentali, spirituali e fisiche dell’individuo, le trasformazioni delle quali lo condurranno al conseguimento della Pietra Filosofale.(Wikipedia).

 

Le fonti del Sapere erano per Ivan Mosca filosofia, arte, storia, teosofia, mistica, storia delle religioni, magia, teurgia “non per un banale accumulo conoscitivo, ma perché fossero alimento di quel fuoco <quieto e costante> che solo produce la modificazione degli <stati dell’essere>: sino a pervenire allo status di Chakravartin” (Claudio Bonvecchio).

 

 

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Mosca credeva fermamente nell’unione di Cosmos e Polis, riconosceva alla Società un valore fondante, tuttavia, metteva in guardia dalle possibili derive piccolo-borghesi cui la Libera Muratoria rischiava, nell’avvenire, di andare incontro: in contrapposizione a una Libera Muratoria “pura” e “ascetica”, si profilava il rischio dell’insinuarsi di una Libera Muratoria dopolavoristica, o da “Bar Sport”, abituata ai compromessi e ai mercanteggiamenti, rinunciataria dell’originale spirito che compromessi non ammetteva, una Libera Muratoria, infine, che diveniva “camera di compensazione di frustrazioni esistenziali o il succedaneo di esistenze piccolo-borghgesi” (Claudio Bonvecchio). Mosca credeva in una Muratoria che superasse “quel modello di Libera Muratoria positivista e banalmente anticlericale (di derivazione ottocentesca) che minacciava di inquinare i valori esoterici della Muratoria, facendone una sorta di brocantage politico-sociale-scientista. La sua vuisione della Libera Muratoria (…) era quella di un Ordine Iniziatico libero da ipoteche vetero-risorgimentali e capace di percorrere le vie dello spirito e della ricerca” (Claudio Bonvecchio).

 

 

 

 ©, 2019

 

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