COSMO-COSMI-COSMETICA

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esaminare e giudicare un’Opera d’Arte
Battistero - Padova - Creazione

COSMO-COSMI-COSMETICA

… un semplice pour parler … 

 

Corre un certo disagio in chi, dovendo esaminare e giudicare un’Opera d’Arte, debba anche decretarne l’aspetto creativo.

Cosa è mai la creatività, se non la Creazione?

E’ sufficiente essere Creativi, per essere degli artisti, o non è piuttosto maggiormente corretto decretare Arte solo ciò che è Creazione?

Creativi? Creatori?

@@@

Non so da che parte prendere il discorso.

Così, apro un vecchio libro, di uno scrittore a nome Francesco Saba Sardi (che ebbi l’onore di conoscere per un fuggevole caffè, e purtroppo il tempo di un caffè non è superiore, qui a Milano, ai 15 minuti netti).

Potrei andare su Wikipedia, e controllare se egli sia ancora in vita (quando lo incrociai, vidi un uomo monumentale, tanto fisicamente, quanto culturalmente, quanto d’età), ma preferisco evitare questo penoso controllo, così, apro il suo Volume “Dominio”, e cerco qualche risposta all’interrogativo, certo di trovarla.

@@@

… apro a caso … e sono fortunato, a pagina 25:

Anche Benedetto Croce ha anteposto pensiero a parola. Ma la parola è increata. Non ha origine (grassetto di Saba Sardi – N.d.A.). E’ essa a creare. Non c’è un al di là della parola: l’al di là avviene in quanto parola. Aggiungo che la Parola nelle sue metamorfosi inventa le proprie trappole e scissioni. Veste i panni della follia, si improvvisa perversione, si atteggia a filosofia, ben sapendo – e lamentando la propria incapacità di uscirne – che sono altrettanti frammenti di essa stessa, della Parola. Ciò che l’auspicata completezza della parola – quella che è un frammento della parola, il frammento etnografico che descrive e cataloga – chiama “parola poetica delle origini”, non sfugge a codeste prevaricazioni operate su se stessa dalla Parola impaurita di fronte all’idea del suo stesso spegnersi, cioè della morte, dell’incapacità di designarsi, di oggettuarsi. Ed essa si è fatta agricoltura, industria, commercio, produzione: per possedere designazioni, per ancorarsi a parole-oggetti.

@@@

Ciò che si può nominare, è creato?

La parola crea?

Creo qualcosa dando un nome a qualcosa?

Mi domando, allora, se anche l’Arte, nelle sue forme più alte, sia creativa, creatrice. Forse no, forse non pienamente. Anch’essa sottostà al DOMINIO della PAROLA, che viene prima.

@@@

DUNQUE: sfatiamo il MITO dell’ARTISTA SUPERUOMO: tutti creano, dal momento in cui sono dotati di parola, anche la persona più umile e insignificante: anch’essa crea, in quanto ha in sé il Logos.

“Linguaggio: dimora dell’Essere” (Martin Heidegger).

Il LINGUAGGIO ci rende tutti CREATORI.

Poi, ci sono i vari Michelangelo & Leonardo: creativi.

 

©, 2017

 

 

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