Soro lancia l’allarme Grande Fratello del web. I monopolisti della Rete possono condizionare l’umanità intera

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Antonello Soro, all'anagrafe Antonio Giuseppe Soro (Orgosolo, 26 novembre 1948), è un politico italiano. È presidente dell'autorità garante per la protezione dei dati personali dal 19 giugno 2012. Il 26 novembre 2014 è stato eletto Vice Presidente del Gruppo di Lavoro che riunisce le Autorità per la privacy dei Paesi Ue (WP Art. 29). (Wikipedia)

6.6.2017 – “Troppi dati in mano a poche aziende”, Soro lancia l’allarme Grande Fratello del web. Il Garante dell’authority alla presentazione della Relazione Annuale: “I monopolisti della Rete possono condizionare l’umanità intera. Serve rafforzare il ruolo delle Autorità”. Cybesecurity: 9 miliardi di danni per le imprese italiane. In aumento il telemarketing selvaggio: sanzioni per 2,6 milioni. In corso monitoraggio su Spid – di Federica Meta/corrierecomunicazioni – TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=23466

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“Attenzione ai tanti grandi fratelli che governano la rete”. L’allarme è lanciato dal Garante Privacy in occasione della presentazione della Relazione Annuale dell’Autorità oggi alla Camera. “Un numero esiguo di aziende, i monopolisti del web, possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco – ha sottolineato Soro – e dispone di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone potrà subire condizionamenti decisivi”.

Nel 2016 l’Autorità ha focalizzato l’attenzione proprio sui social media nonché su cybersicurezza e big data. La relazione dell’Authority – composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici, Licia Califano – oltre a tracciare un bilancio dell’attività svolta nel 2016, indica le prospettive di azione verso le quali l’Autorità intende muoversi, “anche in vista dell’applicazione del nuovo Regolamento Ue a partire dal maggio 2018, con l’obiettivo di assicurare una sempre più efficace protezione dei dati personali innanzitutto online e rispondere alle sfide poste dai nuovi modelli di crescita economica e alle esigenze di tutela sempre più avvertite dalle persone”.

Alcune cifre, contenute nella Relazione annuale al Parlamento, sono significative, per misurare l’attività svolta nel 2016 dall’Autorità Garante per la Privacy. In totale, sono stati adottati 561 provvedimenti collegiali e si è data risposta a 4.600 quesiti, reclami e segnalazioni, soprattutto sul marketing telefonico risultato in costante aumento (sono state erogate multe per 2,6 milioni) – Soro ha spiegato che i controlli si spingono anche in Paesi extra Ue – e poi su sanità, videosorveglianza, concessionari di pubblico servizio, recupero crediti, giornalismo e sul settore assicurativo, bancario e finanziario.

Sono stati decisi 277 ricorsi riguardanti soprattutto gli editori, anche televisivi. I pareri resi al Governo e al Parlamento sono stati 20 e le audizioni 9 mentre 53 sono state le violazioni segnalate all’autorità giudiziaria. Le violazioni amministrative contestate sono ammontate a 2.339 con un incremento pari al 38% rispetto all’anno precedente e ben 1.817 hanno riguardato i gestori di telefonia e comunicazione elettronica. E ancora: il Garante per la Privacy ha effettuato 282 ispezioni, con accertamenti in settori come il car sharing e il money transfer. Quanto poi all’attività di relazione con il pubblico, si è dato riscontro a circa 24.000 quesiti, per il 33% dei casi legati alle telefonate promozionali indesiderate. Infine, le sanzioni amministrative riscosse hanno permesso di totalizzare circa 3,3 milioni di euro.

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