Giampaolo Rugarli – Andromeda e la notte

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Giampaolo Rugarli (Napoli, 5 dicembre 1932 – Olevano Romano, 2 dicembre 2014) è stato uno scrittore italiano. Nasce a Napoli il 5 dicembre 1932 da padre emiliano e madre della Basilicata, trasferendosi con la famiglia allo scoppio della Seconda guerra mondiale a Milano. (...) fonda con l'Editore Laterza, e dirige, la Rivista Milanese di Economia, che accoglie contributi di Claudio Magris, Pietro Citati, Claudio Cesa, Mario Monti e altri importanti intellettuali ed economisti. Alla fine del 1985 (...), si dedica unicamente alla attività di scrittore (che aveva condotto privatamente nei lustri precedenti), pubblicando oltre 20 opere, tradotte in più lingue. Con il romanzo Superlativo assoluto si aggiudica il Premio Bagutta 1988, sezione Opera Prima. (Wikipedia)

Giampaolo Rugarli

“Andromeda e la notte”

Rizzoli, 1990

Romanzo

 

Libro storico. Che ha vinto il Premio Strega. Che, per un brevissimo periodo ti tempo, ha fatto discutere – ho ancora memoria di certi dibattiti giornalistici sulla crisi del libro, e delle idee, a ridosso della scoperta di questo caso letterario.

Tra le innumerevoli pecche che contiene – un uso eccessivo e mal dosato, mal calibrato, mal interpretato, di una certa “metafisica letteraria”, e di un “certo” gusto per il dissacrante-borghese – ahimè, pur sempre borghese – ha saputo mettere l’accento – un accento drammatico, anzi, tragico – sul MALCOSTUME dell’EDITORIA e del mercato librario.

Ho a mente ancora vaghe pennellate alla rinfusa di una lettura fatta trent’anni fa. Ricordo il sapore amaro delle pagine di Rugarli nel descrivere la vicenda di uno scrittore sconosciuto, che viene turlupinato prima dall’editore, poi dai librai, e indotto al suicidio, scrittore – se ricordo, – che aveva dei meriti, delle qualità, rispetto ai semi-divi della scrittura che – a un grande ricevimento – vengono osannati in vece sua.

Vicenda amara e nichilistica, fatta di una scrittura noiosa e piatta. Se ne salviamo il potere di denuncia, e tralasciamo lo scarso valore letterario di questo libro, possiamo ancora leggerlo e trarne beneficio.

C’è troppa Letterarietà – intesa in chiave retorica – in queste pagine, perché esse possano avere anche credibilità letteraria, almeno, ai miei occhi.

rugarli

©, 2017

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