FRIEDRICH GLAUSER – STUDER la MORFINA il MANICOMIO

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Friedrich Glauser (Vienna, 4 febbraio 1896 – Nervi, 8 dicembre 1938) è stato uno scrittore svizzero di lingua tedesca. Ebbe una vita breve e turbolenta: nella giovinezza studiò tre anni in riformatorio dopo averne passati altrettanti al ginnasio di Vienna. Si iscrisse ad un collegio di Ginevra ma venne espulso. Dopo essersi diplomato a Zurigo, fuggì di casa nel 1921 e si arruolò nella Legione Straniera. Visse il resto della sua intensa vita in un continuo viaggio per l'Europa (minatore in Belgio, infermiere a Charleroi, nell'avanguardia a Parigi, aiuto-giardiniere in Svizzera). Di indole ribelle frequentò ospizi, case-alloggio per giovani disagiati e manicomi, luoghi dai quali trasse spunto per molti dei suoi romanzi. Fu internato diverse volte in quanto tossicodipendente da morfina. (Wikipedia)

FRIEDRICH GLAUSER – STUDER la MORFINA il MANICOMIO

Risale a circa una trentina d’anni fa la mia lettura delle avventure/disavventure del Sergente Studer, il personaggio pre-Simenon-Maigret creato dal dimenticato – e forse nemmeno troppo considerato a suo tempo – scrittore svizzero Friedrich Glauser.

Premetto questo fatto, per ammettere che, non avendo tempo di tornare su quelle pagine, mi affido al ricordo e a impressioni sbiadite, ma a tratti nette e forti come scogli nella nebbia.

Sono ricordi che vanno in controtendenza con quanto riportato da Wikipedia. Nella enciclopedia libera aleggia – nei riguardi di Glauser – la considerazione di una scrittura drammatica. Canonica nel senso letterale. A me pareva una scrittura comica, dove il sergente Studer conduceva indagini fallimentari, e il lato comico emergeva dalla maldestra condotta delle stesse, anche  se alla fine portavano ad acciuffare il criminale, anche se in maniera fortunosa e accidentale. Forse mi sbaglio, la memoria mi tradisce.

Vena comica, e drammatica, del resto, sono le due facce della stessa medaglia, e Noi possiamo capire quanto un Glauser potesse essere preso in questa doppia/fronte (Giano Bifronte) in quanto persona ai margini di una Società Civile che lo ha etichettato come “malato di mente” e morfinomane. Un piede dentro, un piede fuori, dall’Inferno, ti dà quella insolita, trascendente capacità di ridere della Morte.

©, 2017

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